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C'è sempre un dopo. Chi si aspettava che il Pdl espugnasse tutte le regioni è stato ( in parte) deluso ed altrettanto chi si aspettava una (improbabile) rivincita sulle politiche da parte del centrosinistra. Queste elezioni sono state tante cose: Il trionfo del cattivo gusto tra , scandali a sfondo sessuale, assessori e politici corrotti, amore ed invidia evocati a sproposito, censure televisive, par condicio bellamente infranta, intercettazioni grondanti minacce ed intimidazioni, panini”galeotti”, ecc., e le proposte di politica regionale? Proprio queste sono mancate giacché lo scontro-confronto è avvenuto su temi di politica nazionale, assolutamente estranei alle competenze regionali. L’unico tema che talvolta si è affacciato è stato quello del nucleare, ma anche qui le risposte sono riconducibili agli schieramenti di appartenenza dei candidati governatori: contrari quelli del centro sinistra, favorevoli in linea di principio (ma non nella regione di appartenenza ) quelli di centro destra, con l’eccezione della Polverini candidata del pdl nella regione Lazio. Tutti i governatori del centro sinistra hanno assunto impegno, durante la campagna elettorale, di non ospitare siti nucleari puntando invece sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico. Sia Formigoni (per la Regione Lombardia) che Zaia (per la Regione Veneto) hanno dichiarato di essere favorevoli al nucleare, ma non nella propria regione, motivando questa decisione con il fatto che la loro regione sarebbe già autosufficiente a livello energetico. confermando così la posizione assunta in sede di Conferenza delle Regioni il 27 gennaio u.s. in merito al decreto legislativo che prevede il ritorno del nucleare civile in Italia. Insomma il NIMBY trionfa nelle regioni del centro-destra ed ora staremo a vedere come si darà seguito a queste posizioni, soprattutto in presenza della iniziativa del governo contro le regioni che avevano escluso l’opzione nucleare nel proprio territorio. Di recente infatti il Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari. Il Governo, tramite questa azione, spera che i provvedimenti regionali finora adottati vengano dichiarati illegittimi dalla Corte Costituzionale, in quanto le tre leggi regionali intervengono autonomamente in una materia ove la competenza regionale concorre con quella dello Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e sembrano ignorare la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente, di sicurezza interna e della concorrenza. Sergio Saladini
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