RIDISEGNAMO L'EXPO' - PRIMA PARTE
Introduzione di Giuseppe Landonio -
Un’ Expo all’insegna della sobrietà. E’ il messaggio che vogliamo lanciare con questo convegno. So che questa posizione non piacerà a molti, a destra come a sinistra. Non piacerà a coloro che ritengono Expo una opportunità straordinaria per fare affari e per far girare l’economia. Ma non piacerà neppure ai vari comitati No Expo che si sono costituiti e che vedono nell’Expo solo un pericolo, un’occasione di ulteriore spreco di risorse, un rischio di infiltrazioni malavitose, e via elencando.
Vogliamo discuterne qui oggi con apertura e con trasparenza. Il confronto delle opinioni, la democrazia delle decisioni, la coerenza dei comportamenti dovrebbero rappresentare l’humus del nostro agire politico. Ci rendiamo conto delle opportunità che Expo 2015 può rappresentare: ma non vogliamo agevolare né il consumo di territorio, né progetti faraonici e costosi da realizzare, né un’idea solo consumistica dell’Expo che non lasci nulla alla città. Vorrei qui ripartire da alcune idee che prima che Expo venisse assegnata a Milano avevo espresso e che conservano attualità.

1) Il tema di Expo, centrato sui problemi della nutrizione, argomento di rilevanza mondiale, non solo per gli aspetti relativi alla fame dei paesi in via di sviluppo, ma anche per i problemi della qualità del nostro cibo, va utilizzato per le sue potenzialità migliori. La risorsa delle biodiversità, la tutela dei prodotti di qualità, la critica alla diffusione degli OGM, l´aiuto ai paesi in via di sviluppo, potrebbero rappresentare argomenti non solo di dibattito utile, ma di iniziative di carattere politico e amministrativo che vadano nella giusta direzione. In questo quadro lo sviluppo dell´Expo non dovrebbe contemplare solo padiglioni espositivi, ma anche laboratori di ricerca, che possano continuare la loro attività anche dopo il 2015, garantendo occasioni di lavoro e di sviluppo del tema svolto. E ancora, seguendo l’idea manifestata da Carlin Petrini, bisogna valorizzare a pieno una risorsa fondamentale con il Parco Sud Milano, preservandolo da ogni aggressione, difendendo la sua vocazione agricola, favorendo le occasioni di interscambio tra produttori e consumatori (attraverso lo sviluppo della “filiera corta”), valorizzando il patrimonio dei suoi cascinali.

2) Va evitata la costruzione di padiglioni che debbano poi essere in larga misura rimossi, con problemi sia di costi che di squilibri ambientali, favorendo poi piani di edilizia residenziale a tutto vantaggio dei soggetti che metteranno a disposizione le aree (Cabassi ed Ente Fiera, prevalentemente). Per non correre questo rischio occorre prevedere l´utilizzo, per la parte prevalente, dei padiglioni dell´attuale Fiera e prevedere la progettazione di spazi che possano poi consentire l´utilizzo per altre finalità (sia abitative che ricreativo-culturali che di servizi): lo sguardo deve essere fortemente tenuto sulla città e la sua area metropolitana, sui suoi bisogni, sulle sue esigenze di sviluppo. Va prevista, nell´ambito delle realizzazioni da utilizzare nel dopo-Expo, la costruzione di strutture residenziali utili al personale impegnato nell´expo e che possano poi essere riconvertite in alloggi, sperimentando tipologie di abitazione-lavoro, soprattutto per giovani studenti e lavoratori, sul modello del "foyer" francese, che diano stabilità al loro insediamento di studio-lavoro, o di edilizia convenzionata che preveda quote da assegnare a categorie in situazioni di disagio abitativo (guardie carcerarie, infermieri...) nonché ad adulti in difficoltà.

3) Abbandonare il progetto (costoso e difficilmente realizzabile, anche per la pendenza che dovrebbe essere affrontata) della via d´acqua, che unisca Milano all´area dell´Expo, per un bacino idrico all´interno dello spazio espositivo, nell´area poi destinata a verde, che dovrà rappresentare non meno del 50% dell’intera area prevista (1.700.000 metri quadri) ed eventualmente utilizzando una parte di risorse per ripristinare qualche via d´acqua "storica" all´interno della città (a partire dalla valorizzazione dell´attuale Darsena).

4) Per quanto riguarda il tema delle vie di comunicazione, a parte la sistemazione del polo di Rho-Pero, scandalosamente inaugurato senza un adeguato supporto logistico, si devono trovare le condizioni per migliorare significamene il trasporto pubblico, differenziarlo, e renderlo complessivamente più fruibile. No quindi al costoso e inutile tunnel Forlanini-Fiera, che avrebbe il solo risultato di incentivare il traffico veicolare privato. Mentre si potrebbe studiare lo sviluppo di una metro-ferrotranvia tangenziale, molto più utile e funzionale.

5) A fronte del notevole flusso di risorse materiali e umane che l´Expo metterà in campo, occorrerà studiare e realizzare strumenti adeguati di controllo in ogni settore (economico, commerciale, edilizio) contro speculazioni, penetrazioni malavitose, lavoro nero. In questo senso giudichiamo grave la decisione del PdL di non rispettare la decisione presa dal Consiglio di costituire una commissione anti-mafia.

6) Occorre infine prevedere forme di partecipazione della cittadinanza, della società civile e delle sue rappresentanze/comitati, oltre che dell´area metropolitana, che possano non solo avere ascolto, ma essere parte attiva di un dialogo con le istituzione affinché questo nuovo volto della città sia via via condiviso, costruito insieme, talora modificato, ma rappresenti alla fine davvero un´opportunità per chi ogni giorno questa città la vive, la abita, vorrebbe amarla.

Mi rendo conto che molto tempo (almeno un anno) si è perso. Per assurde diatribe di potere tra governo “amico” di questa giunta, il sindaco Moratti, il governatore Formigoni. Oggi, poi, i capricci di Stanca, e nessuna garanzia delle risorse economiche a suo tempo promesse. Ma è cresciuta, in questo anno, una più elevata percezione delle opportunità e dei rischi che l’occasione Expo rappresenta: ne è testimonianza il recente appello firmato da autorevoli esponenti del mondo dell’urbanistica e della cultura, che abbiamo invitato qui a presenziare e ad illustrare.

IN ALLEGATO PETIZIONE :MILANO EXPO 2015: CITTA’ SOSTENIBILE DOPO LA CRISI