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Si può essere ottimisti sul futuro delle rinnovabili? La variabilità del prezzo nel mercato del greggio, nell’attuale crisi economica mondiale, sta gettando pesanti interrogativi anche sugli investimenti nelle energie rinnovabili ricavate dal vento, dal sole, dalle biomasse . Nel corso del 2007, il prezzo del petrolio è raddoppiato ( da 55 dollari ad oltre 100) ed a metà 2008 ha raggiunto i 150 dollari. Molti hanno legato tale crescita alla imponente domanda che si è venuta a creare da parte dei paesi emergenti quali Cina ed India. La risposta corretta, secondo l’autorevole BP Statistical Review of World Energy, è invece che il consumo è salito dell’uno per cento a fronte di una sostanziale invarianza della offerta. Nel contempo anche la produzione di energia al provenienti da fonti rinnovabili segnalava un forte aumento in tutto il mondo e diveniva competitiva. E allora? Si può ritenere che livello di produzione e prezzo sono stati guidati più da scelte politiche che dalle leggi del mercato e ciò dagli anni settanta, da quando, cioè, l’OPEC ha il controllo sulle forniture e sui prezzi del petrolio e nel futuro sarà ancora così. Tutto dipenderà dal confronto economico-politico tra pesi produttori dell’ Opec e dal ruolo dei paesi non membri, prima tra tutti la Russia. Dice Bill Emott su Repubblica del 15 novembre “ Molti Paesi, con in testa l’Iran e il Venezuela, vogliono tagliare drasticamente la produzione per sostenere i prezzi. Altri, guidati dall’Arabia Saudita, credono che questo sarebbe un errore, perché prolungherebbe la recessione mondiale. L’Arabia Saudita, il produttore di petrolio più a buon mercato e con le maggiori riserve, potrebbe anche essere mosso da un’altra ragione: teme la competizione di un Iran forte nella regione e preferirebbe vederlo indebolito dal calo dei prezzi del petrolio “. E che succederà agli investimenti in energia rinnovabile? Succederà come con la crisi petrolifera degli anni settanta quando dopo la grande impennata seguì la caduta dei prezzi e trascinò le rinnovabili a livelli marginali? Siamo, è ben vero, in profonda recessione e difficilmente ci saranno molte risorse per sostenere gli investimenti in rinnovabile a fronte di un prezzo del greggio ritornato a 50/60 dollari, ma ancora una volta saranno le scelte politiche a determinare lo scenario futuro e qui un po’ di ottimismo è d’obbligo: l’ Europa l’anno prossimo a Copenaghen si appresta a varare misure significative atte a favorire il raggiungimento degli obiettivi di Kioto, l’industria automobilistica sembra aver preso atto della necessità di fare a meno del petrolio sostituendolo od integrandolo con metano,idrogeno e persino solare , le imprese son impegnate in modiche ai cicli produttivi finalizzate al recupero e risparmio energetico ed infine, last but not least, gli Usa di Barack Hobama promettono un futuro più verde: crediamoci, si può fare! Sergio Saladini
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