The Show Must Go On
Gli operatori di un'istituzione o di un'azienda per la riuscita di un evento dedicano una buona parte del loro tempo agli aspetti della comunicazione. Aspetti che sono particolarmente connessi alle funzioni di valutazione, guida, pianificazione e organizzazione.
Tra questi, due sono fondamentali per creare i presupposti di un evento di successo: l'economia e l'organizzazione. I responsabili di una qualsiasi iniziativa seguono generalmente una regola importante che è quella di fare svolgere e trasmettere comunque un qualsiasi spettacolo o manifestazione e sperare che il gusto del pubblico accolga positivamente la rappresentazione.
Accade così anche per gli imminenti giochi olimpici di Pechino. Dove vengono considerati trasversalmente non solo gli aspetti politici, organizzativi ed economici, compresi i loro impatti psicologici, ma anche quelli ambientali.
Nell'imminenza dell'evento ci si è occupati anche dei problemi dell'inquinamento, per le eventuali conseguenze sulla salute e sul rendimento degli atleti, come degli aspetti relativi ai fenomeni atmosferici, con l'obiettito di attutire e fronteggiare, per quanto possibile, anche il mal tempo durante lo svolgersi della grande manifestazione sportiva internazionale.
Si pensi che dal punto di vista meteorologico il Beijing Meteorological Bureau ha anche affermato di poter impedire la formazione di nubi e la conseguente pioggia, attrraverso la tecnica di inseminare le nubi con nuclei di condensazione che le farebbero scaricare prima dei giorni in cui è richiesto il sole (www.ecoblog.it). Sembra infatti che per le autorità cinesi sia molto importante giungere all'8 agosto, giorno dell'inaugurazione delle olimpiadi, impedendo le eventuali piogge, che lo stesso servizio meteorologico cinese crede possibili al 53% (Airone n. 327 - luglio 2008).
Avvalersi della scienza per tenere sotto controllo i fenomeni atmosferici non è tipico soltanto delle autorità cinesi ma è una prassi molto diffusa fin dal secondo dopoguerra.
Per qualto riguarda i processi che favoriscono la pioggia le tecniche sono principalmente due (https://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2005/Ucau051203d007).
Una - più efficiente nelle masse d'aria di origine continentale dove le nubi sono costituite da tante goccioline molto piccole - prevede che le precipitazioni si sviluppino partendo da minuscoli cristalli di ghiaccio che, in seguito a meccanismi microfisici, crescono a scapito delle minuscole goccioline che compongono le nubi. I cristalli di ghiaccio crescono fino a raggiungere dimensioni tali da poter cadere al suolo vincendo la resistenza dell'aria che tende a sostenerli. Se questi cristalli di ghiaccio incontrano strati atmosferici a temperature superiori allo 0° C, si sciolgono producendo pioggia, altrimenti la precipitazione è nevosa. Le tecniche che si basano su questo processo mirano a incrementare artificialmente il numero di sostanze che favoriscono la formazione di cristalli di ghiaccio. Una di queste, è lo ioduro d'argento, sostanza che, per le sue caratteristiche chimico-fisiche, agisce come nucleo di congelamento. In altre parole, se un cristallo di ioduro d'argento si trova immerso o viene a contatto con goccioline d'acqua, facilita il loro congelamento, cioè la formazione di cristalli di ghiaccio. Comunque affinché lo ioduro possa agire come nucleo di congelamento, le goccioline d'acqua debbono raggiungere temperature inferiori allo 0° C, infatti, all'interno delle nubi le goccioline d'acqua restano liquide anche a temperature molto inferiori allo 0° C. Questo meccanismo, pertanto, non è applicabile in nubi “calde” o con solo una piccola parte a temperature inferiori allo zero.
Per le nubi calde - costituite da poche goccioline grosse con masse d'aria di origine marittima - si usa l'altra tecnica, dove si prevede che le precipitazioni si formino partendo da goccioline che, essendo casualmente più grandi delle altre, crescono conglobando le goccioline più piccole fino a raggiungere le dimensioni opportune per cadere al suolo vincendo la resistenza dell'aria. Questo processo, chiamato della coalescenza, mira a incrementare il numero di goccioline di dimensione leggermente maggiori di quelle delle goccioline che naturalmente sono già presenti nelle nubi, attraverso il rilascio in atmosfera, in prossimità delle nubi, di sali di calcio e sodio di dimensioni opportune a raccogliere il vapore acqueo per dare origine a goccioline delle dimensioni volute. Goccioline troppo piccole o troppo grandi non riescono nell'intento in quanto rispettivamente non riescono a cadere al suolo o cadono troppo velocemente per poter dare origine alla coalescenza. I sali di calcio e sodio, devono essere rilasciate in modo da costituire un aerosol (minuscole particelle disperse nell'aria) delle dimensioni inferiori al mezzo decimo di millimetro e per fare questo si fa uso di candelotti fumogeni, opportunamente studiati, trasportati da aerei e accesi alla base delle nubi.
Oltre alle due tecniche di incremento delle precipitazioni ve ne è ancora una terza che prevede il rilascio di ghiaccio secco all'interno delle nubi. Il ghiaccio secco, che è anidride carbonica solida alla temperatura di circa –100° C, viene fatta cadere sopra delle stratificazioni nuvolose e abbassa la temperatura ad un punto tale per cui le goccioline che le costituiscono danno origine a molti cristalli di ghiaccio, i quali crescono fino a raggiungere le dimensioni opportune per vincere la resistenza dell'aria e cadere al suolo. Anche se questo metodo funziona, i campi della sua potenziale applicabilità sono molto ridotti, ed è estremamente costoso portare in quota le quantità di ghiaccio secco per rendere il meccanismo efficace.
L'applicazione di tali metodi per favorire le precipitazioni è stata esperimentata in campo agricolo per il reperimento del flusso d'acqua necessario per la cresita delle colture. Attualmente il più promettente è quello che prevede la liberazione alla base delle correnti ascendenti nelle nubi temporalesche di sali di calcio e di sodio. Tale metodo è stato per la prima volta sperimentato in Sudafrica e poi anche in Messico con risultati positivi, in quanto le nubi temporalesche nelle quali erano stati rilasciati i sali hanno prodotto mediamente più pioggia delle nubi temporalesche non seminate. Mentre la metodologia con il rilascio di ioduro d'argento è già stata utilizzata in Israele, negli Stati uniti e anche in Italia.
Il dibattito su tali tecnologie era spesso concentrato sugli aspetti economici, e, cioè, se l'acqua prodotta con tali processi avesse un costo accettabile tale da permetterne l'adozione su vasta scala.
Il possibile utilizzo ad ampio raggio di tali tecnologie anche nel campo dello spettacolo e delle grandi manifestazioni, e con il diverso fine del controllo del tempo atmosferico, se da un lato rende più prossimo lo sviluppo di nuovi soggetti economici specializzati nel campo, dall'altro, pone ai policy makers importanti interrogativi relativi al loro utilizzo, per le ripercussioni che potrebbero comportare su beni universali quali l'ambiente, i mutamenti climatici, l'approvvigionamento di acqua, e sul conseguente scenario della tutela dei diritti universali.
Elia Bova