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2° festival della biodiversità dal 18 maggio all'8 giugno Biodiversità: è la varietà degli esseri viventi che popolano la terra. Una varietà incredibile di geni, specie ed ecosistemi tutti legati uno all'altro, tutti indispensabili. La biodiversità è quel patrimonio universale frutto di tre miliardi e mezzo di anni di evoluzione, che rischia ora di essere fortemente impoverito e che, al contrario, deve essere salvaguardato per garantire la nostra vita e quella delle generazioni future. Il festival vuole coinvolgere sempre più persone a comprendere ed apprezzare l'importanza della riqualificazione ambientale e naturalistica, i paesaggi rurali e naturali anche nelle grandi città, gli ecosistemi a rischio estinzione, le culture rispettose della natura. Dopo il successo della prima edizione, il 2° Festival della Biodiversità promosso dal Parco Nord Milano insieme a numerosi altri enti e associazioni, è realizzato in concomitanza con la Giornata Europea dei Parchi (24 maggio) e la Giornata Mondiale dell'Ambiente (5 giugno) e propone tre settimane di conferenze e incontri con esperti e scienziati, rassegne teatrali e cinematografiche, visite guidate naturalistiche, mostre fotografiche e didattiche, giochi e laboratori creativi di grande impatto emotivo, assaggi e degustazioni. Lunedì 2 giugno ore 11,30 Cascina Centro Parco ACCADEMIA DEL BAGOLARO L'Officina dell'Ambiente presenta: LA NATURA IN PROSA I PAESAGGI LETTERARI DI ERNST JUNGER. Introduce Stefano Tonelli, legge Giordano Mancioppi Brevi note biografiche Ernst Jünger Scrittore tedesco, nato a Heidelberg nel 1895 e morto a Riedlingen nel 1998. Partecipa come ufficiale volontario nella Grande Guerra e al termine del conflitto viene decorato con la più alta onorificenza prussiana, l’Ordre pour le mérite. Nel 1920 pubblica quello che oggi viene considerato uno dei migliori diari di guerra mai scritti, Nelle tempeste d’acciaio. Dopo aver intrapreso studi di biologia e filosofia a Lipsia e a Napoli, decide di dedicarsi interamente alla letteratura e alla saggistica. Tra le sue opere più importanti, i romanzi Sulle scogliere di marmo (1939), Heliopolis (1949), Le api di vetro (1957), Eumeswil (1977), i saggi La mobilitazione totale (1930), L’operaio (1932), Oltre la linea (1950), Trattato del ribelle (1951), Al muro del tempo (1959), La forbice (1990) e i volumi di memorie Irradiazioni (1949), Cacce sottili (1967) e Due volte la cometa (1987). Stefano Tonelli Nato a Bologna nel 1971, lavora da diversi anni a Milano in campo editoriale. Dopo essere stato uno dei fondatori e redattori del trimestrale letterario «Daemon», è oggi condirettore del quadrimestrale letterario «Il Segnale» e ha collaborato a riviste come «Belfagor», «Il Protagora», «Quaderni di storia». Cenni sull’incontro al Festival della biodiversità “Lo slancio vitale è una forza sopraindividuale: eleva gli individui alla specie. Nei tempi primordiali il suo ritmo seguiva, probabilmente, il corso della natura, e veniva determinato dalla luna, dal sole, dal loro influsso sulla terra e dalla vegetazione delle piante. Cosa propriamente sia questo fenomeno naturale si comprende, in maniera singolare e meravigliosa, nei grandi alberi in fiore, quando sono come penetrati da un infinito ronzio. Questi contrassegni naturali e cosmici sono sottoposti alle epoche storiche e ai loro mutamenti; così essi rimangono come le date delle cerimonie sacre, il cui significato sembra cambiare con il variare dei culti e delle civiltà. Varia soltanto, invece, la parte che consacra, non quella che è vincolata alla natura.” (da Irradiazioni) “Ogni animale è circondato da un’aura; esattamente come noi, l’animale sta al centro del mondo. La forza dell’animale è smisurata; immediatamente dietro di lui sta il cosmo. Potrei fare i nomi di pittori e poeti cui ancora oggi è aperto quel che da lungo tempo ormai ai teologi non è più accessibile. Le cose che si dicono dell’agnello, della colomba e anche del serpente nella teologia sono allegorie senza sugo. Fanno pensare agli angeli asessuati di paradisi in cui regna la noia.” (da Avvicinamenti) Sono solo alcuni brani tratti qua e là dalla vasta opera di Ernst Jünger in cui si fa accenno alla visione che lo scrittore tedesco aveva della natura, degli animali, delle piante, e dell’ambiente in genere. Nei suoi 103 anni di vita Jünger non ha mai smesso di meravigliarsi e di stupirsi di fronte agli splendori del mondo naturale: gli studi di biologia prima e la passione per i coleotteri poi lo hanno spinto quasi in ogni sua opera a soffermarsi con sguardo poetico e cristallino sui più svariati fenomeni naturali, rivelandoci alla fine un significativo approccio all’ambiente che oggi più che mai potrebbe essere importante indicare e diffondere. Stefano Tonelli Officina dell'ambiente
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