Regione Lombardia: il decreto ammazzaparchi.
La Regione Lombarda ha approvato, al momento solo in commissione Territorio, alcune proposte di modifica alla legge sull'urbanistica 12/05 che di fatto annullano le prerogative di programmazione e controllo dei parchi regionali.

Viene infatti affidata alla Regione la decisione finale sulle varianti urbanistiche quando non si trovano d'accordo Comuni e Enti parco: in pratica, se un ente si oppone a una variante voluta da un Comune, la decisione finale passa alla Regione Lombardia.

É una norma che può segnare la fine dei parchi lombardi, a cominciare dal Sud Milano, sul quale da tempo si sono puntati gli interessi dei costruttori.

Già a fine novembre, durante il dibattito in commissione, ampia era stata la mobilitazione da parte di associazioni ed esperti e nell’appello si diceva che “ l’Italia aveva a Milano un’esperienza di parco di cintura metropolitano sul modello delle greenbelt affermate da quasi un secolo a livello internazionale. Ora anche la pubblica amministrazione sembra essersi accodata agli interessi di chi da lustri continua a considerare la presenza del verde metropolitano come un ostacolo alle proprie manovre”.

Nel corso del dibattito in commissione anche da parte della maggioranza regionale (casa della libertà) vi furono perplessità e dubbi ,persino all’interno della Lega nord partito al quale lo stesso Boni appartiene.

A conclusione del dibattito il presidente della commissione, il forzista Marcello Raimondi ,disse “ ci saranno modifiche all’emendamento Boni “ con piena soddisfazione del centrosinistra, delle associazioni, in particolare Fai, Wwf, Italia Nostra, Legambiente, Federeparchi e degli ambientalisti.

Ora sembra che i giochi siano fatti.

L’assessore al territorio della Provincia di Milano Pietro Mezzi dice che “ quello che lo scorso novembre era stato impedito da una vasta mobilitazione, si purtroppo verificato. Con l’approvazione dell’emendamento Boni, anche in presenza di un “no” dei parchi a progetti comunali di insediamento, il parere della Regione potrà consentire comunque l’intervento”.

Gli risponde l’Assessore regionale all’urbanistica Carlo Masseroli “ non siamo cementificatori” ed alla fine il bilancio rimarrà in equilibrio giacché i comuni assegneranno ad ogni area vincolata ad uso agricolo un indice di edificabilità e le aree agricole protette, non interessate da nuove edificazioni, spogliate dai loro diritti edificatori, passeranno ai Comuni con destinazione a parco, mentre ora sono degradate ed in abbandono.

“ I contenziosi generano paralisi e degrado delle aree protette, dunque la norma regionale è corretta. Con la Provincia di Milano stiamo facendo un ottimo lavoro per rendere fruibili grandi pezzi di parco dentro le città”.

Il tutto sarà sottoposto al Consiglio regionale ai primi di marzo. Vi sapremo dire.
Sergio Saladini