Termovalorizzatore sì, termovalorizzatore no : vorrei conoscere le vostre opinioni
E’ ormai d’attualità il tema dell’eventuale secondo inceneritore (meglio: termovalorizzatore) a Milano: non avendo io stesso idee chiarissime in proposito, chiedo il vostro aiuto e la vostra opinione.

Parto innanzitutto dalle considerazioni “contro”, che ricavo da una mozione presentata in Consiglio comunale dai Consiglieri Ugliano e Adamo, del gruppo Ulivo-Partito Democratico.
1) negli ultimi anni si è assistito, a Milano, a un calo progressivo sia della raccolta dei rifiuti solidi urbani (RSU) che, fatto più grave, della percentuale di raccolta differenziata. Si è passati rispettivamente tra il 2001 e il 2004 da 779 mila tonnellate di RSU totali a 735 mila; da 309 mila di raccolta differenziata a 232 mila, con un calo percentuale dal 39% al 31%.
2) Questo significa due cose:
- la prima e più significativa è che il Comune ha progressivamente ridotto l’impegno per la differenziata
- la seconda è che la quota oggi conferita potrebbe essere trattata dal solo inceneritore Silla 2
3) Essendo così le cose, un secondo inceneritore/termovalorizzatore si giustificherebbe solo acquisendo utenti dall’hinterland milanese.
In questo senso è andata avanti, da parte di AMSA, una sorta di campagna acquisti dei Comuni limitrofi (Bresso, Novate, Pero, Rho, Cornaredo, Segrate, Settimo, Bruzzano, Basiglio), senza i quali le strategie aziendali non starebbero in piedi
4) Ma il rischio più grave, puntando sul termovalorizzatore come caposaldo principale della politica dei rifiuti, sarebbe quello di disincentivare ulteriormente politiche virtuose di Riduzione-Recupero-Riciclaggio, l’unica politica che si è già dimostrata ambientalmente compatibile ed economicamente conveniente sia per i cittadini che per la comunità locale (senza dimenticare l’applicabilità della legge del “Buon Samaritano” – Disciplina della distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale – che consentirebbe di distribuire agli indigenti prodotti vicini alla scadenza o le grandi quantità di cibo inutilizzato, che oggi vengono conferiti tra i RSU)
5) Infine la considerazione della compatibilità ambientale: la prevista localizzazione dell’inceneritore nella zona sud di Milano,in un’area presso via Ripamonti, tra il Carcere di Opera e il nuovo depuratore di Ronchetto delle Rane, presuppone un’occupazione di circa 20 ettari, che saranno sottratti al verde pubblico, per una spesa pubblica che si aggirerà attorno ai 200 milioni di euro.

Fin qui gli argomenti “contro”, che ho cercato di sintetizzare. Ma esistono anche elementi a favore:
1) la logica del termovalorizzatore (più che dell’inceneritore) prevede un recupero energetico dallo smaltimento dei rifiuti, che si tradurrà, ad esempio nella disponibilità di acqua calda per un’ampia fetta della città (come già succede a Brescia), oltre che di elettricità. I cittadini ne avrebbero così un ritorno positivo, e non solo il previsto inasprimento tariffario
2) quanto all’impatto ambientale esistono oggi tecnologie che consentono una riduzione significativa e tollerabile del rischio di produzione di diossina: non a caso Lione ha un termovalorizzatore nel cuore della città e Barcellona addirittura sulla riva del mare
3) la costruzione del termovalorizzatore non implica necessariamente il peggiorare di politiche virtuose: ad esempio la raccolta differenziata potrebbe essere comunque implementata e diffusa, come impegno sottoscritto da tutto il Consiglio comunale
4) che il secondo termovalorizzatore possa allora accogliere i rifiuti dell’hinterland o di Comuni più distanti della provincia di Milano non è cosa di per sé negativa, e si inquadra nel Piano Rifiuti recentemente varato dalla Provincia di Milano, che prevede: più differenziata, no alle discariche, sì a un eventuale nuovo termovalorizzatore
5) che sia il Comune di Milano a realizzarlo non è fatto negativo in una logica di “area metropolitana” ed è una risposta al rischio “nimby” (not in my backyard): paradossalmente Milano potrebbe candidarsi al premio “pimby” (please in my backyard).
Tra questi due estremi, quale valutazione è più giusto prevalga?
Chiedo il vostro aiuto per fare una scelta possibilmente condivisa.

Sinistra Democratica
Consigliere del Comune di Milano
Giuseppe Landonio