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RACCOLTA E IMPIEGHI DEI RESIDUI ORGANICI DELLA CITTA’ DI MILANO NELLA SECONDA META’ DEL XIX SECOLO La petizione delle Ferrovie - nona parte Questa volta è una Società che si lamenta dei depositi di raccolta della materia fecale, e che Società! Il Presidente della Società delle strade Ferrate della Lombardia e dell’Italia Centrale al Prefetto di Milano presenta un reclamo dalla sede di Torino il 21 aprile 1863. Per chi fa e svolge una ricerca storica, il ritrovamento di questi documenti, scavando con le mani negli Archivi di Stato porta con sé sempre un certo livello di soddisfazione se non anche di eccitazione!!! Ebbene, questo documento ritrovato nell’Archivio di Stato di Milano, Fondo Prefettura n. 345 riporta quanto segue: “Con mia lettera 18 luglio 1862 (…) io porgeva vivi reclami perché non fosse fatto luogo alla domanda della Società istituitasi a Milano per lo spurgo dei pozzi neri di stabilire un deposito di materie fecali in prossimità alla grande Stazione Centrale. Non essendomi stata data alcuna risposta, non mi consta ufficialmente quale esito abbiano avuto i miei reclami, ma è certo che a malgrado di questi la Società andò sempre ampliando, ed ora amplia con più vigore quel deposito che sotto il titolo e il pretesto di deposito provvisorio era stato già stabilito in prossimità della Stazione e che avendo appunto dato il primo segnale del malaugurato intendimento (…) era stato occasione del reclamo della nostra Società, la quale sperava a buon diritto che fattale ragione, fosse dal Ministero stato assolutamente tolto. Onde la Società che ho l’onore di rappresentare si trova costretta a rinnovare le sue suppliche restate finora senza alcun effetto, e lo fa tornando a chiedere non solo d’impedire lo stabilimento definitivo (…) ma di sopprimere anche i depositi che esistono già come si è detto sotto il pretesto di cosa provvisoria e dai quali per il cominciamento della calda stagione si risentono già i pestilenziali miasmi che saranno ancora più gravi e perniciosi coll’avanzarsi dell’estate. Io prego istantemente (…) di voler avvisare all’invocato provvedimento con quanta maggiore sollecitudine sia possibile, imperciocchè dopo i grandiosi lavori domandati dal vasto piano della stazione Centrale di cui si tratta, si è questa in parte aperta all’uso pubblico trapiantandovi gli Uffici della direzione dell’Esercizio e del servizio merci e si sta appunto ora dando le disposizioni necessarie affinché nell’autunno prossimo essa possa essere completamente messa in attività anche pel servizio dei viaggiatori, il che sarebbe assolutamente inconveniente se a quel momento l’infezione che già si manifesta fin d’ora dovesse continuarvi o essere cresciuta”. Come si può notare dal tono vi era molta preoccupazione dell’esistenza di questo deposito, ed il ricercatore ha trovato, durante le sue lunghe ricerche una relazione dettagliata descrittiva del sopralluogo effettuato dopo l’inoltro di questo reclamo. Tale relazione, a causa della sua lunghezza, verrà pubblicata nel prossimo numero. Federico Di Lucchio
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