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22 marzo 2007: Giornata mondiale della terra. Si è celebrata in oltre 170 paesi del mondo la trentacinquesima edizione del “ earth day” si calcola che alle varie iniziative abbiano partecipato oltre mezzo miliardo di persone. Il tema di quest’anno è stato quello dei pericoli derivanti dai cambiamenti climatici e dal conseguente aumento della temperatura che sta creando evidenti conseguenze in moltissimi paesi del globo, Italia compresa. Tutto ebbe inizio nel 1970 quando il senatore democratico americano Gaylord Nelson durante un viaggio a Santa Barbara ebbe modo di verificare di persona le conseguenze sulle coste della città di un drammatico incidente petrolifero. A seguito di ciò il senatore Nelson organizzò una manifestazione per la salvezza del pianeta a cui aderirono venti milioni di persone. Anche quest’anno la mobilitazione più ampia si è riscontrata in America con oltre 1300 eventi organizzati nelle diverse città ed in particolare a New York dove migliaia di bambini impegnati in progetti ecologici hanno invaso le strade coinvolgendo i cittadini. Anche a Mosca è stata organizzata una maxipedalata per promuovere la mobilità sostenibile. E in Italia ? Da segnalare innanzi tutto la grande partecipazione del popolo di internet invitato alla mobilitazione dai principali motori di ricerca, Google e Yahoo in testa. Molto attive anche alcune televisioni ,Sky soprattutto, che ha proposto su National Geografic una maratona che è partita dalle sei del mattino con servizi dedicati alla salvaguardia ambientale, ma anche Adventure 1 ha proposto un documentario su un uomo ed un cane che percorrono l’america da costa a costa con mezzi e carburanti ecologici. Persino Fox ha trasmesso alcuni cartoons dei Simson con Lisa impegnata a smascherare un Senatore palazzinaro, impegnata a riclicare i rifiuti urbani o convertita al cibo vegetariano. Molte le dichiarazioni a favore della giornata della terra, a partire da quella del Ministro dell’ambiente Pecoraio Scanio, non molte invece le manifestazioni pubbliche. L’unica voce degna di essere ricordata è stata quella del Presidente di Legambiente Roberto della Seta il quale ha denunciato che collegato al riscaldamento vi è il concreto rischio di estinzione per rane, salamandre e tritoni, balenottere e delfini, tonni rossi e pesci spada ma anche gatti selvatici, lepri, orsi bruni, mufloni e lontre. Oltre a numerose rarissime piante delle nostre isole. In Italia, le specie a rischio di estinzione sono oltre 250. Complice il cambiamento climatico, soffre, e anche molto, la nostra biodiversità. “I numeri riportati nella Red List dell’Unione Mondiale per la Conservazione della natura (IUCN) parlano chiaro – dice Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – la varietà e la quantità delle specie stanno diminuendo a una velocità mai osservata prima d’ora. E’ degradato o sovrasfruttato il 60% dell’ecosistema del pianeta: gli equilibri sono delicati, mentre gli impatti antropici crescono a dismisura. E l’Italia è soggetta al declino generalizzato comune a gran parte della Terra, nonostante ospiti più della metà delle specie vegetali dell’intera Europa e un terzo della fauna del continente”. L’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera e i conseguenti mutamenti del clima, come l’avanzare della desertificazione e la frequenza sempre maggiore degli eventi meteorologici estremi, sono tra le cause principali di questo declino delle specie viventi. Ma a incidere pesantemente sono anche i cambiamenti nell’uso del suolo, le piogge acide e l’introduzione di specie aliene che s’insediano spodestando quelle autoctone. E’ evidente che non è più tempo per dichiarazioni di principio e risposte di testimonianza,perché le conseguenze stanno mettendo a rischio anche l’uomo e le sue condizioni di vita. Le azioni devono essere pertanto immediate, concrete ed incidenti sulle fonti di emissione in aria, ma anche sulle modalità di utilizzo delle risorse idriche: per noi lombardi lo stato dei laghi d’Idro, il Garda e il Po’sono una realtà sotto i nostri occhi e sono in condizioni tali da far ritenere necessario intervenire con immediatezza per evitare danni irreparabili all’agricoltura, ma anche alla produzione di energia ed alle necessità della vita civile: siamo solo a maggio, l’estate si preannuncia calda e per nulla piovosa e soprattutto non è ancora iniziata. Ci aspettiamo da parte delle autorità, nazionali e regionali lombarde in specie, regole di comportamento in tema di mobilità e di utilizzo dell’acqua, questa volta si fa sul serio. Sergio Saladini
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