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IN PIAZZA CONTRO IL LAVORO NERO Questo titolava Repubblica del 22 ottobre, peccato che per avere notizie in merito alla grande manifestazione organizzata a Foggia da CGIL CISL e UIL, si doveva arrivare a pagina 57. Trentamila lavoratori regolari e non, provenienti da tutta l’Italia, ma soprattutto dalla stessa Puglia, “braccianti albanesi e marocchini, polacchi e persino cinesi con tanto di bandiera rossa della Repubblica popolare, insieme per un giorno per dire no allo sfruttamento”. Nella stessa giornata, a Vicenza i partiti di centro destra organizzavano una manifestazione contro la finanziaria portando in piazza diecimila persone: ebbene non solo i giornali di destra, ma anche il Corriere e la stessa Repubblica hanno dedicato la prima pagina a questo ultimo evento ed anche molte altre pagine interne. Al di là della eccezionalità di una manifestazione di piazza del centrodestra e della comprensibile curiosità che questa poteva suscitare nella opinione pubblica, resta l’incomprensibile emarginazione che è stata riservata a quella di Foggia quasi che il problema dello sfruttamento dei lavoratori clandestini fosse un problema minore della sia pure legittima proposta di alcune categorie professionali e di cittadini che si ritengono danneggiati, nei propri intereressi, dalla proposta di legge finanziaria del Governo. In una piazza manifestavano, imprenditori e professionisti, immemori del macroscopico fenomeno dell’evasione fiscale che non poco li riguarda, contro un tassazione ritenuta eccessiva, mentre nell’altra si manifestava contro imprenditori agricoli che evadono totalmente i contributi e in molti casi sfruttano il lavoro immigrato, violano diritti elementari e attraverso caporali senza scrupoli riducono in stato di quasi schiavitù migliaia di lavoratori provenienti, per lo più dall’Africa e dall’Europa dell’Est. Ecco perchè abbiamo deciso, nel nostro piccolo, di dare il giusto rilievo a quanto avvenuto a Foggia. Qualche mese fa un giornalista dell’Espresso, Fabrizio Gatti, fingendosi bracciante clandestino si era mischiato con le centinaia di lavoratori che nelle campagne della Puglia cercano un ingaggio per la raccolta dei pomodori, nelle piazze, attraverso i caporali, a condizioni di paga irrisoria, quindici/venti euro al giorno e con pesanti trattenute per il trasporto, un poco di cibo e un giaciglio dove passare la notte. Gatti racconta che i “bingo bongo”, come talvolta vengono chiamati per disprezzo, lavorano dall’alba sino a quando il sole tramonta, bevono per lo più acqua dei pozzi, mangiano solo pasta e pomodoro, dormono in capanni sperduti nei campi: chi protesta viene picchiato e se scappa inseguito, denunciato alle forze di polizia come clandestino e poi rimpatriato. Qualcuno poi scompare e si sono segnalati alcuni ritrovamenti di cadaveri di immigrati mai identificati. Ma per la grande stampa tutto questo e la grande manifestazione di Foggia contano poco, certamente meno delle lamentele di alcune categorie di commercianti ed artigiani. La denuncia dei sindacati va invece apprezzata e sostenuta per il coraggio di denunciare l’illegalità di un lavoro sommerso che in Puglia si stima superi, tra agricoltura ed edilizia, il 40%, per la richiesta di una legge nazionale conto il lavoro nero da modulare sulla base di quella recentemente prodotta dalle Regione Puglia: dai sindacati è stata richiesta anche una commissione di inchiesta che faccia chiarezza anche “sulla scomparsa di tanti immigrati giunti in Puglia per lavorare”. Solo il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sembra avere ascoltato queste voci ed ha pubblicamente denunciato con sdegno l’esistenza di episodi di vero e proprio schiavismo indegni di un paese civile e democratico. Noi de ” L’Officina dell’ambiente” esprimiamo tutto il nostro orrore davanti a questi episodi di inciviltà, egoismo e vera e propria criminalità che avvengono nel più totale silenzio o con la complicità interessata di molti imprenditori agricoli ed industriali che con questo sfruttamento realizzano profitti illegali. Spiace dirlo, ma anche molta parte della stampa ha aggiunto il proprio ipocrita silenzio su questa denuncia per interessi di parte o per cattivo giornalismo. Esprimiamo altresì tutto il nostro apprezzamento e sostegno alla azione dei sindacati CGIL CISL e UIL che hanno saputo cogliere, con intelligente visione politica, una vera priorità civile che un confuso ed egoistico rivendicazionismo di alcune categorie presenti nella nostra società ignora e talvolta copre. Sergio Saladini
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