La partecipazione pubblica nel governo delle acque
convocare subito gli Stati Generali dell’Acqua in Abruzzo
COMUNICATO STAMPA DEL 29/08/2006
Oggi durante una conferenza stampa svoltasi a Pescara i rappresentanti del WWF e del Forum Acqua dell’Abruzzo Social Forum hanno chiesto alla Regione Abruzzo, e in particolare al Presidente della Regione Ottaviano Del Turco e all’Assessore Regionale al Ciclo Idrico Integrato Mimmo Srour, la convocazione degli “Stati Generali dell’Acqua”. Il Governo Regionale sta discutendo provvedimenti importantissimi per il futuro della gestione dell’acqua in Abruzzo: numero degli ATO e delle relative società di gestione, convenzione-tipo di affidamento del servizio idrico e relativo disciplinare, concessioni per uso idroelettrico, limiti degli scarichi. Tutti atti “chiave” per il governo delle acque che regoleranno il settore per i prossimi decenni. Ad esempio, la Convenzione-Tipo stabilirà i rapporti tra ATO e società di gestione per decenni con tutto ciò che ne consegue.
Dichiara Renato Di Nicola, esponente del Forum Acqua dell’Abruzzo Social Forum “Consideriamo l’Acqua come un Bene comune e continuiamo ad apprezzare la linea dell’Assessore Srour che si oppone alla privatizzazione e per una gestione pubblica efficiente. Questa linea è ora anche quella del Governo nazionale: in questo l’Abruzzo ha fatto da battistrada. Però, se è un bene comune, anche il suo governo deve essere tale, nel senso che i principali atti che riguardano il settore dovrebbero prevedere un ampio processo di condivisione con la comunità prima di essere varati. Senza questo percorso, in cui responsabilizzare cittadini ed organizzazioni rendendole consapevoli dei problemi e delle opportunità, non è una vera gestione pubblica. Secondo noi sul tema dell’acqua i cittadini abruzzesi chiedono di comprendere i problemi e di essere protagonisti delle scelte”.
Dichiara Augusto De Sanctis, responsabile Acque del WWF Abruzzo “Oggi abbiamo presentato il dossier “La partecipazione pubblica nel governo delle acque”. E’ la traduzione delle linee guida sulla partecipazione pubblica in relazione alla Direttiva “Acque” 60/2000 dell’Unione Europea. I processi partecipativi sono molto diversi dalla mera consultazione e anche molto più onerosi, sia in termini economici che di impegno della pubblica amministrazione. Sono però l’unica strada per ottenere risultati concreti nel medio e lungo periodo. In primis bisogna puntare sulla circolazione più ampia possibile delle informazioni, sia sulla situazione del settore (in questo caso: concessioni, ATO, bilanci delle società di gestione, perdite ecc.) sia sulla trasparenza e pubblicità degli atti dei vari organismi. Poi bisogna costruire un dialogo tra le parti sociali, anche quelle conflittuali, per arrivare ad obiettivi condivisi. Successivamente si può passare alla fase di redazione partecipata dei provvedimenti. Condivisione deve essere la parola-chiave: così si costruisce anche il consenso che rende efficaci ed efficienti le politiche del settore. Ci sono metodi scientifici che regolano la partecipazione. Non chiediamo “la Luna” perché basterebbe seguire il modello della costruzione del Piano di Sviluppo Rurale dell’Assessore Verticelli, che sta vedendo in questi mesi la partecipazione alla stesura dei documenti di oltre 1000 persone della società abruzzese. Invece, strutturare e redigere bozze avanzate o addirittura versioni compiute di leggi e regolamenti per presentarle solo successivamente alla società, è un mero processo di consultazione. Recentemente, tra l’altro, non accade neanche questo e sono state le associazioni ad “intercettare” i documenti in discussione. Secondo noi senza la partecipazione diretta di movimenti, associazioni, sindacati non si risolveranno i gravi problemi dell’acqua in Abruzzo”.

No a nuovi provvedimenti-chiave per la gestione dell’acqua senza la partecipazione delle comunità.


Info: 3683188739 (Augusto De Sanctis, WWF), 3381195358 (Renato Di Nicola (ASF)
Segreteria: WWF Abruzzo, via D’Annunzio 68, 65100 Pescara
Abruzzo Social Forum e WWF