EDITORIALE
sommario
Milano, 2 giugno 2006


E’ dalle prime ore successive agli esiti elettorali delle recenti elezioni politiche che, nonostante l’ evidenza dei risultati i quali hanno visto prevalere, sia pur di poco e dopo una battaglia elettorale durissima, l’Unione, vivo una appiccicosa ed ineliminabile sensazione di disagio.

Non riesco a gioire dei fatti reali, quali la elezione dei Presidenti di Camera e Senato, del Presidente della Repubblica, la fiducia concessa dai due rami del Parlamento, la conferma dei Sindaci nelle principali metropoli italiane, la conquista di ulteriori città, l’incremento dei consensi anche laddove non si è vinto (Milano e la Sicilia).

Non riesco nemmeno ad apprezzare appieno la scomparsa della incombente ed ossessiva presenza del Cavaliere dai telegiornali e dalle TV.

Siccome mi reputo una persona razionale ho riflettuto e sono giunto ad una conclusione la sensazione che provo è…paura.

Sissignori, paura che questo Governo per cause esterne (le difficoltà economiche) od interne (piccoli egoismi di appartenenza) perda l’opportunità che il mandato popolare gli ha assegnato per ricostruire legalità, stato di diritto, sicurezza sociale, correggere controriforme e restaurare uno Stato Etico, rimediare alle tante forzature legislative fatte allo scopo prevalente di favorire singole persone ed interessi di parte.

Scrivo questo articolo nel giorno in cui si festeggia la Repubblica, un lontano giorno di sessanta anni fa dal quale trae origine il patto tra le grandi correnti politiche che combatterono per la libertà e che produssero la carta costituzionale italiana.

Che bello avere una simile storia nazionale, che orgoglio devono aver provato i cosiddetti “padri costituenti” cattolici, comunisti, socialisti, azionisti, liberali che seppero costruire sulle macerie materiali e morali di una guerra mondiale e di una guerra fratricida finita da pochi mesi!

Con questi pensieri nella mente anche la mia personalissima sensazione di disagio si è come evaporata, rivivendo quell’orgoglio ed al pensiero che la prova per l’attuale Governo e per la nostra classe politica e di gran lunga più facile.

Ad ogni buon conto il 25 giugno facciamo tutti il nostro dovere e riprendiamoci la Costituzione, lo dobbiamo ai nostri padri e soprattutto ai nostri figli.

W la Costituzione.



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Sergio Saladini