|
MILANO: I NUMERI DELLA CITTÀ Il 20 luglio si è svolto presso la sala Guicciardini della Provincia di Milano un incontro organizzato da “Il cantiere per cambiare Milano”, l’iniziativa volta a fare interfacciare i partiti dell’Unione con il variegato mondo dell’associazionismo della sinistra milanese, in preparazione delle elezioni comunali della primavera 2006, per avviare il lavoro di indagine sulla città, sulle sue trasformazioni, sulla sua composizione sociale. Un tentativo quindi per rendere concreti e presentare i “numeri” della città. Al tavolo dei relatori Carlo Cerami, Stefano Draghi, Guidi Martinotti, Mario Boffi e Maria Grazia Mattei. E’ stato ricordato che entro settembre/ottobre verranno definite le priorità per le elezioni della prossima primavera 2006: regole per scegliere il candidato sindaco, ulteriori forum tematici per definire il progetto per cambiare Milano ascoltando anche le esperienze provenienti dal mondo delle associazioni e dagli amministratori. Gli interventi all’ordine del giorno si sono concentrati sui numeri e le realtà relative all’area milanese in questi anni di riflusso. La popolazione Milanese del 2001 si è rivelata in diminuzione se confrontata a quella in crescita degli anni ’50. La sua ampiezza è probabilmente pari a quella della Milano del 1941. Ma, a differenza di allora, Milano sta spazzando via la propria classe media che, fra l’altro, imponeva alla politica regole minime di decoro. La società presenta dunque una configurazione a clessidra: la maggioranza occupa la parte bassa, pochi quella alta. Sono stati poi evidenziati gli andamenti demografici anche alla luce dell’ultimo censimento ISTAT. E’ stato così rilevato che la popolazione giovanile residente in città diminuisce mentre è in costante crescita quella anziana. Il calo delle nascite viene compensato dalla immigrazione straniera il cui trend è in aumento nel decennio 1991-2001. Si è inoltre assistito a una nuova dislocazione della popolazione. E’ diventato importante il numero dei singles residenti, soprattutto anziani. Le famiglie sono andate ad abitare fuori dalla città, distribuendosi nella cosiddetta area metropolitana. Ecco perché i giovani residenti milanesi sono in diminuzione. E’ stato inoltre confermato quello che si dice nella vita di tutti i giorni. I residenti con una situazione economica agiata dimorano nel cuore della città: l’area tra porta Venezia e piazza Castello. Via via che ci si allontana dal centro i cittadini presentano una capacità economica sempre più modesta, fino ad arrivare nelle periferie abitate dalla popolazione con i redditi più bassi. Questa situazione viene esattamente rispecchiata dall’andamento elettorale dei votanti alle elezioni regionali, che rivela un’alta concentrazione del voto a favore dei partiti del centro destra nelle zone del centro o in prossimità di queste e un andamento più debole del centro destra o addirittura opposto mano a mano che si esamina il voto delle zone più distanti. Sono stati presentati anche gli scenari del comparto digitale. Milano si è confermata essere l’epicentro del digitale in Italia, con la maggior parte delle agenzie, emittenti TV e delle case di produzione e postproduzione digitale. In Lombardia risultano essere presenti più di 600 unità produttive. Tra queste poco meno di 500 sono concentrate a Milano. La sfide del confronto digitale che la città deve accettare per concorrere alla pari sono costituite dalla internazionalizzazione delle imprese, dalla formazione intesa come aggiornamento e scambio e dalla creazione di una mappa digitale dinamica per un costante monitoraggio del fenomeno digitale. Diventa così evidente l’importanza dei numeri e della raccolta dei dati che costituiscono le risorse presenti cui fare riferimento per costruire il futuro della città. Fino ad arrivare ad offrire a Milano un progetto di felicità pubblica. Un progetto che riesca a fare invertire la tendenza dello sviluppo italiano impedito dalla attuale classe di governo. Il Progetto per Milano deve pertanto avere diversi obiettivi. Innanzitutto quello di riportare il cittadino al centro della politica. Occorre ristabilire un rapporto decoroso con lo stato sviluppando strumenti di ascolto, informazione costante e trasparenza. Nuove politiche devono essere attivate dal comune per creare le condizioni che sviluppino la creatività nonché per invertire il trend demografico e riportare i cittadini al centro di Milano soprattutto i giovani. Eneas Ebo
|