giugno 2026
PERSONAGGI PER L'AMBIENTE: PERU' E I PERUVIANI


RUTH BUENDIA

Membro della tribù Ashàninka, nasce nel 1977 in una delle 18 comunità che fanno parte di questo popolo, nella comunità Cutivireni, nella provincia di Satipo.

Fugge nel 1991 dal villaggio, dopo che gli altri abitanti avevano ucciso suo padre, perché ritenuto un terrorista. Fa diversi lavori a Satipo. Nel 1995 torna nel villaggio per recuperare i documenti e si iscrive ad una scuola serale.

Gli Ashàninka di CARE la invitano a partecipare alla loro associazione. Si occupa della raccolta e consegna dei documenti agli altri indios che fuggono dalla zona intorno al fiume Ene, per la presenza di Sendero Luminoso.

Attiva ed efficace anche nella parte giuridica, lotta per il riconoscimento statale dell’associazione, oltre all’iscrizione nei registri pubblici. Viene poi eletta e rieletta presidente, nonostante un’ampia opposizione maschilista.

Nel 2009 e 2010 l’associazione guida le proteste contro il progetto di una diga a Pakitzapango che avrebbe stravolto sia la natura che la vita delle comunità del bacino del fiume Ene.

Nel 2010 riceve il premio ambientale Goldman, per questa ed altre attività ecologiche.
foto
 


JOSE’ NAPOLEON TARRILLO ASTONITAS

A dimostrazione che lottare per l’ambiente è un’attività pericolosa, parliamo di Tarrillo, leader del villaggio di El Mirador, che si è a lungo opposto alla deforestazione della riserva naturale di Chaparrì. E’ stata la prima riserva privata del Perù, vasta 34.000 ettari, ricca di biodiversità, che ospita anche sessanta specie di uccelli minacciate di estinzione.

C’è anche il raro “orso dagli occhiali”, l’unica specie di orso di tutto il sudamerica.

Il fenomeno più pericoloso è il “land grabbing”. Iniziano a spaventare la popolazione in vari modi, offrono poco denaro per comprare gli appezzamenti coltivati al modo tradizionale, non intensivo, per il consumo familiare, cambiano le tecniche a favore di agricoltura intensiva, anche tagliando la foresta adiacente.
foto
 
Il 30 dicembre 2017 Tarrillo, nella sua casa, viene legato, torturato e strangolato con un cavo elettrico. La moglie legate e bendata, ha dovuto ascoltare la morte del marito. La pratica dell’uccisione degli ambientalisti è così diffusa che, nel 2016, furono circa duecento le vittime.





Folco de Polzer

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni