Ordine, simmetria ed eleganza sono le tre parole che definiscono il giardino all’italiana. E’ uno stile di giardino di origine tardo-rinascimentale caratterizzato da una rigorosa suddivisione geometrica degli spazi mediante filari alberati, siepi, sculture vegetali di varia forma, ottenute con la potatura di cespugli sempreverdi, giochi d'acqua geometrici, spesso accostati ad elementi architettonici come fontane e statue.
Il primo giardino geometrico all'italiana viene tradizionalmente attribuito all'ingegno di Niccolò Tribolo, che lavorò nel XVI secolo, artefice di capolavori come i giardini di Boboli, Villa Castello e Villa Corsini. fornendo un modello che venne poi sviluppato scenograficamente nei secoli XVII e XVIII.
Questi giardini sono uno stile di origine tardo rinascimentale ed hanno profondamente influenzato l’intera storia del giardinaggio. Sono caratterizzati da un grande equilibrio ed eleganza. I giardini rappresentano il prodotto di una attenta ricerca estetica che trovò nell’organizzazione della natura una forma di espressione.
Il giardino era concepito come un'estensione della villa, creando un rapporto armonioso tra l'edificio e il paesaggio naturale.
Il giardino è suddiviso in aiuole geometriche, spesso quadrate o rettangolari, delineate da siepi sempreverdi. In questi giardini sono importanti la presenza di fontane, giochi d'acqua, vasche, statue, pergolati e vasi per arricchire lo spazio scenografico. I bersò in ghisa, ricoperti di glicine e piante arrampicanti, ombreggiano alcuni punti di sosta.
La presenza di fontane, giochi d'acqua, vasche, statue, pergolati e vasi è fondamentale per arricchire lo spazio scenografico. In grotte artificiali, sono situati i ninfei animati da getti d'acqua e decorati con stalattiti, pomici, madreperle, coralli, conchiglie e tufi.
Questi giardini sono generalmente realizzati in collina, e si sviluppano su più livelli, collegati da scalinate e terrazze che offrono panorami (belvedere) al visitatore.
Hanno un asse principale, originato dal portone della villa e incrociato da assi secondari. Le estremità dei viali e dei sentieri che attraversano il giardino non sono mai casuali, ma iniziano e terminano secondo un determinato progetto.
La scalinata assume nel Giardino all’italiana una grande varietà di forme e stili. Fu inaugurata dal Bramante nel Belvedere vaticano, è diventata un componente indispensabile dell’arte del giardino rinascimentale oltre ad essere una testimonianza dell’ingegno architettonico dei progettisti dell’epoca. Sempre più imponente e monumentale, la scalinata avrà larga fortuna nei giardini Cinquecenteschi e Barocchi, anche in virtù del suo carattere scenografico: non solo bella da vedere, diventava essa stessa il palcoscenico ideale da cui mostrarsi, una quinta ornamentale del giardino che assolveva anche alla funzione celebrativa di chi la percorreva.
Altro elemento indispensabile per i giardini all’italiana sono la potatura artistica di arbusti (come il bosso o il leccio) in forme geometriche o fantastiche.
Questi giardini sono tracciati per costruire spazi che dialogano con il palazzo di cui costituiscono la continuità attraverso quadrati, cerchi e semicerchi. La definizione degli spazi è affidata a muri, che ospitano nicchie; a filari di alberi, soprattutto cipressi, ma anche tassi, bossi e lecci; e a siepi, in voga soprattutto nel Sei e Settecento.
I percorsi sono ombreggiati da pergole e tralci di viti o altre piante rampicanti alternati a presenza di statue allegoriche e le quinte architettoniche di vario tipo, suddividono lo spazio per offrire vedute su particolari settori del giardino.
Con la stessa logica si costruiscono labirinti, tunnel, colonnati e anfiteatri (teatri di verzura).
La pavimentazione è sempre realizzata in terra battuta, ghiaia colorata o prato all'inglese.
Numerosissimi sono i giardini all'italiana. Si ricordano quelli del Monastero dell'Escorial in Spagna, della Reggia di Caserta, di Villa Rufolo a Ravello, dell'Isola Bella sul Lago Maggiore, del Giardino di Boboli a Firenze, Villa d'Este a Tivoli, e Villa Lante a Bagnaia. delle ville medicee in Toscana e delle numerose ville venete.
I giardini all’italiana sono nati come evoluzione del giardino medievale, recintato e solitamente di piccole dimensioni, cinto da mura, nato nei monasteri per la coltivazione di erbe officinali e alimentari e come luogo di meditazione, il giardino all'italiana abbandona questa funzione pratica di coltivazione per diventare un luogo di svago, rappresentando l'equilibrio tra uomo e natura.
Fonti: