marzo 2026
CITTADINI VEGETALI



Gli alberi che siamo abituati a vedere come soluzione per ombreggiare e abbellire le strade, parchi e marciapiedi delle città italiane, oggi stanno invece diventando un problema strutturale. Il colpevole, è il cambiamento climatico che mette sotto pressione le città italiane e rischia di trasformare le piante che sono meno resistenti come pericoli per la sicurezza dei cittadini.

 L’inquinamento urbano, l'aumento delle temperature e le ondate di calore estive fanno si che la scelta di mettere a dimora alberi nelle città si stia orientando verso quelle specie più resistenti alla siccità e capaci di tollerare terreni difficili oltre ad offrire una considerevole ombra per un raffrescamento naturale e resistere all’aggressione degli agenti inquinanti dell’atmosfera.

Non è più solo una questione estetica o di decoro urbano, pertanto le metropoli italiane stanno rivedendo le scelte del passato sugli alberi cittadini: Torino viene spinta a dire addio agli aceri dei viali, Genova deve rivedere la scelta delle palme a vista mare, Milano deve dire basta ai carpini e Roma ad alcune varietà di pino.

Così diverse metropoli italiane stanno rivedendo la propria gestione del verde per scegliere esemplari che resistano meglio agli eventi meteo estremi.

Gli esperti affermano che piantare più alberi non basta più, bisogna scegliere quelle varietà che siano capaci di resistere meglio al clima estremo.

Oggi piantumare alberi in città non è più un arredo urbano ma diventa una vera e propria infrastruttura climatica, in grado di mitigare l’impatto delle ondate di calore e a mitigare anche l’effetto dell’inquinamento.

Dai dati raccolti da Legambiente per quanto riguarda Milano, la temperatura media estiva superficiale, rilevata alle 10 del mattino, è di 33.9 °C in aree arborate, mentre raggiunge i 36.5 °C in aree non arborate. Questo perché “non solo le loro chiome creano un forte ombreggiamento, ma tramite il processo di evapotraspirazione, il corrispettivo arboreo della sudorazione umana, espellono acqua per raffreddarsi, che quando evapora riduce ulteriormente la temperatura dell’area circostante. In corrispondenza delle zone maggiormente cementificate e con meno alberi, si creano più facilmente aree note come isole di calore, più calde rispetto alle circostanti zone limitrofe periferiche e rurali”.

Questa consapevolezza è ormai riconosciuta ed è cresciuta un po’ ovunque.

Così, al posto di carpini e querce, nei nuovi standard entrano piante come la parrotia persiaca, più resistente alla siccità. Robinie, ippocastani e noccioli sono meglio di ciliegi, betulle e pioppi.

In base agli studi di riforestazione urbana per l’Italia gli alberi adatti a contrastare il riscaldamento climatico urbano sono:

Alberi ad alta resistenza al caldo e alla siccità

  • Bagolaro (Celtis australis): Considerato uno dei migliori alberi urbani, estremamente resistente al caldo, alle malattie e ai terreni poveri, con un'ottima capacità di assorbire CO2.
  • Leccio (Quercus ilex): Sempreverde autoctono mediterraneo, eccellente per ombra persistente e alta tolleranza allo stress idrico.
  • Cipresso toscano (Cupressus sempervirens): Resistente al vento e alla siccità, ideale per viali stretti.
  • Tamerice (Tamarix gallica): Molto resistente alla siccità, al caldo e alla salinità, adatta anche ad aree costiere.
  • Melia (Melia azedarach): Albero con ottima tolleranza al caldo e una chioma che offre buona ombra.
  • Roverella (Quercus pubescens): Quercia nativa che tollera bene i climi aridi e secchi.

Alberi per l'assorbimento di inquinanti e CO2

  • Platano (Platanus x acerifolia): Molto comune in città, ottimo per la resistenza allo smog e per la capacità di creare grandi zone d'ombra.
  • Olmo siberiano (Ulmus pumila): Rapida crescita, tollerante sia al freddo che al caldo, efficace contro le sostanze inquinanti.
  • Acero riccio (Acer platanoides): Buona capacità di assorbimento di CO2, adatto a viali e parchi.
  • Tiglio selvatico (Tilia cordata): Ottimo per ombreggiare e profumare le strade, noto per la sua capacità di catturare PM10.

Alberi da frutto o ornamentali resistenti

  • Olivo (Olea europaea): Eccellente resistenza alla siccità, ideale per aree dove l'irrigazione è limitata.
  • Cercis siliquastrum (Albero di Giuda): Resistente e poco invasivo, adatto per viali e zone verdi.
  • Biancospino (Crataegus monogyna): Arbusto o piccolo albero rustico, resistente e a bassa manutenzione.  

Strategie di piantumazione
Le tendenze attuali non si limitano a scegliere la specie, ma guardano anche alla struttura:

  • Grandi chiome: Si prediligono alberi che possono crescere, poiché la quantità di ombra e CO2 assorbita è proporzionale alle dimensioni.
  • Filari e viali: Il "quadrifilare" o la creazione di viali alberati è fondamentale per creare "portici urbani" che riducono la temperatura dell'aria.
  • Biodiversità: L'uso di specie autoctone (o mediterranee) garantisce maggiore resilienza alle malattie.  

Altra pianta significativa è Il Ginkgo biloba che è considerato uno degli alberi più resistenti all'inquinamento urbano e una delle migliori specie per l'arredo urbano, grazie alla sua eccezionale adattabilità e tolleranza alle condizioni ambientali critiche delle città. Conosciuto come un "fossile vivente", questo albero mostra una notevole robustezza contro lo smog, le polveri sottili (PM10) e i metalli pesanti.

Ecco i principali benefici e caratteristiche del Ginkgo in ambito urbano:

  • Tolleranza elevata allo smog: È in grado di sopravvivere in ambienti con alta concentrazione di inquinanti atmosferici, come anidride solforosa e ozono, che danneggerebbero altre specie arboree.
  • Barriera contro le polveri sottili: Come altre piante anti-smog, il Ginkgo biloba contribuisce a catturare le polveri sottili (PM10) dall'aria, rendendolo adatto per la piantumazione lungo i viali trafficati e in aree industriali.
  • Resilienza urbana: Si adatta a terreni difficili, compattati e poveri, tipici dei contesti urbani, ed è resistente alla siccità, al calore e anche alle radiazioni, come testimoniato dalla sua sopravvivenza a Hiroshima.
  • Meccanismi di adattamento: La sua alta tolleranza si spiega con una bassa densità stomatica e un mesofillo fogliare spesso, che permettono alla pianta di tollerare elevati livelli di inquinamento, riducendo il carico di inquinanti per cellula.
  • Resistenza a parassiti: Il Ginkgo è raramente attaccato da insetti, funghi, virus o batteri, riducendo la necessità di trattamenti fitosanitari in città.

Per l'arredo urbano si prediligono gli esemplari maschili. Gli esemplari femminili, pur essendo resistenti, producono ovuli che, decomponendosi, emanano un odore sgradevole, rendendoli poco adatti vicino a zone pedonali o residenziali.

Inoltre a contrastare l’effetto isola di calore il verde è diventato anche fondamentale per resistere alle bombe d’acqua favorendo il drenaggio del terreno agendo come una spugna in grado di assorbire e gestire l'eccesso di pioggia.
foto

AL PLATANO SEGATO
(Dopo il nubifragio di Luglio 2023, che in una sola notte ha portato via 4776 alberi della città di Milano)

Caro albero che una mattiniera gru
ha salito come gatto i tuoi alti rami
e in un batter di ciglia ora sei un platano
che non c’è più, tutti gli altri del tuo filare sì,
ma tu più.
Io che prima non ti guardavo mai
lo guardavo nel suo insieme il filare –
ora che non ci sei più ti guardo sempre.
Sempre guardo uno a uno i tuoi perduti rami
una a una le tue perdute foglie e il tenero grigio
chiaro del tuo tronco come tuta mimetica di soldato
che non c’è più.
Eppure una cosa bella è accaduta: ora chi lì
alla fermata aspetta il tram, ogni tanto
con sollievo si siede sulla base del tuo tronco.
Che viavai! Come i voli che sempre avevi intorno!
Ti prego non ti paia umiliazione: è la vita che ancora
ti svola accanto, che piano sfiora il tuo bel legno
gli anelli degli anni, piano, con la sua non visibile mano.
(PS. ieri ti hanno lasciato anche un cartone con avanzi di pizza…
tranquillo, non ti inquietare, ci ho pensato io a sparecchiare)
Vivian Lamarque



Fonti:
www.metropolitano.it/citta-metropolitane-il-motore-della-forestazione-
www.open.online/2026/02/04/come-cambiano-alberi-citta-cambiamenti-climatici/
www.italiachecambia.org/news/alberi-in-citta-bologna-torino/
serviziambiente.regione.emilia-romagna.it/abalberi/Volume_alberi_pagina_singola.pdf
agricommerciogardencenter.edagricole.it/featured/alberi-in-citta-


Anna Zacchetti

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni