marzo 2026
PERSONAGGI E AMBIENTE: MASHCO PIRO


Il bacino del Rio das Amazonas è l’area geografica che ospita il maggior numero di tribù che vivono isolate dalla civiltà dei bianchi.


La genesi di questo isolamento è spesso legata ai primi incontri di questi gruppi con i colonialisti in cerca delle ricchezze naturali della zona, in particolare nell’epoca del caucciù, tra il 1870 e il 1912.


La scoperta dell’albero Hevea brasiliensis, la sua abbondanza, la semplicità dell’estrazione del lattice e la forte richiesta da parte degli USA e dell’Europa, portò ad un assalto alla foresta, condotto con la tradizionale violenza: se non ti sposti ti uccido.


Altro elemento di scontro, che continua anche oggi, il legname di altissima qualità che la foresta ha accumulato. A volte qualche governo ha fatto timidi tentativi per proteggere questi gruppi, rallentando la strage ma senza riuscire a bloccare il fenomeno. La sete di denaro non si ferma davanti a nulla.


Un ricordo personale, degli anni 50/60. Per autorizzare il taglio, nella zona richiesta dalle società di esportazione del legno, non dovevano essere presenti gruppi di indigeni.


Presero vestiti, imbevuti di germi del raffreddore, passarono con elicotteri sopra le tribu presenti, regalarono loro vestiti. Noi siamo immunizzati da quei germi, qualche giorno e il sistema immunitario reagisce adeguatamente.


Non così per gli indios, che morirono tutti. L’area si svuota. Si può tagliare.


La foto mostra alcuni membri della tribu Mashco Piro, tra Peru e Brasile, che raramente escono dalla foresta.

Non lontano vi è una zona di deforestazione e loro si stanno spostando, una specie di esplorazione.

foto
 


Folco de Polzer

 
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