edizione numero
278
rivista on-line mensile
anno ventiquattresimo - DICEMBRE 2025
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
dicembre 2025
ECONOMIA CIRCOLARE: COME IDENTIFICARE LE STRATEGIE CHE AIUTANO IL CLIMA E QUELLE CHE POTREBBERO DANNEGGIARLO
Quanto sono efficaci le soluzioni climatiche che puntano a usare meno risorse e usarle meglio?
Una nuova ricerca, guidata dal CMCC, valuta in modo olistico gli impatti futuri delle strategie di economia circolare, tenendo conto delle interazioni sistemiche e di altri fattori che variano in base alla cultura e al reddito, ma che spesso vengono trascurati.
Inoltre, la rappresentazione delle catene di approvvigionamento risulta incompleta, con un focus prevalente sulle fasi di produzione e consumo e una scarsa attenzione all'estrazione delle risorse e alla gestione dei rifiuti.
"Non possiamo pianificare ciò che non possiamo misurare", afferma Magalar. "La posta in gioco è alta perché le strategie di economia circolare non garantiscono automaticamente benefici climatici.
Il riciclo può essere energivoro; mantenere in uso elettrodomestici vecchi può significare far funzionare modelli meno efficienti; e i risparmi ottenuti acquistando prodotti ricondizionati potrebbero essere spesi in attività ad alta intensità di carbonio.
Senza strumenti di valutazione adeguati, rischiamo di adottare politiche ben intenzionate che producono risultati deludenti – o che, peggio, ostacolano i nostri obiettivi climatici."
La ricerca rivela che il 70% degli studi attuali presume che le politiche circolari raggiungano automaticamente gli obiettivi prefissati, invece di modellare rigorosamente le prestazioni reali. Ciò evidenzia un'importante lacuna nella ricerca e nella valutazione delle politiche.
Inoltre, nessuno dei modelli analizzati considera il funzionamento sistemico necessario affinché le politiche di economia circolare abbiano successo.
"Una politica di riciclo non può funzionare da sola: richiede un'adeguata raccolta differenziata da parte delle famiglie, infrastrutture di raccolta, fabbriche in grado di utilizzare materiali riciclati e prodotti progettati fin dall'inizio per essere riciclabili.
Tutti questi elementi sono influenzati da differenze culturali e livelli di reddito che oggi non vengono considerati", sottolinea Magalar.
Al contrario, lo studio propone soluzioni pratiche per integrare le politiche di economia circolare in modo olistico, tenendo conto delle interazioni sistemiche – come la dipendenza dei programmi di riciclo dalle infrastrutture di raccolta, dalla capacità industriale e dal design dei prodotti – fattori che variano in base a cultura e reddito ma che sono spesso trascurati nei modelli attuali.
L'obiettivo è fornire ai decisori politici informazioni accurate e specifiche per garantire che gli investimenti nell'economia circolare siano coerenti con gli obiettivi climatici, e che le strategie possano essere adattate per aumentarne l'efficacia dove necessario.
"I decisori politici stanno già implementando misure di economia circolare – l'Unione Europea ne ha in atto decine per esempio.
Ma senza strumenti di modellizzazione adeguati, stiamo di fatto volando alla cieca rispetto ai loro benefici climatici," spiega Magalar.
Questo studio rappresenta un passo decisivo verso modelli IAM in grado di fornire indicazioni più complete e dettagliate sul ruolo dell'economia circolare nella transizione verso un futuro sostenibile a emissioni net zero.
"In sintesi, i decisori politici possono ora comprendere meglio come le strategie di economia circolare siano attualmente trattate nei modelli climatici – e quali lacune occorra colmare per sostenere una pianificazione della mitigazione più intelligente ed efficace," conclude Magalar.
Lo studio è stato guidato dal CMCC, che ha riunito competenze in scienza delle politiche, modellizzazione integrata e pianificazione energetica. La ricerca è inoltre frutto di una collaborazione tra il CMCC e l'Università Federale di Rio de Janeiro.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Press office CMCC.