giugno 2024
CIBO PER TUTTI, TANTA BIRRA E PER FINIRE UN PO’ DI WHISKY
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Un giro in bicicletta per la campagna lombarda ed ecco apparire distese di orzo. Per ora le spighe sono ancora verdi e non hanno ancora il colore del sole, ondeggiano con il lieve vento che le fa piegare.

L’Orzo è un cereale molto antico, forse il più antico . E’ conosciuto dall’uomo da epoche molto lontane: era già coltivato in Medio Oriente nel 7° millennio a.C. e da qui si è diffuso in tutto il pianeta. Sono state trovate tracce di orzo nel Neolitico.

L'area di origine può essere individuata nel Vicino Oriente, più precisamente nell'area compresa nelle attuali Israele, Giordania, Siria e nella parte sud dell'Anatolia. Secondo altre fonti invece, l'ancestrale selvatico è originario del Tibet. Tuttora in Etiopia e in Tibet si trovano molte specie spontanee.

L’orzo (Hordeum vulgare) era usato già al tempo dei Babilonesi che lo usavano per produrre la birra già nel III secolo a.C.. I Greci e i Romani lo usavano per fare il pane ed era alla base di molte zuppe. Hai gladiatori davano zuppe d’orzo per le sue qualità energetiche.

Anche nell’antica Grecia l’orzo era il cereale per eccellenza, e aveva un ruolo fondamentale nell’alimentazione. Del resto la dea greca delle messi si chiamava Demetra (nome che significa appunto “madre dell’orzo”). Il mito narra che quando Persefone (figlia di Demetra) fu rapita da Ade, dio degli Inferi, la dea, furiosa, mandò sulla Terra una terribile carestia. Ade, costretto da Zeus, lasciò tornare la fanciulla dalla madre, non prima però di essersi assicurato la possibilità di tenere con sé l’amata almeno per alcuni mesi all’anno: egli, infatti, aveva offerto a Persefone dei chicchi di melagrano e la giovane, accettandoli, si era preclusa la possibilità di lasciare per sempre il regno degli Inferi. Comunque la gioia di Demetra fu tale che la dea regalò agli uomini l’orzo come gesto riparatore per i disastri da lei provocati, e insegnò loro i metodi di coltivazione del cereale. Ogni anno, in inverno, Persefone è costretta a tornare negli Inferi; ma in primavera torna nel mondo, e l’orzo germoglia e da frutti.

L’Orzo è un’erba annuale selvatica, ma viene comunemente coltivata nella sua forma comune, appartiene alla famiglia delle Graminaceae, può raggiungere un'altezza di 60–120cm,è più precoce del frumento e ben si adatta a climi diversi, vive bene anche al caldo e non teme la siccità.
Dalla pianta si ricava l’orzo alimentare, che è in grado di soddisfare gran parte dell’alimentazione del mondo intero.

La pianta dell’orzo si distingue dagli altri cereali per la sua buona resistenza al caldo e allo stress idrico può sopportare temperature di 38-40°C se l'umidità ambientale non è troppo elevata, sino alle minime che tocca il circolo polare Artico. Esso è coltivabile in ambienti con estremi periodi di siccità, con apporti idrici ridotti o con terreni poco o per nulla fertili.
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Attualmente è il cereale maggiormente coltivato nelle oasi presenti nei deserti dell’Africa.
La produzione varia tra le 2 – 6t per ettaro, le produzioni maggiori (5 – 6 tonnellate per ettaro) si hanno in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli. In Italia l’orzo occupa una superficie coltivata pari 360.000 ettari, con una produzione di 1,4 milioni di tonnellate.

La raccolta dell'orzo da granella è effettuata nella prima decade di giugno, mentre l'impiego come foraggio verde prevede la trinciatura nella prima decade di maggio al Nord Italia.

L’orzo si coltiva anche come pianta da foraggio. Nelle zone dove il clima è meno adatto alla coltivazione del frumento, l’orzo è stato, ed in molti Paesi in via di sviluppo è tuttora, un importante alimento per l’uomo, come fonte di carboidrati e secondariamente di proteine. Invece nei Paesi più sviluppati, la granella di orzo trova la destinazione principale (85-90%) nella mangimistica zootecnica e secondariamente (10-15%) nell'industria del malto ( il malto, cioè la granella in cui l’amido è stato idrolizzato, è la materia prima per la fabbricazione della birra, del whisky e per la preparazione di farine al malto, ecc.). Altro impiego dell’orzo è come surrogato del caffé.


Conoscere i luoghi, vicino o lontani
non vale la pena, non è che teoria;
saper dove meglio si spini la birra,
è pratica vera, è geografia.

(Goethe)

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Fonti:
www.aifb.it/arte-bianca/orzo-caratteristiche/
blog.giallozafferano.it/timoelenticchie/lorzo-storia-e-proprieta-del-cereale/
www.insiemeperlaterra.it/la-madre-dellorzo/
www.agraria.org/coltivazionierbacee/orzo.htm
www.piante.it/orzo/



(foto Anna Zacchetti)
Anna Zacchetti

 
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