dicembre 2023
DIRITTO A VIVERE IN UN AMBIENTE SALUBRE ANCHE SENZA DOCUMENTATI DANNI ALLA SALUTE
La corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato l’Italia con una recente sentenza innovativa: a seguito del ricorso presentato da cittadini residenti in alcune città campane interessate da una grave emergenza rifiuti che si protrae dal 1994 sino ad oggi, la corte EDU Sez.1 del 19 0ttobre ultimo scorso ha sancito il diritto di ogni cittadino a vivere in un ambiente sano.

La corte non ha nemmeno valutato la sussistenza di danni, sono infatti bastati innumerevoli studi scientifici che hanno evidenziato i potenziali pericoli alla salute causati dalla esposizione prolungata a fattori inquinanti.

Ne deriva pertanto che non serve documentare tumori o malattie respiratorie legate all’inquinamento, tale sentenza sostiene il diritto a nascere e vivere in un ambiente salubre al fine di garantire quanto sopra.

Qui di seguito la sentenza.

Art. 8 • Obblighi positivi • Protratta incapacità delle autorità nazionali di garantire l'adeguatezza funzionamento dei servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti durante lo stato di emergenza,in vigore da oltre quindici anni, a causa della crisi della gestione dei rifiuti che ha colpito il territorio campano dove vivevano i ricorrenti • I richiedenti sono più vulnerabili alle malattie perché vivono in quella zona contrassegnato da un'esposizione estesa a rifiuti in violazione degli standard di sicurezza applicabili • Il disturbo ambientale ha influito negativamente e in misura sufficiente sulla vita privata dei ricorrenti durante l'intero periodo • Mancata adozione di tutte le misure necessarie per garantire un'efficace tutela delDiritto dei richiedenti al rispetto del proprio domicilio e della propria vita privata • Mancata dimostrazione da parte dei richiedenti personalmente ha subito un grave impatto dell'inquinamento da rifiuti in seguito alla fine dello stato di emergenza per carenze nella gestione dei servizi di trattamento e smaltimento dei rifiuti

Art. 8 • Obblighi positivi • Mancata adozione da parte delle autorità nazionali di tutte le misure necessarie a garantire una tutela effettiva del diritto dei richiedenti al rispetto della loro vita privata per quanto riguarda Inquinamento ambientale provocato da discariche ubicate tra i Comuni in cui si trovano vissuto • Situazione di inquinamento ambientale persistente che mette in pericolo la salute dei richiedenti • Il giusto equilibrio tra interessi contrastanti è stato sconvolto • Le autorità non hanno adempiuto al loro dovere di informare le persone interessate, compresi i ricorrenti, dei rischi potenziali ai quali si sono esposti continuando a vivere nella zona colpita

Art. 13 (+ Art. 1 P1) • Rimedio effettivo • Impossibilità di ottenere la restituzione integrale delle imposte pagate per i servizi di raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti con ampio margine di apprezzamento dello Stato contraente nella definizione e attuazione della politica fiscale • Manifestamente infondata.


A seguito di questa sentenza alcune organizzazioni come “Aria pulita” (Network Legale operante in Europa da oltre vent’anni e che si è specializzato in argomenti legati al sistema Salute, Benessere e Ambiente) stanno sollecitando azioni legali collettive per la tutela al diritto alla salute.

Difficile prevedere quali sviluppi potrà avere questa sentenza, se i ricorsi si diffonderanno in tutti i territori, soprattutto quelli caratterizzati da pesanti situazioni ambientali.



Fonti:
quotidiano sanità.it,
aria-pulita.it,
ECHR (european court of human rights/court eropeenne des droits de l’homme)

Sergio Saladini

 
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