edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
marzo 2005
IL CONSUMO
E' veramente interessante sbirciare nel carrello altrui al supermercato
e leggere le persone attraverso i loro consumi. Chi potrebbe negare
il rapporto tra i consumi e la propria identità?
Pasta Barilla o pasta a marchio del distributore? Succo di frutta
o coca-cola? Insalata in busta o un cesto sfuso? Patatine a sacchetto
trasparente o metallizzate?
Oggetti e prodotti vengono usati, più o meno consapevolmente
da piccoli e grandi, come ingredienti per costruire la propria identità.
L'inconsapevolezza però ci porta ad essere 'comprati' dai
nostri stessi consumi, dove gli oggetti sono attivi nell'azione
dell'acquisto. Sfoggiano abiti coloratissimi, traslucidi, accattivanti,
si presentano al pubblico senza lasciare nulla al caso. Tutto è
calcolato: il posizionamento sullo scaffale, il prezzo, l'imballaggio,
la pubblicità. Tutti questi effetti speciali ci attirano
tanto da indurci sogni e bisogni.
Difficile orientarsi allora al supermercato come nella società
di oggi? Come guidare i bambini, ottime prede, nel mare del consumismo.
Su questo tema potrebbero scatenersi mille spunti e perché
no l'idea di portarlo nell'educazione dei bambini e ragazzi affinchè
imparino a riflettere su se stessi e sul rapporto con gli altri.
L'esperienza del consumo è intima e profonda, ci mette allo
specchio. Nell'educazione informare non basta, occorre fare leva
sulle emozioni del quotidiano e creare contesti in grado di rendere
critici e disincantati.
L'educazione ai consumi vuole creare dei cittadini consapevoli e
liberi.
Barbara Bonori