Come si dice nei necrologi ecologisti : oggetto di una caccia indiscriminata
il Nesso è scomparso ormai da gran parte del suo areale originario.
Scomparso nei territori della informazione, nelle televisioni e nei giornali,
nelle istituzioni, perseguitato perfino nelle scuole di ogni ordine e
grado, sopravvive in piccoli gruppi dispersi qua e là. La sua possibilità
di riprodursi è seriamente minacciata.
Il Nesso si pone come connessione tra due fatti, tende a stabilire una
relazione causale, un rapporto di causa ed effetto tra di essi.
Il Nesso ha aiutato l'umanità ad uscire dal buio medioevo dell'ignoranza,
quando le streghe erano la causa di tutti i mali. Ha accompagnato l'umanità
nella individuazione di quei procedimenti logico-scientifici che hanno
contribuito al nostro benessere morale e materiale (Bacone e Stuart Mills,
Rousseau e Diderot, Carnap e Nagel, dove siete? )
E' sempre stato cacciato, calunniato, imprigionato, torturato, bruciato,
esiliato ma è sempre riuscito a sopravvivere. Ingenuamente abbiamo
pensato che nei tempi attuali ormai fosse al riparo da questi pericoli:
purtroppo non è vero.
Chi di noi è abituato al ragionamento scientifico, sa come è
difficile stabilire il percorso di un processo di causazione tra due fenomeni
o fatti, anche quando questi sono correlati in modo non casuale. Cioè
quando tendono a comparire insieme o in sequenza: infatti entrambi i fenomeni
possono essere manifestazione o conseguenza di un terzo fattore e non
essere quindi uno causa dell'altro. Inoltre l'intero percorso che porta
alla scoperta di nessi causali è disseminato di trappole linguistiche
o procedurali che rendono molto delicato e difficile l'intero processo
di ricerca.
Le nostre conoscenze tecnico-scientifiche e filosofiche si sono sviluppate
parallelamente alla definizione di procedure sempre più rigorose
di pensiero.
Purtroppo ascoltando i dibattiti televisivi, leggendo gli articoli degli
opinionisti, e perfino gli interventi delle autorità istituzionali,
chi è abituato a ragionare in questo modo rischia di provare un
malessere che si manifesta pressappoco con questi sintomi: vertigini,
senso di spaesamento, nausea ingravescente, eretismo, aggressività
o depressione. Io stesso ho provato questi sintomi e ho incominciato a
riconoscerli negli altri.
Come chiamarla? Sindrome da deficienza subita? Da nessosoppressione?
Anche ascoltando la gente in giro le cose non cambiano granché:
sembra proprio vero che "il pesce incomincia a puzzare dalle testa"
anzi, nel nostro caso, "è proprio la testa del pesce che comincia
seriamente a deteriorarsi".
Il paradosso è che persone chiamate ad avere un ruolo nell'informazione
e quindi una responsabilità sociale che dovrebbe trascendere ogni
appartenenza politica e di orientamento culturale, non si limitano a dire
le proprie opinioni, come lecito e doveroso, ma mettono in discussione
i principi stessi del ragionamento, le regole dell'argomentazione, come
direbbe Habermas, il frutto di quel faticoso percorso che ci ha permesso
e ci permette sia di conoscere che di confrontarci civilmente sulle conoscenze.
Ma questo cosa c'entra con l'ambiente, con l'ecologia? Io penso che l'interesse
per la conservazione dell'ambiente e della salute umana sia un luogo felice
dove il pensiero scientifico e le esigenze dell'umanità, espresse
dalle scienze umane, si possono fecondare
reciprocamente, secondo un paradigma di efficienza.
L'ambientalismo non può essere una serie un po' penitenziale di
proibizioni e limitazioni, né, Dio ce ne scampi, un ideologia approssimativa
e viscerale. E neppure una serie un po' noiosa di dati che interessano
un piccolo numero di esperti.
La prospettiva ecologica implica una conoscenza approfondita e mirata
dei bisogni umani, ha lo scopo di farci avere "una buona vita"
in un "buon mondo". Deve essere una Cultura, e una cultura per
diffondersi deve essere funzionale, ben articolata, deve saper comprendere
per rispondere efficacemente alle esigenze delle persone.
A dire il vero le culture di successo o sono molto intelligenti o molto
stupide: queste ultime risparmiano sulla fatica di pensare, rispondono
al bisogno di avere subito soluzioni a costo zero; di solito hanno un
buon "appeal" iniziale, ma effetti catastrofici sulla lunga
durata.
La più semplice delle culture di questo tipo è quella del
" ci sono i buoni (noi) e i cattivi (gli altri): facciamo a chi mena
di più (e non: vediamo chi ha ragione)".
Come certe merci a bassa tecnologia o certi organismi molto semplici sfruttano
un principio di economia.
E' una cultura di questo tipo quella che tende a distruggere i nessi,
a sostituire il ragionare, che implica la logica, con il menare, che implica
la forza. Per far questo è necessario demolire la qualità
dei nessi, attaccare il pensiero, usare il linguaggio come arma. cioè
trasformare il linguaggio in ripetitiva propaganda. Per poi passare all'azione.
E' un trucco vecchio come il mondo, che purtroppo ha sempre molto successo,
ma che produce sempre disastri.
Dopo le straordinarie performances che questa cultura ha prodotto, per
parlare solo dei tempi recenti, in Ruanda e in Bosnia, in Irlanda del
Nord, in Israele e in Algeria, qualcuno sta pensando di importarla anche
da noi. Così l'avremo anche a casa nostra a Varese o a Treviso
o dove volete voi.
Così, nessosopprimendo, ci siamo sentiti autorevolmente dire che
i girotondini o i sindacati sono in fondo la causa delle Brigate Rosse,
i pacifisti la causa del terrorismo, i giudici la causa del malaffare,
gli immigrati la causa della disoccupazione e dell'integralismo, Tabucchi
la causa dell'immaginario omicidio di Ferrara, i comunisti la causa di
tutto.
Per par condicio, devo dire con più fatica nei tempi attuali, si
potrebbe citare la questione del Sacro Mistero del Riformismo, cioè
- mi sembra di capire - l'esortazione ad unirci in un blocco riformista,
oppure a non farlo, senza entrare nel merito di quali riforme si parli,
come se le riforme fossero per principio tutte ugualmente benfatte oppure
no. Il che sarebbe da dimostrare. Un'appartenenza al posto di una riflessione
su punti specifici di un programma. Da cui l'evoluzione patafisica del
Programma nell'individuazione di un nuovo Simbolo Vegetale. Proporrei
la Melanzana, dai bei riflessi violacei.
Comunque peccati veniali, che farebbero male solo a noi stessi, se non
ci fosse una nazione di mezzo.
Inoltre non è mai venuto in mente a nessuno osservare che se bisogna
continuamente riformare le nostre leggi, probabilmente vuol dire che non
sono fatte mica tanto bene?
Comprendere meglio, con maggior precisione, le cause dei fenomeni negativi
è la condizione per affrontarli e per modificare la realtà.
Conoscere i nessi è sinonimo di potenziale efficacia. E' la base
di un programma efficace. E un programma efficace vuol dire "buona
vita" in un "buon mondo" per le persone.
Non pensiamo tuttavia che coloro che tentano di trasformarci in idioti,
siano idioti anch'essi, anche se talvolta il virus che distrugge i nessi
può colpire gli stessi laboratori in cui è tenuto in cultura,
come succede in certi film dell'orrore.
C'è del metodo in questa follia.
Meno si pensa, meno le cose funzionano. Meno le cose funzionano, più
la gente si arrabbia; più la gente si arrabbia più si può
dar la caccia agli untori: immigrati, stalinisti immaginari, intellettuali
indipendenti. Più si da' la caccia agli untori, meno si pensa.
Dar la caccia agli untori allevia le responsabilità di chi ha avuto
il potere e lo aiuta a conservarlo ("Sandro, autor di un romanzetto,
dove si parla di promessi sposi", dove sei finito anche tu?) .
Ecco perché distruggere i nessi, il pensiero logico-scientifico,
è così fondamentale, per chi non vuole veramente la democrazia.
Ecco perché, cent'anni dopo Teillard de Chardin S.J. (che aveva
brillantemente mostrato la compatibilità della dottrina cristiana
con l'evoluzionismo), c'è bisogno di rispolverare le stolide tesi
del creazionismo.
Dice Rousseau (Discorso sulle scienze e sulle arti): " Come sarebbe
dolce viver fra noi, se il contegno esteriore fosse sempre l'immagine
delle disposizioni del cuore, se la decenza fosse la virtù, se
le nostre massime ci servissero da regole, se la vera filosofia fosse
inseparabile dal titolo di filosofo! Ma tanti pregi van troppo di rado
insieme, e la virtù non procede affatto in così gran pompa."
Bisogna aver fiducia e pazienza. Talvolta le stesse persone che cercano
di non farci pensare, i nessicidi più viscerali, nel loro migliore
momento di lucidità e forse per un onesto inconscio sentimento
di colpa, si dichiarano per quello che sono: spargitori di spazzatura.
O come un altro, dei peggiori, che si è autodefinito, e mi scuso
per il linguaggio che non è il mio, "un fascista di m. (sic)".
Un briciolo di consapevolezza alberga ancora sul fondo delle loro anime.