POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
luglio 2004
VIAGGIARE AD OCCHI APERTI

Basterebbe viaggiare a occhi aperti per riuscire ad essere con genuinità
un turista.

Ognuno nel suo piccolo può distaccarsi dall'accezione spesso negativa
che si porta con sé l'essere turista e creare un modo tutto personale
di viaggiare più autentico, sia in viaggio organizzato che in modo
autonomo. Benché tanto deriso l'essere 'turista fai-da-te' è
l'approccio alle vacanze che va per la maggiore, proprio perché
è l'unico modo per crearsi la vacanza su misura. Ciò comunque
non è sufficiente per fare turismo a impatto zero, anzi dobbiamo
rassegnarci all'inesistenza di un turismo sostenibile, bensì possiamo
parlare di turismo più responsabile o come più ci piace
chiamarlo.

Credo che la chiave in questo senso sia riuscire a soddisfare le proprie
esigenze e contemporaneamente vivere in armonia con il luogo che ci ospita,
o per lo meno non recargli danno.


Una possibilità è la vacanza in bicicletta, benché
possa sembrare una vacanza per pochi allenati al contrario oggi è
un'opportunità per tutti, proprio tutti, anche i bambini. L'esistenza
di percorsi su strade a bassa intensità di traffico e piste ciclabili
un po' ovunque in Europa rende tutto semplice e assai sicuro. Certo è
che ci sono paesi superiori in questo (Austria e Olanda ad esempio) ma
contrariamente a ciò che siamo soliti pensare anche l'Italia è
sufficientemente attrezzata. Esiste ad esempio una "Ciclopista del
Sole", un percorso ciclabile che si snoda per circa mille chilometri
lungo la penisola, sfruttando piste e strade già esistenti, con
tanto di mappa stradale ad hoc (per ora esiste solo quella relativa al
tratto Brennero-Passo della Cisa). Oppure un percorso lungo l'argine del
Po che attraversa Ferrara per 125 chilometri di pianura o un itinerario
che percorre i grandi laghi alpini lombardi. E molti altri percorsi (www.bicitalia.org).

Anche in questo caso il turista può scegliere se fare da sé
oppure rivolgersi ad associazioni che si dedicano alle due ruote e che
organizzano vacanze per tutti (addirittura forniscono le bici).


Andare in bicicletta significa proprio 'avere gli occhi aperti', guardare
senza filtri (il finestrino e l'alta velocità di un'auto ad esempio)
ciò che ci circonda e rallentare il tempo riducendo lo spazio da
esplorare, quindi vedere meglio ed entrare in pieno nell'atmosfera di
un paese. Si svegliano i sensi, si notano particolari che altrimenti sfuggirebbero,
si scambiano da vicino gli sguardi della gente. Si entra in una nuova
dimensione che porta in armonia prima di tutto con l'ambiente, in modo
dolce e 'pulito'. Tant'è che questo mezzo di trasporto così
familiare e per nulla aggressivo fa sì che i cicloturisti siano
ovunque ben accetti e rispettati. I campeggi hanno sempre un posto per
loro ed esistono strutture alberghiere attrezzate per ospitarli, ancor
più là dove è maggiormente diffusa una cultura del
cicloturismo.

Ma quello che fa la differenza è il ritmo rallentato che impone
la velocità di pedalata. E' questo che più di tutto fa sentire
in vacanza, eliminando stress e ansie da tempo.

Forse quando organizziamo la nostra vacanza crediamo che l'ozio sia la
conquista del benessere e del relax, ma la ricerca di una dimensione più
verosimile è forse più autentica e umana.


Barbara Bonori

 
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