POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
febbraio 2004
RESPONSABILITA' SOCIALE
Gocce di oro blu

E' evidente che la crisi idrica di cui tanto si parla assume dimensioni
assai diverse a seconda della zona del pianeta considerata. E' altrettanto
evidente che le leggi del mercato che regolano la gestione privata della
risorsa acqua non possono essere in alcun modo applicate là dove
la sua carenza è maggiore, proprio perché la povertà
ne è diretta conseguenza. Non c'è nulla da fare: senz'acqua
non c'è vita.

A livello planetario già da anni si parla di crisi idrica, intesa
sia in termini di scarsi approvvigionamenti sia in termini di qualità.
Già perché non solo l'acqua dolce è pari a solo il
2,5% di tutta l'acqua sulla terra e la maggior parte non è disponibile
dato che è imprigionata in ghiacciai e nevi perenni, e in profondità
nel sottosuolo, ma quel che più è grave è che quella
disponibile e facilmente raggiungibile, è spesso inquinata (falde
freatiche e corsi d'acqua superficiali).

Per fortuna non siamo costretti a bere l'acqua del Lambro ma semplicemente
possiamo scegliere di comprarla in bottiglia al supermercato pagandola
dai 20 ai 50 centesimi di euro al litro oppure di prenderla direttamente
dal rubinetto pagandola mediamente 0,05 - 0,06 centesimi di euro al litro
(tariffa di Milano).


Innanzitutto occorre mettersi d'accordo su cos'è l'acqua. E qui
cominciano i problemi. Non è così immediata la sua definizione
in un pianeta dove il potere e la ricchezza sono in mano a quei Paesi
che perseguono un'economia di profitto. E' in discussione se l'acqua sia
un diritto inalienabile dell'individuo piuttosto che una merce, dato che
è una risorsa limitata. Le conseguenze dell'una o dell'altra linea
di pensiero sono opposte.

Attraverso la mercificazione di un bene universale si modificano anche
i valori. Anzi, secondo Riccardo Petrella, economista e presidente del
Comitato italiano del Contratto mondiale dell'acqua "se l'acqua venisse
sottomessa alle regole del mercato, è come accettare senza reagire
che la vita stessa venga mercificata".

Per le grandi organizzazioni internazionali l'acqua è sì
un bene universale (come stabilito dall'ONU), tuttavia il "servizio
idrico" può essere privatizzato.

Da sempre diversi Paesi sono in conflitto a causa delle fonti di acqua.
I conflitti saranno destinati a dilagare.

Ma di chi è l'acqua? Può avere un proprietario? A oggi il
40% del mercato globale dell'acqua, che si è dimostrato molto redditizio,
appartiene a due multinazionali francesi, la Vivendi-Générale
Des Eaux e la Suez-Lyonnaise. La strada intrapresa verso la privatizzazione
della gestione delle riserve d'acqua rischia di compromettere ulteriormente
la stabilità geopolitica mondiale. La previsione è quella
di un aumento dei prezzi, anche per noi dei Paesi ricchi. Farsi una doccia
di venti minuti potrebbe diventare un lusso.

Là dove la povertà già c'è invece non esistono
scelte.


Secondo il segretario generale dell'ONU, Kofi Annan "l'acqua è
destinata a diventare una crescente fonte di tensione e di dura competizione
tra nazioni, ma può anche diventare un catalizzatore per la cooperazione".


Davanti a questo scenario preoccupante e in occasione dell'anno internazionale
dell'acqua che è stato il 2003, molte organizzazioni, aziende,
associazioni ed enti hanno messo in piedi iniziative di solidarietà
nei Paesi del Sud del mondo.

Da segnalare la campagna "Acqua per la pace" di COOP, che in
collaborazione con UNICEF, UCODEP, GVC sta realizzando un grande progetto
internazionale volto a garantire l'accesso all'acqua potabile per i bambini
e le famiglie di alcune zone particolarmente in difficoltà. COOP
si impegna a versare fondi per oltre 1 milione di euro e mette a disposizione
la propria organizzazione affinché questi fondi raggiungano i destinatari
e gli scopi prefissi, senza intermediazioni a rischio.

Sono diversi i progetti in corso. In Palestina si prevede la costruzione
di cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, avvalendosi di personale
locale, per portare acqua a 10 scuole e10 villaggi.

In Angola si costruiscono i servizi igienici nelle scuole e si forniscono
zanzariere per prevenire malattie, come la malaria, dovute alla carenza
di acqua.

In Burkina Faso si vogliono aumentare le condizioni igienico-sanitarie.
In 15 scuole verranno costruiti pozzi per la raccolta dell'acqua e i servizi
igienici.

In Sierra Leone, in collaborazione con Medici Senza Frontiere, si costruiscono
servizi igienici e serbatoi, e si svolgono incontri di educazione all'igiene
personale

Inoltre COOP contribuisce alla campagna "L'acqua per tutti"
promossa da Cipsi, Legambiente e WWF Italia per portare acqua potabile
nei villaggi di sette paesi africani.

Contemporaneamente verrà svolta la formazione agli insegnanti,
e percorsi di educazione rivolti ai ragazzi e alla popolazione sul corretto
uso della risorsa acqua e per imparare a gestire i nuovi impianti.


L'intervento di questa campagna va ben oltre la beneficenza perché
l'obiettivo è anche quello di intervenire sul processo di pace
tra le comunità che dipendono dagli stessi bacini idrografici e
contemporaneamente di formare ed educare le popolazioni ad un uso consapevole
della risorsa acqua, avviarle verso l'autonomia dai paesi ricchi e dare
loro gli strumenti per proseguire da soli il cammino verso lo sviluppo.

E come è consuetudine nelle campagne COOP, è compresa anche
in "Acqua per la pace" l'educazione al consumo consapevole per
gli adulti e per i bambini e ragazzi delle scuole, perché quello
dell'educazione non è solo un impegno che devono assumersi i Paesi
del Sud ma anche quelli ricchi del Nord.


Barbara Bonori

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni