Il consumatore sta vivendo una nuova era in cui il suo ruolo si fa sempre
più incisivo e al contempo impegnativo. Grazie a una maggiore informazione
è riuscito ad acquisire una nuova coscienza che gli permette di
tutelarsi. L'inganno è sempre in agguato.
Questa cronica diffidenza lo porta a valutare con attenzione il prodotto,
è più esigente e pretende chiarezza e trasparenza. L'etichetta
parla ed esalta le caratteristiche del prodotto ma sta a noi dare più
o meno credito a ciò che leggiamo. In ogni acquisto si cerca di
trovare il compromesso tra qualità e prezzo, oggi però dentro
alla 'qualità' ci sta ben altro che la bontà del prodotto.
Se si parla di un alimento ad esempio deve essere soprattutto sano e sicuro.
La pubblicità della cioccolata non ci dice però che in Brasile
e Indonesia si distruggono pezzi di foreste per far posto alle piantagioni
di cacao e non dice che i lavoratori vengono sfruttati con salari da fame
e ore di lavoro estenuanti e lunghe. Non ci dice nemmeno che nella coltivazione
del thè, cacao e caffè si utilizzano pesticidi molto pericolosi
che, oltre a intossicare l'ambiente e i braccianti, danneggiano anche
i consumatori. Perché quelle sostanze non spariscono.
Senza la consapevolezza e la criticità ci rendiamo complici di
un sistema che non condividiamo. Questa coscienza ha portato il consumatore
a pretendere dal prodotto, e di conseguenza dall'azienda che lo produce
e commercializza, una responsabilità che oltre a non danneggiare
il suo portafoglio non danneggi nemmeno la salute, l'ambiente o altre
comunità. Anzi privilegia quei prodotti che si distinguono per
essere eticamente corretti.
Benchè la nostra società proietti l'individuo a un maggiore
egoismo, al contempo cresce in lui la sensibilità verso i problemi
sociali e ambientali. Il consumatore nei suoi acquisti se riesce a soddisfare
questo bisogno si sente appagato e doppiamente soddisfatto.
Ben lo sanno le imprese. Si diffondono a macchia d'olio gli esempi di
responsabilità sociale tra le aziende ma occorre fare attenzione
a quelle che pubblicizzano senza dimostrare. Quello della responsabilità
sociale sta diventando un grande business di fronte alle sempre più
severe richieste di mercato, ma è un investimento che costa lungo
tempo all'azienda e ha bisogno di concretezza e continuità. La
responsabilità sociale non si improvvisa.
Nella grande distribuzione (perché è lì che tutti
i giorni il consumatore si rivolge) Coop è l'unica ad avere l'impegno
sociale nel DNA. E' la catena che dimostra la maggior responsabilità
verso la tutela del consumatore e nei confronti dei temi ambientali e
sociali, proponendo prodotti buoni, competitivi e sicuri.
E' stata tra le prime aziende nel mondo a ricevere la certificazione di
responsabilità sociale SA8000, uno standard la cui adozione implica,
da parte delle imprese che vi aderiscono, un approccio globale al tema
della qualita' (che Coop impone anche ai suoi fornitori), dove diventa
importante non solo il cosa ma anche il come si produce. Una garanzia
in più che va ben oltre la beneficenza.
Sono proprio la concretezza e la complicità con i consumatori e
soci che fanno la forza dell'azienda. La struttura cooperativa permette
di partecipare alla gestione aziendale, ad esempio sono i consumatori
stessi che decidono i prodotti a marchio Coop assaggiandoli e criticandoli.
In campo sociale rappresenta un modello: sono numerose le iniziative culturali
e di solidarietà in Italia e nel mondo che la vedono in prima linea.
Dal punto di vista ambientale è ammirevole l'impegno continuo non
solo nei suoi prodotti, ma anche nei negozi e con iniziative di informazione
ed educazione tra i soci e nelle scuole. Basti pensare al ruolo pionieristico
e rivoluzionario che ha avuto nel campo degli imballaggi: si spazia dalla
loro riduzione, all'eliminazione di quelli inutili e alla ricerca di nuove
soluzioni. Ad esempio l'introduzione delle ricariche nei prodotti per
l'igiene della persona e della casa, l'eliminazione della scatola in cartoncino
nel dentifricio, imballaggi riciclabili e riciclati.
Senza cambiare i nostri comportamenti possiamo essere complici di una
sincera responsabilità sociale.