marzo 2025
ZINOPENSIERO: PER GLI ADOLESCENTI DI OGGI UN VIAGGIO DI ANDATA E RITORNO IN PULMINO PER DIVERTIRSI IN DISCOTECA
Ma davvero la vita degli adolescenti di oggi è così superficiale, priva di belle e gradevoli esperienze, di prudente riflessione, di afflati sentimentali, di diari intimi e della dolcezza della musica?
Certo, i pulmini, che conducono alle feste nelle discoteche i giovani e se li riportano a casa con qualche tasso alcoolico in più, non costituiscono una buona soluzione.
I pulmini dovrebbero evitare le sfrenate corse in auto o in moto con pericolose e, certe volte, letali conseguenze, ma, di fatto, sembra che i pulmini siano portatori di un messaggio opposto: sfruttate tutte le potenzialità dilettevoli delle discoteche, tanto il viaggio di ritorno a casa è assicurato senza i consueti pericoli che si incontrano nelle strade.
Per questa ragione i giovani si ritengono autorizzati ad eccedere con le bevute o con altro.
Ma, non si potrebbe, utopisticamente, immaginare una fruizione consapevole della discoteca o dei luoghi della movida?
Tutto dipende dal grado di consapevolezza e di autocontrollo che i singoli giovani posseggono e dalla ferma volontà di conservare queste virtù anche nei riti collettivi e nella sfrenata corsa ad imitarsi reciprocamente.
Tutto l’apparato che circonda la vita e le abitudini degli adolescenti non tende a creare consapevolezza e riflessione.
Prevale sempre la mentalità consumistica che si manifesta in tanti settori della vita adolescenziale: lo sport, la scuola, il divertimento, la socializzazione, la ritualità.
Tutto concorre a creare potenziali e reali consumatori.
Perfino la scuola appare dispersiva dal punto di vista della autocoscienza, della cura del sé, della crescita umana e culturale.
Non sempre il tempo della attività didattica è ben utilizzato; anzi, spesso le iniziative sul territorio tolgono il tempo allo studio delle discipline curriculari.
Quanti libri leggono gli adolescenti?
Come avviene il processo di raffinamento della loro coscienza e della attitudine a comprendere e ad apprezzare un’opera d’arte, una poesia, la genialità di una procedura matematica, l’originalità di una scelta urbanistica, il piacere di capire i processi di crescita e di sviluppo delle piante e degli alberi, la riproduzione nel mondo animale, un tramonto, l’infinito della volta celeste, la dolcezza armoniosa del suono di un pianoforte, la tensione eroica di una sinfonia, il fascino del canto umano, le evoluzioni armoniose dei corpi nei balletti, lo scandalo luminoso e appagante della fede?
“Sognavo il dolore dei poeti, piangevo con essi le loro lacrime più belle, li sentivo fino in fondo al cuore, ne ero penetrato, straziato, alla volte mi sembrava che l’entusiasmo che mi comunicavano mi facesse loro eguale e mi portasse fino a loro; pagine alle quali gli altri rimanevano freddi, mi trasportavano, mi davano un furore da pitonessa, me ne devastavo lo spirito quanto volevo, me le recitavo sulle rive del mare, oppure andavo, a testa bassa, camminando nell’erba, dicendomele con la voce più amorosa e più tenera.” (G. Flaubert, Novembre, p.18).
Pochi adolescenti possono provare, al giorno d’oggi, tali sentimenti e, ammesso che li provino, solo una ristretta minoranza sarebbe in grado di trascriverli.
Insomma, la società consumistica e mediatica in cui ci troviamo a vivere non dà spazio a simili sentimenti, che sono sgarbatamente giudicati inutili, antiquati, pieni di muffa.
Forse, alla fine, un radicale e rivoluzionario ritorno all’umanesimo non farebbe male di fronte a tanta aridità di sentimenti e di azioni.
L’uomo per ora non viene rispettato; perfino la vita gli viene negata dalle condizioni storiche: guerre, carestie, fame, distruzioni.
Un garbato e geniale ritorno agli studia humanitatis potrebbe aprire le porte alla crescita umana e sentimentale degli adolescenti; la letteratura, la poesia, la musica, la pittura, la scultura, il buon cinema possono svolgere un ruolo importante per la crescita armoniosa del corpo e dei sentimenti.
E in questo senso la scuola può giocare un ruolo di primo piano: proporre una educazione al bello, all’onesto, al virtuoso, alla solidarietà.
“Guai a colui che non ha mai desiderato delle collere da tragedia, a chi non sa a memoria delle strofe amorose per ripeterle al chiaro di luna!
È bello vivere così nell’eterna bellezza, drappeggiarsi insieme coi re, provare le passioni al più alto grado, amare gli amori resi immortali dal genio. “(Ibidem).
Apparso anche in internet e su la Sicilia del 5 gennaio 2025.
Zino Pecoraro