dicembre 2024
ZINO PENSIERO -" L'AMORE IN GRECIA": UNA FULL IMMERSION NELL'EROTISMO E NELL'ARTE
Ormai anche la sessualità, prima tenuta nascosta perfino nell’eloquio comune, è diventata oggetto di discussione, informazione e, perfino, di corsi di aggiornamento.
Quello che prima si sussurrava, ora è proclamato con altezzosa fermezza, senza infingimenti.
Chi ha la ventura di “deliziarsi” con films prodotti negli anni ’50 o ’60 comprende facilmente come nei films contemporanei una mentalità dirompente di tutti i tabu nel campo del linguaggio riguardante la sessualità abbia fatto piazza pulita di tutti i camuffamenti, di tutte le ristrettezze diffuse nella società reale e nei films: quello che prima era solo accennato o frutto di una allusione nei films del passato, dopo, cioè ora, è diventato realismo esasperato.
Questa tendenza all’esplicito, al chiamare i fenomeni e i comportamenti con il loro nome senza metafore o eufemismi si trova espresso nel libro “L’amore in Grecia” di Claude Calanne, Laterza, 1983.
Il libro comprende una serie di saggi proposti da esperti universitari sulla raffigurazione dell’amore e dell’eros in vasi, oggetti da tavola, affreschi.
Come premessa all’esame dei vari prodotti artistici si colloca, talvolta, un’esauriente disamina delle mentalità, dei luoghi comuni, delle abitudini conclamate come premessa indispensabile all’excursus sul comportamento sessuale nel mondo greco antico al fine di scoprire e poi raffigurare amore, erotismo, mito, coinvolgimento di dei e di uomini, corpi delineati con maestria e con estrema armonia.
Il libro nel suo insieme è un affresco potente del tema erotico nella realtà e nella mitologia: così le vicende erotiche coinvolgono uomini, donne, dei.
Molto interessante è anche l’analisi dell’eros nelle opere letterarie, poetiche, teatrali, in particolare nelle tragedie, nelle quali il tema assume una forte tensione emotiva e partecipativa; ma non manca anche una incursione riguardo alle modalità con le quali l’erotismo è sviluppato dai comici.
Quest’ultimo aspetto rappresenta la faccia oppositiva rispetto a quello delle più note tragedie che hanno per protagoniste donne con le loro aggrovigliate storie che raggiungono momenti di forte tensione emotiva e che, perciò, coinvolgono intensamente gli spettatori.
Il fatto è che, in fondo, questo mondo della antica sensualità e della pratica sessuale si distanzia in buona parte dalle analoghe forme del nostro tempo, perché anche in questo campo le cose sono andate avanti e quello che nel passato poteva apparire come una trasgressione, adesso è diventato prassi.
L’antropomorfismo degli dèi protesi spesso verso il corteggiamento e la seduzione di esseri umani lascia un po' perplesso il lettore moderno, che non trova riscontro nella realtà del proprio tempo.
Suscita una certa impressione, che diventa anche perplessità, tutto il versante che nel libro si occupa delle malattie legate alla sessualità.
La medicina e i rimedi connessi ad essa non comprendevano, allora, farmaci, come siamo abituati a riscontrare nel nostro tempo.
Una terapia medica nel mondo antico si basava su pratiche che nulla avevano a che fare con la farmacologia del nostro tempo; essa trovava la sua ragione di esistere nella magia, nelle tradizioni, nei riti oscuri e segreti che erano tramandati con cura e con tanta circospezione.
Questa parte del testo, citato ad inizio, è interessante ed originale perché fa spesso riferimento al libro di Plinio Il Vecchio “Naturalis Historia”, che racchiude forse tutto il patrimonio conoscitivo della scienza del suo tempo.
Un intero libro del testo di Plinio il Vecchio è dedicato alle patologie connesse con il sesso.
I consigli terapeutici sono basati su aleatorie pratiche e attengono al potenziamento della virilità.
Nel libro “L’amore in Grecia” l’ultimo capitolo ha un titolo, di per sé eloquente, “L’impotenza e i suoi rimedi”.
Sembrerebbe lo spot di una trasmissione televisiva carica di pubblicità e di consigli per gli acquisti.
Il passo riportato è tratto dall’opera monumentale di Plinio il Vecchio “Naturalis historia” che nel tempo in cui fu pubblicata godette di una significativa attenzione da parte del ristretto gruppo dei lettori, ma che nel nostro tempo assume una comica parodia del metodo scientifico e dell’uso appropriato dei mezzi utili per risolvere i casi di impotenza.
“Unguento di bile di cinghiale, pozione di midollo di porco, sego di asino con grasso di maschio d’oca, purino di cavalla dopo la monta, testicoli di cavallo essiccati, pestati e bevuti, il testicolo destro bevuto con vino oppure portato in un bracciale, la bava dell’asino dopo la monta raccolta in un cencio rosa e messa dentro un recipiente d’argento come raccomandava Ostane.” (Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, lib. 28, 261).
Già apparso in internet e su La Sicilia del 10 novembre 2024.
Zino Pecoraro