edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
febbraio 2021
ZINO PENSIERO: DELOCALIZZAZIONE CULTURALE E FORMATIVA.
Alcuni scrittori siciliani si sono formati, abitando in Sicilia e sforzandosi di sfruttare ogni occasione per implementare il proprio bagaglio culturale.
Per loro la lettura dei libri non sempre è stata agevole per le solite carenze delle biblioteche siciliane o per eccessiva distanza dal luogo di residenza.
La cruciale esperienza della lettura come fondamentale premessa formativa alla scrittura è stata praticata solo sfruttando favorevoli occasioni o mettendo a frutto risorse disponibili in loco.
Gesualdo Bufalino compie delle vere e proprie acrobazie intellettuali quando traduce dall’italiano in francese “I fiori del male “ di Baudelaire, dato che non possedeva un’edizione del libro in lingua originale.
Il primo ricovero di Bufalino nell’ospedale di Scandiano si trasforma in una fortunata coincidenza per lo scrittore che in uno scantinato dello stesso ospedale trova una vasta biblioteca, creata dal primario e con quei libri prosegue ed incrementa la sua formazione culturale che, da allora in poi, non conobbe più soste: fuori dalla Sicilia una full immersion nell’universo della poesia, della letteratura, della filosofia.
Anche Leonardo Sciascia, in fondo, gode di fortunate coincidenze, se nell’ambito familiare può consultare la piccola biblioteca delle zie (per conoscere ed apprezzare Manzoni, Courier), comprendere ed avventurarsi nell’approccio al momento storico tramite la scoperta dell’emblematico ritratto di Giacomo Matteotti che le zie tenevano nascosto con cura.
L’esperienza di studente del Magistrale di Caltanissetta consente a Leonardo Sciascia di conoscere dei buoni professori “siciliani”, colti ed aperti alle esperienze culturali presenti in Europa e in America, più che conformisti ripetitori delle solite litanie dell’Italia fascista.
Così il giovane Leonardo Sciascia scopre l’alterità civile e democratica di scrittori americani, spagnoli e francesi sconosciuti in Italia.
Caltanissetta, la “piccola Atene”, svolge un ruolo fondamentale per avvicinare il giovane studente del magistrale alle esperienze dell’antifascismo militante, dell’impegno politico: sono solo le basi che poi produrranno una grandiosa costruzione di idee e di eticità.
Insomma, per questi scrittori siciliani la Sicilia “colta”, sensibile alle problematiche culturali, assunse il ruolo di una importante e valorosa università di studi di riferimento mondiale, perché tanti intellettuali siciliani sapevano rivolgersi per i loro bisogni culturali alle fonti più pure e ai testi più ricercati e complessi.
Sciascia amò tanto la Spagna, la Francia, l’America attraverso la mediazione della Sicilia: ebbe la fortuna di imbattersi in molti di quei frammenti di storia, arte, letteratura e poesia che dalla Spagna, dalla Francia, dall’America erano disseminati nelle terre siciliane, nelle private biblioteche e nelle menti eccelse di coloro che non si riconoscevano nel fascismo e nei suoi adepti ed erano coraggiosi anticonformisti capaci di annullare le ristrettezze della censura fascista.
Inoltre, come tutti gli scrittori siciliani, Sciascia poteva trarre spunto per i suoi scritti dalle dirette esperienze di vita e di storia siciliana, dalle quali non poteva distrarre gli occhi e che poi saranno oggetto delle sue più significative opere: una provvidenziale dislocazione culturale che si trasforma in una autosufficienza nelle scelte tematiche e di scrittura.
Apparso anche su facebook e su La Sicilia del 6 gennaio 2021.
Zino Pecoraro