POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
febbraio 2021
ZINO PENSIERO: LEONARDO SCIASCIA - CENTO ANNI E NON LI DIMOSTRA.
Leonardo Sciascia dall’alto dei suoi cento anni può essere contento oggi perché l’occorrenza del suo compleanno comprende un unanime consenso per Lui come persona e per la sua opera nel suo complesso. Unanime è ora il consenso, come disomogenei furono in vita i consensi ed i dissensi.
“Contraddire e contraddirsi”: nel primo verbo consiste forse il cruccio maggiore dello scrittore, perché nei vari periodi storici che gli toccò di vivere era facile trovare un oggetto, una situazione, un evento che si prestava facilmente all’atto del contraddire.

Proprio da questo atteggiamento nasceva l’aspetto più duraturo dell’opera di Leonardo Sciascia: la prevalenza della coscienza nell’homme de lettre, come lui amava meglio definirsi, piuttosto che intellettuale.
La coscienza dell’uomo, degli uomini che tanti hanno dimenticato per interessi privati, per mire di potere, per gusto della sopraffazione.
Questo era Sciascia e questo continua ad essere anche nel nostro tempo.

Lo scrittore non può dire la sua opinione sull’esercizio della democrazia, ma “Il contesto” continua a esprimersi al suo posto; non può esprimere il suo pensiero sui negazionisti e i terrapiattisti, ma “La scomparsa di Majorana” continua a delineare i compiti e i limiti della scienza; egli non dice la sua sull’amministrazione della giustizia, ma “Porte aperte”, “Morte dell’inquisitore”, “La strega e il capitano”, “Il consiglio d’Egitto” sono ancora grondanti di precise e giustificate opinioni.

“Il contraddirsi” è una virtù civile, un segno di dolce autocoscienza, una disponibilità estrema alla ricerca e alla comprensione: ora è un pregio inattuale e rimosso.
In fondo, Sciascia come uomo e come scrittore continuò ad essere sempre se stesso.



Apparso anche su facebook l’8 gennaio 2021
Zino Pecoraro

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni