edizione numero
283
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
luglio 2020
RICORDIAMOCI: IL CONTROLLO
Molti anni fa, andai in un ufficio dello Stato per pagare una tassa. Ore 08,01 del mattino, salone impiegati con una persona che entra dal fondo, viene al banco, fa la pratica: vada pure in cassa. In cassa non c’è nessuno. Aspetto un poco poi chiedo: la cassiera dov’è? Qui è scritto che inizia alle 8. Facce attonite, mezzi sorrisini, non so, adesso arriva.
Dopo 5 minuti, trattenendo il sorriso, dico a bassa voce: mi chiami il direttore.
Ma, sì, no, non so, adesso. Arriva il direttore, rosso in viso, farfuglia, capisco che la signora arriva sempre tardi perché deve portare il figlio a scuola. Alzo la voce: allora faccia lei.
Dietro me gli impiegati degli studi notarili, ogni giorno lì quindi non potevano parlare, che facevano un tifo silenzioso, incoraggiandomi. Alla fine arriva la cassiera, neanche si scusa, accetta i miei soldi di malagrazia e mi butta lì la ricevuta.
Esempio di controllo dal basso, il cittadino che difende i suoi diritti. Pensavo, povero pirla.
Durante la quarantena, un’impresa che rifà la piazza sotto casa mia, taglia la pietra creando nuvole di polvere silicea che riempiono la piazza, le case, i polmoni degli operai e degli abitanti. Per giorni. Parlo col capocantiere, che mi ringrazia, poi tutto continua uguale.
Ho fatto foto, inviato mail con le foto in successione a 5 enti diversi, due mi hanno chiarito la loro incompetenza, due non hanno mai risposto, l’Ispettorato del Lavoro ha detto che hanno di meglio da fare.
Forse ci avviamo verso un’epoca senza controlli, il far bene le cose affidato alla coscienza e serietà dei singoli, forse non servirà neppure la Polizia.
È l’Utopia o l’Anarchia?
Folco de Polzer