POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
luglio 2017
RICORDIAMOCI LE SINAPSI
Ricordiamoci da domani, questa è nuova. L’ambiente è cosa complessa, fatta di natura, terra, mari, parti artificiali, agricoltura, città, animali, tra i quali l’uomo. Aspirazione della cultura occidentale è l’innalzamento delle condizioni di vita di tutti, o almeno molti. Quindi dovremmo crearne le condizioni, non solo lottare contro le centrali a carbone, ci sono anche altri aspetti gravi.

L’università di Boston ha fatto una ricerca, i cui risultati mi hanno folgorato. I bostoniani sono insopportabili, una puzza sotto il naso nei confronti degli altri americani, figuriamoci del resto del mondo. Però fanno anche ricerche folgoranti, come il rapporto tra nutrizione e funzionamento del cervello. In bambini nutriti correttamente, sia durante la gravidanza che dopo, negli Stati Uniti ed in Europa, la velocità della trasmissione nelle sinapsi, i collegamenti tra i neuroni, è di 400 miglia/h, circa 670 km/h.

Hanno poi studiato bambini in alcuni paesi del centro Africa. La malnutrizione e sotto alimentazione sono diffuse, sia tra le donne incinte che tra i bambini. La misurazione di questa seconda velocità dei pensieri nelle sinapsi, ha dato un risultato sconvolgente: 4 miglia/h (6,7 km/h). Un rapporto di 1 a 100.

Se la malnutrizione prosegue fino ai due anni, non vi è più nessuna possibilità di rimediare, resterà così tutta la vita. Ho avuto un esempio, quest’anno. In una località turistica del terzo mondo, ho fatto una domanda ad un guardaparco, sulla direzione da prendere. Dopo qualche secondo di silenzio, ho fatto una domanda diversa. Dopo qualche altro secondo, ha risposto alla prima domanda.

Vista la grande quantità di persone e di finanziamenti che i paesi ricchi impegnano nel terzo mondo, mi si è posta la prima domanda è: ma cosa stiamo facendo, in Africa? Tutti i finanziamenti vanno agli ospedali per guarire, salvare dalla morte per diarrea ed altre malattie semplicissime. A tre anni sono denutriti, e possiamo dare loro cibo con il giusto equilibrio dei fattori nutritivi, salviamo la loro vita. Edificante, soddisfacente per tutta la catena coinvolta. La pietà, i buoni sentimenti.

Non ho niente in contrario. Se il problema riguardasse casi singoli, piccole aree, capirei, direi: continuate. Ma non è così. Intere nazioni, tutta l’Africa sub sahariana, Uganda, Malawi, parti grandi dell’Angola, Burkina Faso, Sudan, Etiopia e così via, sono ampiamente in questa condizione di denutrizione in grandissime aree del loro paese. Aree ampie dell’America del sud, specialmente ove si trovano gli autoctoni. Se volete vedere direttamente un esempio, fate caso all’altezza della fronte in molti africani, anche 5 cm sopra il limite naturale: è denutrizione, non è la fronte alta dei greci classici.
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Seconda domanda: quale sarà il futuro di quei paesi, con così grande parte della popolazione che pensa a bassa velocità? Avranno risorse umane interne sufficienti?
Direi proprio di no. A cosa serve una scuola? Devi impiegare 100 volte il tempo che impieghi in Europa per dare un’istruzione ad un giovane? Non puoi!
Noi versiamo soldi, la cultura cristiana ci impone di fare del bene. Ma salviamo le prossime generazioni, diamo una possibilità di salvezza ad un paese? Oppure ci sentiamo buoni, cancelliamo i sensi colpa perché siamo grassi?

E’ giusto salvare un bambino che, a 4 km/h non potrà mai dare un contributo utile al proprio paese? Che sarà inevitabilmente un bracciante e nulla di più complesso? Lo lasciamo morire? Sarebbe meglio nutrire attentamente le donne incinte, i loro figli?
Tralasciamo per un momento i problemi pratici, come far arrivare veramente il cibo alle madri ed ai bambini, senza che intermediari voraci lo facciano sparire e lo rivendano, affrontiamolo dopo, per favore. Curare il bambino malato, dà al donatore una soddisfazione immediata, da morte a vita, subito. Nutrire una madre ed i suoi figli, significa che i risultati saranno evidenti e rilevanti tra 20-30 anni.

Possiamo andare a dire al donatore: dammi i soldi ma morirai prima di vedere i risultati, informerò i tuoi figli? Ritengo che l’attuale sistema di aiuti al terzo mondo sia completamente sbagliato. O aumentiamo di tre volte i finanziamenti e facciamo entrambe le cose, lenire la nostra coscienza e preparare lo sviluppo, o spostiamo i finanziamenti attuali sulle forniture controllate di cibo.

Se non cambiamo quello che fanno ora le ONG, l’Africa è condannata al sottosviluppo per altri 30-40 anni.
O è proprio questo che serve al sistema, tenere in caldo una mano d’opera non qualificata a basso costo, quando cucire i nostri vestiti in Thailandia sarà troppo caro? Se vogliamo che tutti, da qualunque paese provengano, abbiano delle possibilità, con una velocità di 670 km/h nelle sinapsi, allora dobbiamo lasciar morire i bambini denutriti di adesso. O no?
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Quale volete?


Folco de Polzer

 
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