POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
luglio 2017
ESEMPI DI ECONOMIA CIRCOLARE
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
«L’economia circolare non è una bella teoria. È una pratica possibile e doverosa. Possibile con pochi interventi al nostro sistema di gestione dei rifiuti, per rimuovere gli ostacoli, che, ad esempio, distorcono la concorrenza tra il recupero energetico e il recupero di materia»: lo hanno affermato i deputati del Movimento 5 Stelle Stefano Vignaroli e Alberto Zolezzi che oggi hanno illustrato in una conferenza stampa due proposte di legge e i risultati raggiunti dall’amministrazione pentastellata di Pomezia, alla presenza del sindaco Fabio Fucci.

«Tra gli imballaggi raccolti in modo differenziato nel nostro Paese, ve ne sono molti che trovano un’immediata possibilità di riciclo e di mercato come le bottiglie e i barattoli in vetro, i prodotti in carta e cartone, le bottiglie in PET, che hanno già da molti anni una loro filiera di riciclo. Vi sono, invece, altri imballaggi per i quali la collettività sostiene importanti costi che, senza adeguate politiche di impulso, trovano notevoli difficoltà di riciclo e, più spesso, sono destinate al recupero energetico tramite la termovalorizzazione o allo smaltimento in discarica.

Tra queste frazioni, vi sono gli imballaggi in plastiche miste, il cosiddetto Plasmix, così come anche lo stesso cdr può tornare a essere materia, essere trasformato "affamando" così gli inceneritori», ha spiegato Stefano Vignaroli illustrando la propria proposta di legge che prevede, tra l’altro, un sistema di incentivi per promuovere questi prodotti e la loro filiera. «Un primo risultato raggiunto è stata l’approvazione di un ordine del giorno che impegna il governo a utilizzare una parte di fondi per la ricostruzione post terremoto nell’acquistare prodotti frutto del riciclo», ha annunciato.

C’è in Italia un nucleo di imprese che si occupano del riciclo degli imballaggi di plastiche miste e che sono una piccola avanguardia che si scontrano sovente con condizioni sfavorevoli in un mercato più costoso e ancora in fase primordiale. «Dobbiamo incentivare il recupero della materia, e generando un circolo virtuoso, si può dare impulso alla filiera del riciclo. Proponiamo un credito di imposta che serva proprio a generare questa filiera e a creare quindi opportunità di lavoro virtuoso».

La proposta di legge di Zolezzi riguarda l’altro ramo del recupero materia, l’organico, che costituisce il 30 per cento in peso della produzione di Rsu e costa circa 3 miliardi di euro l’anno gestirlo. «Il recupero di materia con un compostaggio adeguato e con un basso contenuto di impurità è ancora residuale in Italia.

Nella nostra proposta di legge coinvolgiamo le scuole, per un’educazione al compostaggio e promuoviamo il compostaggio di comunità, per condomini e gruppi di edifici. Siamo schiavi della logica del turismo dei rifiuti: mentre va sviluppata la filiera corta e spostati quindi gli incentivi dalle plastiche al compost di qualità. Basti pensare che fanghi e digestati vengono offerti gratis ma intossicano il suolo mentre un compost di reale qualità costa fino a 15 euro a metro cubo e contestualmente arricchisce il suolo».

E, a proposito di rimozione degli ostacoli: « Stiamo ancora aspettando – sottolineano i due deputati – i regolamenti attuativi della legge sul vuoto a rendere proposta dal M5S e approvata nel collegato ambientale del 2016 . Dopo oltre un anno la sperimentazione non parte perché il ministero non ha ancora emanato i decreti».

L'esperienza di un comune a 5 Stelle
A esplicitare come l’economia circolare possa diventare buona pratica e buona amministrazione ci ha pensato Fabio Fucci, sindaco di Pomezia, che ha illustrato 4 anni di buon governo a 5 stelle: «Siamo passati dal 5 al 66% di raccolta differenziata di qualità – ha detto - Sulla riduzione dei rifiuti abbiamo lavorato parallelamente installando in città macchine erogatrici di acqua potabile per incentivare il riutilizzo di bottiglie: ora eroghiamo circa 3300 litri di acqua al giorno. Nel giro di quattro anni la produzione di rifiuti è diminuita del 14%, così come la Tari.

Nel 2013 quattro persone pagavano 300 euro, oggi ne pagano 239». Ed è stata trovata anche una soluzione per il litorale con le seconde case: «Non era pensabile coinvolgerli nel porta a porta. E così i proprietari attraverso la tessera sanitaria possono accedere a delle stazioni di raccolta dove poter gettare i rifiuti, sempre differenziandoli», ha precisato «Nel 2012 Pomezia pagava nei centri di preselezione 335 mila euro l’anno oggi riceve 535 mila euro l’anno dalla vendita di materiali recuperati. Inoltre un altro strumento per i cittadini è costituito dalle macchine mangia bottiglie: situate presso centri commerciali e anche farmacie permettono ai cittadini che gettano bottiglie di plastica di ottenere immediatamente sconti sulla spesa. Ha anche una funzione educativa perché così le persone hanno esattamente il senso del valore del rifiuto».

Roma, 6 giugno 2017
MoVimento 5 Stelle Camera dei Deputati - Ufficio Comunicazione

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni