La storia infinita della legge elettorale iniziata con il porcellum – che ha archiviato la legge Mattarella introdotta dopo il referendum popolare abrogativo della legge elettorale del senato del 1993 – proseguita con l’italicum e il consultellum, sembra avere trovato una svolta dopo l’accordo PD/FI/Lega Nord e la votazione degli iscritti al M5S. Sono dunque caduti gli ostacoli all’adozione di una legge elettorale basata sul modello tedesco? Ce lo diranno i comportamenti concludenti in parlamento.
Lasciando per il momento da parte il come e il se verrà attuata la riforma elettorale, sintetizziamo brevemente il funzionamento del sistema tedesco, partendo dalla costituzione (Legge fondamentale) per poi esaminarne la legge elettorale.
Diversi sono gli elementi di stabilità di questo sistema politico. La forma di governo federale - progettata per assicurare stabilità e prevenire le tensioni che avevano portato al fallimento della repubblica di Weimar - funziona grazie a una forte razionalizzazione che riguarda i procedimenti di nomina ed elezione del Cancelliere, l’istituto della sfiducia costruttiva, il circuito parlamento/esecutivo basato su un bicameralismo imperfetto e la legge elettorale tedesca con clausola di sbarramento(Sperrklausel).
Quanto al primo elemento relativo alla figura del Cancelliere, la Legge fondamentale tedesca(Grundgesets), prevede un Governo federale composto dal Cancelliere e dai Ministri. Il Cancelliere è eletto, su proposta del Presidente della Repubblica, dal Bundestag (Dieta federale eletta dal popolo) a maggioranza assoluta ed è nominato dal Presidente stesso. I ministri vengono nominati e revocati dal Presidente su proposta del Cancelliere, titolare in sostanza della decisione. Il Cancelliere stabilisce inoltre l’indirizzo politico del governo, ne assume la responsabilità e ne dirige i lavori sulla base di un regolamento stabilito dal governo stesso e approvato dal Presidente federale.
Risulta ancora più evidente il rafforzamento della posizione del Cancelliere dal più conosciuto elemento di stabilizzazione della forma parlamentare tedesca, cioè, la mozione di sfiducia costruttiva, in base alla quale il Bundestag può esprimere la sfiducia al Cancelliere solo eleggendone, con la maggioranza dei propri componenti, un successore e chiedendo al Presidente di revocare il Cancelliere. Da tutto questo, risulta chiara la posizione di preminenza che la Legge fondamentale assegna al Cancelliere - “primo tra ineguali” - nei rapporti con i Ministri.
Un ulteriore elemento di stabilità è dato dal fatto che la fiducia viene concessa al Cancelliere unicamente dal Bundestag, la Dieta federale eletta direttamente dal popolo. L’altra camera, il Bundersrat (Consiglio federale) non rientra nel rapporto fiduciario con il Cancelliere federale, poiché serve a assicurare rappresentanza ai componenti dei governi regionali dei Lander tedeschi.
Il sistema politico che risulta da questo assetto è bipolare con un multipartitismo temperato impostato sulla competizione tra i cristiano-democratici, CDU/CSU, e il partito socialdemocratico, SPD, ai quali si alleano i Verdi e il partito Liberale, FDP, che nel dopoguerra ha giocato il ruolo di ago della bilancia alleandosi ora con la SPD ora con i cristiano-democratici. Non sono mancate esperienze di grande coalizione (Große Koalition) regolamentate da un dettagliato contratto di coalizione tra i socialdemocratici e i cristiano-democratici.
Meno evidenti sono gli effetti di semplificazione sul quadro politico prodotti dal complesso sistema elettorale adottato per il Bundestag, la cui elezione avviene ogni quattro anni. È un sistema misto che viene denominato “proporzionale personalizzato” con doppio voto. Dei 598 seggi di cui è composto il Bundestag, il cinquanta per cento, 299 seggi, viene assegnato nei collegi uninominali in un turno unico, gli altri 299 seggi, il restante cinquanta per cento, sono attribuiti proporzionalmente ai candidati inseriti nelle liste di partito fino al raggiungimento dei seggi spettanti a ciascuna lista in ogni circoscrizione/Lander.
In pratica, col primo voto (Erststimme) viene eletto il candidato che ottiene più voti in ogni collegio uninominale. Il secondo voto (Zweitstimme) serve a votare le liste di partito in ciascun Lander su base proporzionale. Il sistema è a lista bloccata e quindi l’elettore non può esprimere alcuna preferenza tra i candidati presentati.
L'elettore ha invece la facoltà di disgiungere il primo voto dal secondo. Lo scrutinio proporzionale del secondo cinquanta per cento dei seggi è quello decisivo, in quanto da esso dipende la composizione del Bundestag, poiché il numero di seggi spettante a ciascun partito è determinato dal risultato del riparto proporzionale dei voti che può fare aumentare il numero degli eletti oltre i 598 previsti. Può accadere infatti che un partito ottenga nel Lander mandati diretti in eccedenza (nei collegi uninominali con il primo voto) rispetto ai seggi che nel Lander stesso gli spettano in base al calcolo proporzionale sui secondi voti ottenuti. In questo caso i seggi non vanno persi, ma, effettuato l’eventuale scorporo, il partito mantiene comunque tali mandati, anche se essi eccedono il numero di seggi spettanti.
Il partito ottiene così dei seggi “in soprannumero” rispetto ai 598 previsti al fine di mantenere il risultato proporzionale ottenuto con il secondo voto. Il numero dei componenti il Bundestag non è quindi fisso bensì variabile, di legislatura in legislatura, a seconda di quanti seggi “in soprannumero” si aggiungano al minimo di 598 seggi previsto per legge.
Gli effetti di governabilità del sistema politico sono assicurati dalla clausola di sbarramento (Sperrklausel), prevista dalla legge elettorale, ultimo elemento stabilizzatore. Questa clausola, correggendo gli effetti proporzionali della legge elettorale, ammette alla ripartizione dei seggi soltanto i partiti che abbiano ricevuto almeno il cinque per cento dei secondi voti validi espressi a livello nazionale, oppure, abbiano conseguito un seggio in almeno tre collegi uninominali, per la cosiddetta clausola alternativa (Alternativklausel).
Non sono ammessi apparentamenti di liste, volti al superamento dello sbarramento. Viene in tal modo semplificato il quadro politico senza compromettere un adeguato livello di rappresentatività. La Sperrklausel responsabilizza inoltre sia i partiti evitando che gli stessi presentino liste minori, sia gli elettori che concentrano il loro voto su partiti che hanno reali possibilità di superare lo sbarramento del cinque per cento al fine di evitale l’inutilità del proprio voto.
Questi in sintesi gli elementi del sistema politico tedesco che risulta permeato da una forte logica a favore della stabilità al fine di evitare il ripetersi della volubilità e frammentazione presente nella repubblica di Weimar, dove, dal 1919 al 1933, si avvicendarono ventuno governi, ma questa è un’altra storia.