Cosa mi resta della mia recente trasferta in Sicilia. 2 giorni intensi di incontri ed attività, tra Venerdi e Sabato scorso.
Mi resta l’incontro, appena arrivato, con gente come Giuseppe Dangelo e Daniel Cascio, persone che si stanno applicando con incredibile dedizione, ed un mix di professionalità e passione, ai programmi di raccolta differenziata e riduzione nei rispettivi territori. Con pratiche e risultati che continuano a costituire modello ed ispirazione per tanti altri. La virtù è contagiosa, lo sappiamo.
Mi resta il passaggio, Venerdi, ad Alcamo. Un centro di dimensioni importanti, che già era arrivato al 50% di raccolta differenziata; ma la nuova compagine amministrativa voleva superare il fatidico spartiacque, ricordo l’incontro che avemmo ad Ottobre con il Sindaco Surdo e l’Assessore Russo, potemmo fissare alcune idee sui passi possibili. La recente introduzione del sacco trasparente per la raccolta del rifiuto residuo, la riduzione delle frequenze di raccolta del residuo, ed alcune azioni mirate alle utenze non domestiche hanno consentito di raggiungere il fatidico 65% previsto dagli obiettivi nazionali.
Non si fermano qui, ovvio. Perché noi siamo “Sempre felici, e mai soddisfatti”. Il nuovo contratto di appalto prevede già la introduzione della tariffazione puntuale, gli strumenti li stanno allestendo. “Sempre felici, e mai soddisfatti”
Mi resta l’incontro pubblico ad Alcamo, fortemente voluto, organizzato e condotto da massimo Fudarò, sui temi della economia circolare e dei rischi di un futuro basato, in Sicilia, sugli inceneritori previsti dallo sblocca-Italia, o da quelli, più piccoli e più numerosi, con cui il Governatore regionale ha rilanciato.
Un uditorio attento alle argomentazioni – sapete che non parliamo solo, e neanche tanto, di ambiente: ma di economia, occupazione, rischi finanziari, emancipazione produttiva dei territori – un uditorio pronto non solo a recepirle, ma a perseguirne la applicazione operativa, la ottimizzazione progressiva dei sistemi di raccolta, le nuove istanze operative legate al riuso, allo sviluppo di una industria locale del riciclo, il ruolo centrale del compostaggio. Il selfie con Francesco Gruppuso a testimoniare antiche solidarietà, in tempi pionieri per questi temi.
Non poteva essere altrimenti, quel pezzo di Sicilia Occidentale da tempo cammina nella direzione giusta. Chi più velocemente, chi con passo più pesante, ma tutti nella direzione giusta.
Mi resta la Eco-nuotata di Venerdi mattina, nella riserva dello Zingaro, da Cala Capreria a Guidaloca, passando di fronte alla Tonnara di Scopello, un paesaggio che il mondo ci invidia e per questo messo sotto protezione. Se non avete idea, provate a cercare qualche immagine. Uno sforzo lungo 2 ore e mezza, 6 km di nuoto a 16 gradi, accompagnato in barca da Massimo Fundarò, francesco Tocco, Ezio Vesco, Giovanni Navarra ed altri amici che conoscono, amano quel mare e lottano per preservare quei luoghi; due ore e mezza in cui ho accarezzato il mare, pur tra acqua redda, onde contrarie e, in diversi passaggi, tappeti di meduse, una grande fatica per un grande atto di amore da parte di noi tutti: per ricordare, raccontare, urlare che nel mare vogliamo acqua pulita, e pesci, non plastica, che l’acqua fredda è bella come quella calda – e che è l’alternanza delle stagioni che rende entrambe belle, piacevoli. Che le strategie Rifiuti Zero ci danno uno strumento formidabile, preservando la “energia incorporata” nei beni e nei materiali, per ridurre i gas-serra e l’attuale tendenza al riscaldamento globale.
Onde, freddo, meduse. Ma intanto che la fatica cresceva, io pensavo ad una sola cosa: che non mi era mai capitato di nuotare in un posto così bello.
Mi resta l’arrivo alla spiaggia di Guidaloca, dove gli amici delle reti ambientaliste locali avevano esposto lo striscione “Mare Libero”, segno e retaggio di altre battaglie, altre resistenze, per preservare quei luoghi ed impedirne la deturpazione e la privatizzazione.
Mi resta l’incontro serale con altri amici di Alcamo, in una magnifica cena informale negli spazi del Parco Suburbano dato loro in gestione, tra pizze cucinate al momento e torte preparate da loro, immergendoci nei sapori esaltati dalla serata gentile e dalla sapiente combinazione degli ingredienti, intanto che discutevamo con Rosanna, i suoi amici e l'Assessore Russo di raccolta differenziata, rifiuti zero, tariffazione puntuale, centri del riuso.
Le pizze condite dalla passione condivisa, oltre che dai sapori di quella terra.
Mi resta, potente, l’emozione dell’incontro del mattino successivo a Bagheria, in un luogo confiscato alla mafia, ove una volta sparivano le persone, i corpi sottoposti all’insulto dell’acido, ed ora invece nascono le idee, i progetti condivisi di una comunità. Tanti, tantissimi ragazzi ad ascoltare, partecipare, sorridere, la giovane Amministrazione guidata dal Sindaco Patrizio Cinque con noi a testimoniare la centralità della raccolta differenziata per un progetto di emancipazione collettiva, il sostegno di tante reti associative attive su quel territorio, unite da quello stesso collante.
Una emozione potentissima.
Mi rimane la presentazione, in quello stesso incontro, da parte di Salvo Cocina, che da tempo, avendo la responsabilità della promozione delle raccolte differenziate nell’Isola, porta avanti l’impegno di dare visibilità alle Amministrazioni che fanno bene, e sono sempre di più, e non è giusto che i loro preziosi sforzi rimangano impantanati nella serie delle medie regionali; medie ingenerose, poiché sembrano sempre descrivere una realtà in cui i meriti di chi le cose le fa, e bene, vengono occultati dai numeri generati da chi ancora non le fa.
Invece, dare visibilità ai primi serve a fare vedere che a qualunque latitudine l’impegno premia. E che se premia ormai in tanti comuni, la domanda non deve più essere “ma la raccolta differenziata può funzionare in Sicilia?”; quanto invece: “ma se lo fanno in quel Comune siciliano, perché non lo fanno in quell’altro, lì accanto?” . Montelepre, Isola delle Femmine, Alcamo, Misterbianco, Belpasso, Zafferana, e tanti altri buoni esempi sono pronti a raccontare agli altri Comuni i segni di un futuro possibile, e la straordinaria normalità delle cose che si fanno in tali Comuni. Segni di un futuro possibile.
Mi rimane l’ultimo paio d’ore passato in amicizia con gli attivisti delle reti RZ locali, Totò Ajello,Salvatore Durante, Caterina Licatini, i loro parenti, amici, compagni di strada, gente straordinaria, in grado di applicare la determinazione alle cose importanti, coniugare la forza della denuncia e la cortesia dei rapporti umani, la lucidità dei concetti e la vivacità delle espressioni; amici che testardamente si applicano a cambiare la Sicilia a partire dalla relazione con i materiali post consumo.
Modificare questa relazione apre opportunità, cambia prospettive, consolida la dimensione collettiva delle cose. Un grande gruppo.
Mi rimangono tante cose. Quante cose. Che ricchezza.
Sono una persona fortunata.
(per gentile concessione, da Facebook)