luglio 2015
L'ENCICLICA DI PAPA FRANCESCO
I commenti del mondo ambientalista - ALLEGATI: testo integrale dell'Enciclica LAUDATO Si' - testo del CANTICO DELLE CREATURE di San Francesco
Già in precedenza altri papi, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI in particolare, hanno dedicato attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e della natura, ma la recente enciclica di Papa Francesco costituisce una vera novità sia per il mezzo usato, una enciclica, sia per il contenuto: una analisi cruda e realistica dello stato attuale dell’ambiente, ma soprattutto una lettura delle cause che collegano politica, economia, morale in un continuo dal quale poi trarre la conclusione della necessità di un cambiamento radicale.
Dedichiamo parte di questo numero dell’Officina a questo importante documento proponendo oltre al testo integrale della enciclica (VEDI ALLEGATO 1 qui sotto) anche il testo originario del Cantico delle Creature di San Francesco (VEDI ALLEGATO 2 qui sotto) al quale l'enciclica si richiama non solo per il titolo, ma anche e soprattutto per l’approccio: la necessità di essere in armonia con il creato, la natura, i poveri e gli abbandonati, l’impegno nella società, la pace interiore ovvero con Dio.
Davvero bello e poetico il riferimento a considerare che “così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che (San) Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era di cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le creature”.
Da segnalare anche il riferimento al Patriarca Bartolomeo, del quale è nota la forte sensibilità ai temi ambientali e che ha definito lo stravolgimento e la distruzione dell’ambiente da parte dell’uomo, “un crimine contro la natura, contro noi stessi e un peccato contro Dio”.
Allo stesso tempo ci ha invitato a un cambiamento dell’essere umano, ovvero a non affrontare solo i sintomi, ma a passare dal consumo al sacrifico, dalla avidità alla generosità, dallo spreco alla condivisione.
Molti i commenti da parte del mondo ambientalista.
"Mettendo l'etica di nuovo al centro della questione ambientale, l'Enciclica Laudato si', si basa sulla valutazione dell'IPCC per sviluppare un discorso teologico e morale. E giunge alle stesse conclusioni: i cambiamenti climatici pongono una questione morale ed etica fondamentale di giustizia sociale che richiede un cambiamento radicale nelle politiche, negli stili di vita e visioni del futuro. Non è solo un forte messaggio ai 1,2 miliardi di cattolici nel mondo, ma è, in un certo senso, il suono del corno di Gabriele per tutti, e ovunque".
(Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia)
"Il messaggio di Papa Francesco aggiunge un approccio morale, tanto necessario per il dibattito sul clima. Il cambiamento climatico non è più solo una questione scientifica; è sempre più una questione morale ed etica. Esso colpisce le vite, i mezzi di sussistenza e i diritti di tutti, in particolare delle comunità povere, emarginate e vulnerabili.
"Di fronte a questa sfida con la natura e la famiglia umana, dobbiamo rispettare la nostra casa comune e usarla con giudizio e con giustizia. Solo riscoprendo la nostra solidarietà con l'altro, riducendo gli sprechi e adottando consumo e produzione sostenibili, possiamo salvare il pianeta, la sua vibrante diversità della vita e garantire un futuro prospero per tutti noi.
"Il WWF, in quanto organizzazione ambientalista, è mosso dallo stesso impulso ad avere un mondo in cui gli esseri umani possano vivere in armonia, sia tra di loro che con la natura, con equità e solidarietà.
"Ci auguriamo che la maggiore attenzione di quest’anno sui cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile si trasformi in veri e propri impegni di tutti i governi. Il 2015 deve essere l'anno di decisioni concrete, giuste e di ampia portata, l'anno in cui nessuno potrà sottrarsi all'azione ".
(Yolanda Kakabadse, Presidente del WWF Internazionale)
L’ambiente è al centro del cambiamento. Se dovessi sintetizzare in uno slogan l’Enciclica Laudato si’ di papa Francesco, questo potrebbe esserne l’estremo condensato. Ma, per noi ambientalisti, è ancora più importante come questo filo conduttore si intrecci con altre e altrettanto fondamentali questioni. Le cose che diciamo da anni trovano oggi un’autorevolissima conferma, incastonata, per di più, in una ineludibile sollecitazione etica e spirituale, per i non credenti, e religiosa, per i credenti. Le questioni che rappresentano la nostra stessa ragion d’essere non sono un fattore marginale o di nicchia, ma sintomo ed insieme soluzione delle più gravi patologie dell’era contemporanea.
… Papa Francesco ci dice, e lo ripete più volte, che il cuore del problema è che la crisi ecologica e quella sociale sono due facce della stessa medaglia: l’una non si risolve senza l’altra e viceversa. “La stessa logica che rende difficile prendere decisioni drastiche per invertire la tendenza al riscaldamento globale è quella che non permette di realizzare l’obiettivo di sradicare la povertà”. La più evidente conseguenza “è il tragico aumento di migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali”.
Per chi come Legambiente, già quindici anni fa promuoveva una campagna che si chiamava Clima e povertà, parlava di giustizia climatica e ha posto con forza il tema dei profughi ambientali, e più recentemente ha insistito sul rapporto inscindibile tra soluzione delle emergenze ambientali e disuguaglianze sociali, dà una certa soddisfazione, ma ci chiama anche a nuove sfide. La cultura ecologica non può limitarsi a rispondere alle emergenze, ma deve produrre “uno sguardo diverso” perché “un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale” e “la crisi ecologica è una manifestazione esterna della crisi etica, culturale e spirituale della modernità”. Questo è il centro del messaggio. Qui stanno anche le nostre nuove responsabilità.
(Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Legambiente)
Un ultimo riferimento a quella parte della enciclica nella quale si sono affrontati i collegamenti tra economia , ambiente e società: qui si sostiene che la polita non deve sottomettersi alla economia, “oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al servizio della vita, specialmente della vita umana.
Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma azione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa ed apparente cura”.
Sergio Saladini