LE NORME SUGLI ECOREATI DIVENTANO LEGGE: PERCHE' DOLERSENE.
In parlamento dal M5S a Sel al PD tutti d’accordo per dire si ad una norma che avrà effetti drammatici sulle inchieste.
Ma quel che conta nella politica italiana, molto più attenta alla comunicazione globale è non alla sostanza e al merito dei problemi, è quello che si vuole far credere attraverso sapienti campagne di comunicazione che omettono di dire alcune verità.
Non posso tacere.
La mia storia mi impone di dire quello che penso anche diversamente da quanto pensano altri ambientalisti con cui negli anni ho condiviso molte battaglie.
Bisogna dire la verità!
Con la legge sugli ecoreati è stata approvata una norma gravissima che renderà impossibile lazione della magistratura per contestare i disastri ambientali e quindi lo svolgimento dei processi.
Con questa norma approvata l’inchiesta sull’Ilva “Ambiente Svenduto“ e quindi il processo, non ci sarebbero mai stati.
Non si potranno più svolgere i processi contro quelle grandi industrie che impunemente hanno inquinato e attentato alla salute dei cittadini, ma lo hanno fatto in nome di un’autorizzazione dello stato.
E’ l’introduzione della norma del disastro ambientale abusivo previsto dal nuovo art.452 quater del codice penale e così appare chiaro che era altro che si voleva e che la scelta dell'”abusivamente” tende, in realtà, ad evitare, comunque, l’intervento giudiziario, facendo dipendere l’esistenza del delitto da un intervento solo amministrativo quale è il rilascio di un’autorizzazione.
Insomma, mano libera all’industria inquinante e basta con questi giudici troppo zelanti! Inoltre il disastro ambientale abusivo per essere disastro il deterioramento ambientale di aria, acqua deve essere misurabile e devono essere compromesse porzioni significative di suolo e sottosuolo senza dire, però, che cosa significa e come si misura.
E quali sono le “porzioni significative” del suolo e del sottosuolo?
Insomma, sembra quasi che il vero scopo sia quello di creare scappatoie per gli inquinatori e non di tutelare la salute e l’ambiente.
Con buona pace della Costituzione e dei dettami della U.E.. Penso al petrolchimico di Priolo-Augusta-Melilli chiamato anche il triangolo della morte, a Taranto, Crotone, Vado Ligure, Trieste a quei tanti luoghi che in Italia inquinano per autorizzazione di stato che non potranno più essere perseguiti dalla giustizia.
“Continuando così, resta solo da aspettarsi che anche l’omicidio venga presto modificato nel senso che occorre, sì, cagionare la morte di un uomo. Ma abusivamente.” (cfr. Gianfranco Amendola procuratore della Repubblica).
Ma non finisce qui.
Il 2 aprile 2015, è entrato in vigore il decreto legislativo n. 28/2015, “Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67”, che depenalizza anche i reati contro l’ambiente, la pubblica amministrazione, gli altri animali, la salute pubblica.
Infatti, il decreto legislativo n. 28/2015 dà attuazione della delega ricevuta dal Parlamento con la legge n. 67/2014 per “escludere la punibilità di condotte sanzionate con la sola pena pecuniaria o con pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni, quando risulti la particolare tenuità dell’offesa e la non abitualità del comportamento, senza pregiudizio per l’esercizio dell’azione civile per il risarcimento del danno e adeguando la relativa normativa processuale penale”. La pena dell’arresto “è destinata ad essere eliminata dalle pene principali e ad essere sostituita dall’arresto domiciliare”. In questa depenalizzazione rientrano quasi tutti i reati ambientali e urbanistici, dalla lottizzazione abusiva (art. 30 L del D.P.R. n. 389/2001 e s.m.i.) alla violazione del vincolo paesaggistico (art. 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), dall’inquinamento delle acque (art. 137 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.) al traffico illecito di rifiuti (art. 259 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).
In parlamento dal M5S a Sel al PD tutti d’accordo per dire si ad una norma che avrà effetti drammatici sulle inchieste. Ma quel che conta nella politica italiana, molto più attenta alla comunicazione globale è non alla sostanza e al merito dei problemi, è quello che si vuole far credere attraverso sapienti campagne di comunicazione che omettono di dire alcune verità.
In nome del popolo inquinato io dico la verità anche se questa mi costerà ulteriori attacchi”.
Questo il pensiero di Angelo Bonelli cooportavoce della Federazione dei verdi.
Fonte:
www.verdimanduria.it