MARE NOSTRUM: ORGANIZZAZIONI UMANITARIE IN ALLARME. IL PREMIER RENZI ALLA PROVA DEI FATTI.
L’operazione Mare Nostrum chiuderà il 1° novembre. Sostituita da Triton, operazione gestita dall’agenzia UE Frontex, che non ha tra i suoi obbiettivi il soccorso in mare ma il controllo delle frontiere.

Tutti abbiamo sentito dai mezzi di informazione notizie sul passaggio dall’operazione Mare Nostrum all’operazione Triton per il recupero ed il soccorso in mare dei profughi e dei migranti che fuggono dalle guerre e dalla povertà che infestano le regioni vicine.
Ma c’è un fatto di cui forse non siamo stati sufficientemente informati: le grandi organizzazioni umanitarie come UNHCR, Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Save the Children ed altre, sono in serio allarme.
Considerato il fatto che non si tratta certamente di pericolose organizzazioni di facinorosi estremisti sarà necessario capire meglio cosa stia accadendo: segnali politici contraddittorii provenienti dal governo e dalla UE giustificano questo allarme.
Vediamo i fatti.
L’operazione
Mare Nostrum, operazione italiana militare e umanitaria, chiuderà il 1° novembre. Sarà sostituita da Triton, operazione gestita dall’Agenzia UE Frontex, che non si occuperà di soccorso in mare ma di controllo delle frontiere.
Il premier Renzi il 3 ottobre scorso ha rilasciato la seguente dichiarazione “Mare Nostrum non sarà mai abbandonato fino a che non ci sarà un impegno dell’Unione Europea uguale, o possibilmente superiore, e cioè in grado di intervenire di più e meglio di quello che ha fatto l’Italia”.
(video Renzi)
Il 16 ottobre, il ministro degli interni Alfano, ha precisato con un tweet che “Mare Nostrum, operazione a tempo, non conviverà con Triton”.
(Tweet Alfano)
La chiusura definitiva di Mare Nostrum è pertanto prevista per il 1° novembre 2014.
Per la stessa data è previsto l’inizio operativo della operazione Triton, organizzata e diretta dalla Agenzia UE Frontex.
Questo autorizzerebbe a pensare che Triton acquisisca tutti gli obiettivi di Mare Nostrum ed anzi li potenzi, tenuto conto del’’intervento dell’Unione Europea.
Ma la situazione è molto più critica.
Già il 27 settembre il ministro degli interni Alfano ed il commissario europeo Marlstrom avevano illustrato l’operazione Triton e ne era uscita una ipotesi di riduzione dell’area di intervento, limitata alle acque territoriali.
(Video Alfano) e
(Video Marlstrom)
L’operatività di Mare Nostrum si spingeva invece fino alle coste africane e molti dei 100.000 profughi e migranti salvati sono stati soccorsi fuori dalle nostre acque territoriali.
Inoltre, il 16 ottobre, il direttore esecutivo di Frontex, Gil Arias Fernandez, ha precisato che “Mare Nostrum” e “Triton” non sono la stessa cosa e neppure il proseguimento della vecchia operazione con nuovo nome. Il direttore ha aggiunto che le agenzie dell’UE non possono sostituire gli stati membri nella responsabilità di controllare le loro frontiere ma possono solo offrire supporto, ed hanno lo scopo di controllare le frontiere e non di cercare e soccorrere profughi e migranti. Fernandez ha concluso che il mantenimento, la riduzione o la conclusione di Mare Nostrum sono decisioni che spettano al governo italiano.
Le grandi organizzazioni umanitarie come UNHCR, Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Save the Children ed altre, hanno tutte pubblicato comunicati stampa di grande preoccupazione in quanto non è affatto chiaro cosa accadrà nel mar Mediterraneo dopo l’1° novembre.
Attendiamo il presidente del consiglio Renzi alla prova dei fatti circa l’impegno umanitario nel Mediterraneo, e soprattutto speriamo che non sia un nuovo tragico incidente, come quello di Lampedusa del 2013, a costringere il governo e l’UE a maggiore chiarezza ed umanità di intenti.
Per maggiori informazioni su questo argomento:
Comunicati stampa delle organizzazioni:
Amnesty International Qui è possibile firmare l’appello di Amnesty
S.O.S. EUROPE: LE PERSONE POI LE FRONTIERE
UNHCR
Medici Senza Frontiere
Save the Children
Articoli dei giornali:
ANSA
Il Post.it
Europaquotidiano.it
Avvenire
Espresso
Infine, per aggiungere qualche ulteriore motivo di riflessione vi propongo un documentario duro e coinvolgente: potremo capire da cosa scappano profughi e migranti.
Siamo sicuri che qualche nostro reato di omissione, di pigrizia, o di indifferenza non ci renda complici di quanto accade oggi nel nostro mondo?
Anche se il documentario che segue è in lingua inglese, le immagini sono inequivocabilmente chiare.
DOCUMENTARIO della TV ALJAZEERA: TRA IL DESERTO ED IL FUOCO