rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - MAGGIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
maggio 2014
GLI UCCELLI DI MARE: LA STERNA
Le sterne o rondini di mare sono uccelli di medie dimensioni, da 20 a 56 centimetri di lunghezza, con un profilo aerodinamico, lunghe ali aguzze, coda profondamente forcuta e volo aggraziato.
Hanno un piumaggio tipicamente bianco nella parte inferiore e grigio in quella superiore; in alcune specie è presente un cappuccio nero sul capo. Nelle sterne che frequentano zone paludose la colorazione è più scura e a volte nera, come nel mignattino comune (Chlidonias nigra), nella sterna nera (Anous tenuirostris) e nella sterna stolida (Anous stolidus).
La rondine di mare inca (Larosterna inca) è particolarmente variopinta, con dei bianchi baffi e delle gialle caruncole che spiccano su un fondo blu ardesia.
Il becco varia a seconda dell’alimentazione, spesso è vivacemente colorato di giallo, rosso o nero.
Hanno un volo possente e disinvolto e nonostante abbiano zampe palmate, non amano molto restare nell’acqua.
Le sterne sono tendenzialmente monogame e tendono a tornare sempre nello stesso luogo di nidificazione dell’anno precedente; nidificano a terra, per lo più in colonie.
La sterna bianca (Gygis alba) è l’unica sterna con il piumaggio completamente bianco, è diffusa in tutti gli oceani tropicali e subtropicali e ha l’abitudine di non costruire alcun nido, ma di deporre un unico uovo all’intersezione di due rami.
Se si escludono le terre del regno dei ghiacci, le sterne hanno conquistato ogni latitudine; in base alle preferenze ecologiche si possono suddividere le sterne in due gruppi, quelle che vivono in mare e quelle che preferiscono le paludi e gli acquitrini.
Frequentano il mare il fraticello (Sterna albifrons), presente in tutte le aree costiere d’Europa e che sverna in Africa; la sterna zampenere (Sterna nilotica) diffusa in tutto il mediterraneo e che sverna anch’essa in Africa; la sterna comune o rondine di mare (Sterna hirundo) che nidifica in colonie in tutta Europa, in particolare in quella orientale e che nel periodo autunnale migra in Africa occidentale e meridionale; la sterna maggiore (Sterna caspia) che nidifica nelle aree costiere della Scandinavia e che compie un lungo percorso migratorio attraversando il deserto del Sahara e andando a svernare in Africa occidentale. Alcune specie di palude sono il mignattino comune, quello piombato (Chlidonias hybridus), la sterna nera e quella stolida.
Tra le sterne si trova l’uccello che detiene il record di migrazione, la sterna codalunga (Sterna paradisaea); essa migra, durante la stagione autunnale, dalle aree di riproduzione situate nelle regioni artiche fino all’Antartico, compiendo un percorso di circa 22.000 chilometri.
Tra i miti antichi esisteva un uccello misterioso cantato dai poeti e descritto dai naturalisti antichi del quale non si è mai scoperta l’identità: l’alcione. Alcuni sostengono che la descrizione ricordi quella della sterna, soprattutto per quanto riguarda le sue abitudini riproduttive e comportamentali, altri invece sostengono che si tratti del martin pescatore (Alcedo atthis), più corrispondente alla descrizione fisica, che però vive solo dove c’è acqua dolce.
Plinio il Vecchio così raffigurava l’alcione:
“I mari e i naviganti conoscono i giorni in cui si riproducono. L’uccello è poco più grande di un passero, di colore azzurro scuro e nella parte inferiore purpureo, il collo è variegato di penne candide, il becco esile e allungato. Sono di due specie: la prima si distingue per la grandezza e il canto: la seconda, più piccola, canta nei canneti. È rarissimo vedere un alcione, tranne al tramonto delle Pleiadi e intorno ai solstizi o a metà dell’inverno; talvolta, dopo aver volato intorno a una nave, subito va a nascondersi. Si riproducono a metà dell’inverno e quelli sono chiamati giorni alcionii, durante i quali il mare è calmo e navigabile, specie quello di Sicilia. Costruiscono i nidi sette giorni prima del solstizio d’inverno e depongono le uova altrettanti giorni dopo. I coronidi suscitano meraviglia: hanno la forma di una palla leggermente compressa, con un’imboccatura molto stretta che li fa assomigliare a grosse spugne. Non si può spezzarli con un spada, ma s’infrangono con un colpo forte, come la spuma secca del mare. Non si con quale materiale vengano composti: si pensa da spine di pesci muniti di aculei perché gli alcioni si nutrono di pesci. Risalgono anche i fiumi. Depongono cinque uova alla volta”
Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006