
Recentemente i giornali e l’opinione pubblica di tutto il mondo si sono appassionati alla vicenda di Marius giraffa ospitata, insieme ad altre, nello zoo di Copenaghen ed alla scelta della direzione dello zoo di procedere alla sua eliminazione per vincoli di spazio e di risorse, motivando inoltre la scelta con il fatto che lo zoo danese partecipa ad un programma della Associazione Europea di Zoo e Acquari, la quale detta rigide regole sulla consanguineità, vietando la riproduzione tra parenti allo scopo di mantenere sane le specie all'interno della struttura.
Molte le manifestazioni di animalisti che hanno tentato di bloccarne l'esecuzione, ma la eliminazione ha avuto luogo e come se non bastasse, una volta ammazzata, la povera giraffa è stata mostrata ai bambini e poi la sua carne è stata destinata a nutrire altri animali carnivori presente nello zoo.
Chiariamo subito che l’Associazione Europea degli zoo ed acquari ( EAZA) rappresenta 345 istituzioni ed organismi in 41 nazioni ed ha quale propria missione il facilitare la cooperazione tra zoo ed acquari europei favorendo obiettivi di educazione, ricerca e conservazione delle specie.
Ciò significa quindi che tale associazione ha una riconosciuto ruolo guida per i comportamenti degli zoo.
Ciò nonostante le osservazioni che ci vengono sono molte, in primis:
Non c’erano altre modalità oltre alla soppressione per evitare l’eventuale riproduzione tra consanguinei?
Non esisteva la possibilità di sterilizzarla onde evitare tale eventualità?
Era veramente impossibile riportarlo in Africa per un suo eventuale reinserimento in natura?
Inoltre, perché sono state ignorate le offerte di ospitalità pervenute da altri zoo, quali lo Yorkshire Wildlife Park nel Regno Unito, che ha una casa per giraffe e la possibilità di
ospitare un maschio in più, così come anche un altro zoo parco olandese?
L'Enpa, l'ente nazionale per la protezione animali, è intervenuta presso l'Eaza ed ha assicurato che si rivolgerà al Parlamento Europeo per il fatto «gravissimo e inaccettabile che viola oltre che ogni logica, numerose normative».
Piena la copertura è stata data, al comportamento ed alle scelte dello zoo di Copenaghen, da parte della EAZA che ha cercato di spostare l’attenzione sul tema del traffico illegale degli animali e che in modo quasi sprezzante ha sostenuto, per bocca del suo direttore Dottor Lesley Dickie, che “preoccupazione ed attenzione devono essere concentrate sulle questioni reali che incidono sul futuro, nel nostro pianeta, delle specie come le giraffe e non sulla cura esemplare ‘dalla culla alla tomba’ dei piccoli branchi ,come quello ospitato nello zoo di Copenaghen.
Resta, comunque, da stigmatizzare la crudeltà e soprattutto la sua spettacolarizzazione.