POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
febbraio 2014
RISCALDAMENTO GLOBALE CONSEGUENZE IN AUSTRALIA ED IN AMERICA DEL NORD
fotofotoBasterebbero queste immagini a spiegare di cosa stiamo parlando -50 gradi in America, + 50 gradi in Australia!
“Mentre sull’emisfero boreale la stagione invernale comincia ad entrare nel vivo, fra alti e bassi (l’inverno latiterà ancora su gran parte del continente europeo e sulla Russia europea), nell’emisfero australe l’estate è già partita, assicurando le prime intense ondate di calore (meglio definite in inglese con il termine di“heat waves”) fra America meridionale, Sudafrica e Australia.

Al momento le aree desertiche dell’Australia centro-occidentale risultano quelle più calde e aride di tutto il pianeta, dove si raggiungono le temperature più elevate, con picchi sopra i +47°C +48°C.
Vaste aree del territorio australiano sono state interessata da una vasta ondata di calore che ha spinto i termometri oltre la soglia dei +46°C +47°C, con picchi di +48°C all’ombra in pieno deserto, soprattutto nelle depressioni del deserto di Simpson e nel deserto di Gibson. In qualche punto non è escluso che si potranno avvicinare pure i fatidici +49°C. “

Mentre scriviamo, i giornali riportano notizie preoccupanti degli Australian Open di tennis che si stanno tenendo a Melbourne dove Frank Dancevic e’ svenuto in campo a causa del caldo eccessivo durante il secondo set del match di primo turno in cui stava affrontando il francese Benoit Paire.
Frank Dancevic ha affermato:” a un certo punto ho avuto le allucinazioni, ho visto Snoopy e ho pensato: ‘Questo è un po’ strano’, ma ho continuato a giocare senza dare troppo peso a ciò che vedevo”.

Nel frattempo, in Nord America , dopo mesi di pesanti anomalie termiche positive, proseguite per svariate settimane, l’inverno sta dando il peggio di se, “la recente ondata di gelo e neve che ha travolto gran parte del territorio canadese e gli Stati Uniti centro-settentrionali, dal North Dakota fino alle coste del New England, è stata partorita proprio dalla recente spaccatura del vortice polare troposferico, che proprio durante il periodo natalizio si è scorporato in due grandi “lobi”principali, colmi di aria molto gelida, d’estrazione polare, a tutte le quote.
(Fonte meteoweb.eu aa.vv. gennaio 2014, Daniele Ingemi)

Tutto questo è, secondo gli esperti, da ricondurre al riscaldamento globale, infatti “Il global warming causa un indebolimento del polar vortex, con formazione di meandri di aria fredda che si insinua nelle zone temperate; è ciò che accade nel nord est degli USA, con temperature calate decine di gradi sotto lo zero.

“Questo inizio 2014 verrà ricordato per le temperature estremamente basse registrate nel nord est degli USA: -12 a Chicago, -23 a Minneapolis fino al record di -56 °C a Duluth, Minnesota.
Come al solito, la causa va ricercata nel global warming, per quanto la cosa possa apparire paradossale a prima vista. Il freddo estremo è infatti dovuto ad uno spostamento verso sud dei meandri della corrente a getto polare (nota anche come onda di Rossby), come si può vedere dal grafico tratto dal sito di previsioni ECMWF (1). E’ da notare che si sono registrate zone di freddo intenso fino a latitudini di 40 °C

A grandi linee questo significa che la minore copertura di neve sulla terra e di ghiaccio sul mare determina un maggiore assorbimento di energia nelle zone artiche con conseguente maggiore evaporazione e alterazione dei gradienti di temperatura e pressione del vortice polare, causandone un indebolimento.

Crescono così i meandri del vortice verso sud e verso nord, con l’effetto di avere temporaneamente zone fredde nelle temperate e zone calde in quelle artiche, come si vede nello schema qui sotto.”
(www.ecoblog.it EcoAlfabeta 7 gennaio 2014)

Fonti: www.ecoblog.it, www.galileonet.it, www.meteoweb.eu, www.corrieretennis.com
La Redazione
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