maggio 2013
L'AGENDA ECONOMICA POSSIBILE
Dopo le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio scorso, l’Italia ha impiegato più di due mesi per darsi un governo dotato di pieni poteri. In questo lasso di tempo, mentre i nostri rappresentanti politici cercavano un compromesso sull’elezione del capo dello stato e sulla composizione del nuovo governo, hanno chiuso altre tremila imprese, appesantendo ulteriormente la già negativa situazione economica e occupazionale.
E’ quindi sul campo economico che il governo dovrà rispondere al Paese cercando di porre in essere misure adeguate a fermare la crisi economica, incrementando produzione, occupazione, e, ripristinando quelle condizioni minime di benessere a favore dei singoli e delle famiglie.
Sicuramente una prima guida per l’azione di politica economica del governo è costituita dall’”Agenda possibile” il documento in materia economico-sociale ed europea redatto dai saggi nominati dal Presidente della Repubblica al fine di riavviare lo sviluppo economico, renderlo più equo e sostenibile.
La principale emergenza da affrontare per il documento è quella del lavoro e della conseguente crescita della povertà poiché è a rischio di povertà ed esclusione sociale il 28,4 per cento dei residenti nel nostro Paese.
Lo sviluppo economico equo e sostenibile è la via per ottenere questo risultato, in termini di equità fra generazioni, fra donne e uomini, fra ceti e territori diversi, pur nel rispetto delle compatibilità di bilancio.
La cornice, entro cui impostare queste politiche economiche e sociali, è costituita da:
- la Costituzione dove sono indicati i principi fondamentali a tutela del lavoro, della famiglia, del risparmio, dell’iniziativa economica, della proprietà, dei diritti civili e sociali ai quali occorre attenersi;
- le regole europee, comprese quelle in materia di finanza pubblica;
- il mantenimento della coesione sociale e la tutela dei risparmiatori.
Vi è poi la raccomandazione iniziale di destinare qualsiasi eventuale sopravvenienza finanziaria alla priorità dell’emergenza lavoro e del sostegno alle persone in grave difficoltà economica, attraverso un alleggerimento dell’imposizione diretta sul lavoro e del sostegno alle famiglie più povere.
Viene evidenziata anche la necessità di proseguire e rafforzare l’opera di riduzione e revisione della spesa pubblica delle pubbliche amministrazioni centrali e locali, in modo da obbligarle tutte a spostarsi sulla “frontiera dell’efficienza”, modificando comportamenti stratificati nel tempo.
Al fine di produrre effetti sulla crescita economica si potrebbero introdurre, da un lato, un credito di imposta per i lavoratori a bassa retribuzione. Questo non solo risponderebbe a esigenze equitative, ma potrebbe costituire un incentivo alla partecipazione del lavoro attraverso l’incremento dei redditi netti da lavoro, che potrebbe a sua volta contribuire all’emersione di occupazioni irregolari. Dall’altro lato, occorrerebbe facilitare il rilascio di maggiori finanziamenti alle piccole e medie imprese (PMI) attraverso un aumento della dotazione del Fondo Centrale di Garanzia (FCG), e, accelerare l’utilizzazione dei Fondi strutturali dell’Unione europea, rafforzando la sinergia fra amministrazioni centrale, regionali, locali e imprese
Importanti sono anche le misure per aumentare l’efficienza delle amministrazioni pubbliche e fornire migliori servizi alle imprese e ai cittadini come completare il pagamento dei debiti commerciali verso le imprese, rafforzare gli obiettivi di riduzione degli oneri, potenziare la disciplina pro-semplificazione per garantirne l’effettiva attuazione, accelerare l’adozione dei costi e dei fabbisogni standard, aumentare la trasparenza delle prestazioni delle singole amministrazioni attraverso la diffusione dei dati sui servizi resi, i loro costi e le pratiche migliori.
Rilevanti sono anche le previsioni per rilanciare il ruolo dell’Italia negli scambi internazionali accrescendo l’operatività in materia di assicurazione e finanziamento delle esportazioni, e utilizzando l’opportunità dell'Expo2015 per mobilitare istituzioni e sistemi produttivi ai fini di un rilancio dell’immagine italiana nel mondo e per assicurare il massimo impatto dell’evento sull’economia nazionale.
Importanti risorse devono essere destinate a potenziare il settore turistico e valorizzare il patrimonio culturale attivando diversi strumenti di partnership pubblico-privato
Per rafforzare uno dei punti deboli del Paese occorre anche favorire la ricerca, l’innovazione e la crescita delle imprese attraverso la costituzione di un Fondo di investimento pubblico-privato, il riconoscimento di un credito d'imposta a fronte di spese per Ricerca e Sviluppo, il sostegno delle PMI nella partecipazione alle gare per i fondi dell’Unione europea e misure per potenziare il sistema pubblico della ricerca
Per migliorare il sistema tributario occorrerebbe migliorare il rapporto tra fisco e cittadino e fare approvare dal Parlamento il disegno di legge di delega fiscale per l’attuazione di riforme attese da tempo, come quella del Catasto e del diritto penale tributario, interventi volti alla semplificazione, al miglioramento della riscossione, al potenziamento degli strumenti contro l'evasione, al ridisegno e alla semplificazione del sistema delle cosiddette “spese fiscali” e dell’istituto dell’interpello, cercando anche di fare chiarezza su argomenti rilevanti come quello dell’abuso del diritto in materia di elusione fiscale. L’approvazione del disegno di legge delega consentirebbe anche di calcolare il cosiddetto tax gap, cioè dei diversi tributi non pagati a causa dell’evasione, strumento indispensabile per rendere possibile l’utilizzo dei proventi della lotta all’evasione per la riduzione delle aliquote legali.
Importante è anche il capitolo riguardante la lotta all’evasione fiscale che rappresenta un danno per la collettività in termini di scarsa equità sociale, e, anche un elemento che riduce l’efficienza del sistema economico e quindi le potenzialità di crescita. Inoltre, l’evasione distorce i meccanismi concorrenziali, alimentando comportamenti collusivi che influenzano l’immagine internazionale del paese. Le proposte più importanti vanno dal potenziare l’efficacia dei controlli sui contribuenti, alla revisione e all’ulteriore affinamento degli studi di settore e allo sviluppo del tutoraggio preventivo per le imprese medio-grandi.
E’ sottolineata anche la necessità di aumentare la concorrenza in diversi settori come ad esempio i trasporti, le assicurazioni, l’energia, e tutelare meglio i consumatori, anche attraverso lo strumento della "Legge annuale sulla concorrenza" per procedere ad una revisione degli aspetti anticoncorrenziali della legislazione vigente.
Tra le misure indicate dai saggi è evidenziata anche la necessità di un programma per la riduzione dell’abbandono scolastico, specialmente nelle aree territoriali a rischio criminalità, concentrandosi su interventi tempestivi e mirati nei confronti dei soggetti più vulnerabili. Ad esempio, attraverso il prolungamento della scuola al pomeriggio negli anni del primo ciclo.
Occorre quindi investire in istruzione non solo per sviluppare la capacità di sfruttare quello che le nuove tecnologie offrono, ma anche per migliorare la salute e ridurre i costi del sistema sanitario.
Un cenno anche agli interventi di miglioramento dell’ambiente per incrementare la qualità della vita dei cittadini e rafforzare le opportunità di crescita dell’Italia sul piano economico e sociale, attraverso le possibilità offerte dalla green economy e, la messa in sicurezza e la tutela del territorio e del paesaggio.
E’ altresì necessario rivedere la normativa sul consumo del suolo per conseguire obiettivi di contenimento quantitativo del consumo di suolo per mezzo della pianificazione territoriale e urbanistica. In particolare, la proposta prevede l’introduzione di un contributo per la tutela del suolo e la rigenerazione urbana legato alla perdita di valore ecologico, ambientale e paesaggistico determinato dal consumo di suolo, contributo che si dovrebbe aggiungere agli obblighi di pagamento connessi con gli oneri di urbanizzazione e con il costo di costruzione.
Di conseguenza, risulta necessario promuovere la rigenerazione urbana, il riuso e la ristrutturazione del patrimonio esistente e la riconversione di aree dismesse al fine di evitare il consumo di suolo fertile, e generare una nuova offerta abitativa accessibile, soprattutto ai giovani, e di qualità.
La stessa attenzione bisogna riservare alla tutela delle acque anche attraverso la cura del territorio, la manutenzione dei bacini idrografici, la tutela dei corpi idrici e delle aree di salvaguardia.
In conclusione, viene fatto anche un cenno alla necessità di forte sviluppo del Sud per il rilancio della crescita economica in Italia da realizzare attuando il metodo dei costi/fabbisogni standard al fine di individuare in quali casi si potrà prevedere un maggior impiego di risorse al Sud, per una data politica, sfruttando le opportunità offerte dai fondi europei.
Elia Bova