
Dal 2010 la Commissione europea ha istituito il premio annuale 'Capitale verde europea' per incoraggiare le città a migliorare la qualità della vita urbana tenendo conto dell'ambiente nella pianificazione e nella gestione urbana. Da allora è stato assegnato, nell'ordine, alle città di Stoccolma, Amburgo, Vitoria-Gasteiz e Nantes, detentrice del titolo per il 2013. Per il titolo di 'European Green Capital 2014' è stata premiata come la città più verde d'Europa Copenhagen.
La giuria del premio ha definito il modello di business di Copenaghen un esempio di uno sviluppo sostenibile, che affronta le preoccupazioni ambientali, economiche e sociali. Insomma, un esempio da seguire. Il punto di forza della città danese sta nei partenariati pubblico-privato. La città, infatti, lavora con aziende, università e organizzazioni in forum dedicati per sviluppare e implementare la crescita verde.
Il suo progetto 'Harbour Nord', ad esempio, comprende un 'laboratorio verde' che si concentrerà sulle eco-tecnologie. Copenaghen è un modello da seguire anche nel settore dei trasporti, puntando a diventare la città più confortevole al mondo per i ciclisti. Il suo obiettivo, infatti, è di aumentare, entro il 2015, la percentuale degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola in bicicletta dall'attuale 35% al 50%.
In Italia l’Istat, in base all’indagine “Dati ambientali nelle città” che viene effettuata annualmente sui capoluoghi di provincia ha definito Lodi e Matera le città più verdi d’Italia.
I dati dell'ISTAT considerano il verde urbano, le aree protette e la Sau ossia la superficie agricola utilizzata. La media italiana sono rispettivamente del 2,7%, 14,8% e 45,5%. Le tre componenti per Lodi coprono il 35,8% e per Matera il 40% del territorio cittadino
Nella sola categoria 'verde urbano' si include il verde storico, le ville, i giardini e i parchi, le aree a verde attrezzato, le aree di arredo urbano (piste ciclabili, rotonde stradali, gli spartitraffico etc), i giardini scolastici, gli orti urbani, le aree sportive all'aperto, le aree destinate alla forestazione urbana ed altre tipologie di verde urbano quali orti botanici, giardini zoologici, cimiteri, verde incolto.
Ogni abitante dispone in media di 30,3 mq di verde urbano. Le disponibilità più contenute si rilevano al Centro (23 mq per abitante) e al Nord-ovest (24,3 mq). Nelle città del Nord-est il valore medio è quasi doppio rispetto a quelle del Centro e del Nord-ovest (45,4 mq per abitante) e anche nel Mezzogiorno è comparativamente elevato (37,1 mq tra le città del Sud e 26,7 mq nelle Isole).
Da un’iniziativa dell’Istat e del Cnel è inoltre nato il progetto per misurare il benessere equo e sostenibile, si inquadra nel dibattito internazionale sul cosiddetto “superamento del Pil”, stimolato dalla convinzione che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non debbano essere solo di carattere economico, ma anche sociale e ambientale, corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità.
Il sito www.misuredelbenessere.it offre strumenti d’informazione sul progetto e consente a cittadini, istituzioni, centri di ricerca, associazioni, imprese di contribuire a definire “che cosa conta davvero per l'Italia”.
Le 12 dimensioni per il benessere secondo il progetto sono
1. Salute
2. Istruzione e formazione
3. Lavoro e conciliazione tempi di vita
4. Benessere economico
5. Relazioni sociali
6. Politica e istituzioni
7. Sicurezza
8. Benessere soggettivo
9. Paesaggio e patrimonio culturale
10. Ambiente
11. Ricerca e innovazione
12. Qualità dei servizi
Fonti: https://www.misuredelbenessere.it/ www.istat.it https://www.adnkronos.com