POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
febbraio 2013
SPRECHI ALIMENTARI
Secondo una ricerca dell’Institution of mechanical engineers (Ime),2 miliardi di tonnellate di cibo non è consumato e finisce direttamente nei rifiuti, ossia tra il 30 e il 50% del cibo prodotto nel mondo finisce sprecato.

Nel rapporto intitolato Global food: waste not, want not l'Istituto di Londra scrive anche che per esempio negli Stati Uniti il contributo allo spreco è anche dato dalle porzioni smisurate, impossibili da finire e dalle offerte "mangia a volontà a prezzo fisso". Nel Regno Unito ci sono le date di scadenza molto prudenti, fissate a tutela dei supermercati. altro problema sono le perdite di grandi quantità per i sistemi di stoccaggio e trasporto tanto che in Cina si perde il 45 per cento del riso e in Vietnam ben l'80 per cento.

Secondo il rapporto il 70 per cento dell'acqua dolce del pianeta è usata per la produzione alimentare ( ogni chilo di manzo richiede 15.415 litri d'acqua). Per quanto riguarda l'energia , il rapporto stima che per ogni caloria che assorbiamo dal cibo ne servono tra le 7 e le dieci per la sua produzione.

Nei paesi ricchi buona parte dell'energia finisce per la produzione di pesticidi e fertilizzanti .
La produzione annuale di rifiuti alimentari in Europa è di 89 milioni di tonnellate, 179 kg a testa. Inoltre le previsioni non sono incoraggianti: nel 2020 il totale degli sprechi alimentari aumenterà del 40%, fino a raggiungere 126 milioni di tonnellate per anno. Un’enormità, tanto più che si tratta di “rifiuti” da smaltire, con tutto quel che ne consegue, ma che in buona parte potrebbero essere ancora consumati dall’uomo.

Il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione l’istituzione nel 2014 dell’Anno Europeo contro lo spreco alimentare. Perché non basta recuperare ciò che si getta e donarlo a chi ha bisogno.

Last Minute Market è una società che si occupa del recupero da supermercati, aziende alimentari, aziende di ristorazione collettiva ecc., di beni alimentari (e non solo) non commerciabili oppure invenduti e prossimi alla scadenza, per distribuirli a enti no profit che li utilizzano per l'assistenza di persone bisognose. Questa realtà, particolarmente attiva in Emilia-Romagna e in Veneto, è fra i promotori della Carta Spreco Zero, documento ispirato alla Risoluzione del Parlamento Europeo su come evitare lo spreco di alimenti, nell'ambito della campagna «Un anno contro lo spreco» (www.unannocontrolospreco.org). Con la carta SprecoZero i comuni firmatari si impegnano ad attivare il decalogo di buone pratiche contro lo spreco alimentare che rende subito operative le indicazioni della Risoluzione del Parlamento europeo contro lo spreco.

Interessante è il progetto messo a punto con il servizio mensa del Comune di Sesto San Giovanni dove ogni giorno, i prodotti che non sono stati serviti alla mensa comunale sono distribuiti a persone bisognose, che accedono direttamente al self-service comunale con una sorta di «secondo turno».
La carta è già stata sottoscritta da 175 comuni italiani, da Belluno a Napoli e dai Governatori del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.

In Lombardia è particolarmente attivo in modo capillare il Banco Alimentare. Quotidianamente i volontari raccolgono merce invenduta o prossima alla scadenza presso industrie alimentari, mercati generali, grande distribuzione, aziende di ristorazione collettiva ecc., e la distribuiscono alle strutture assistenziali convenzionate, che utilizzano questi beni per sostenere persone bisognose. La lista delle aziende che donano al Banco Alimentare i beni invenduti è lunghissima (https://www.bancoalimentare.it/it/node/1288) e le strutture convenzionate, fra cui Associazioni Caritative, Centri di Accoglienza, Case Famiglia, Case di riposo per anziani e Cooperative sociali, solo in Lombardia, alla fine del 2011 erano 1.270 per un totale di circa 196.000 persone assistite.

Il Banco Alimentare porta avanti ormai da anni il progetto Siticibo, Siticibo è la prima applicazione italiana della Legge 155/2003 (cosiddetta del Buon Samaritano) e ha lo scopo di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza nella ristorazione organizzata (hotel, mense aziendali e ospedaliere, refettori scolastici, esercizi al dettaglio, etc.).

LEGGE n 155/2003 entrata in vigore il 16/07/2003
“Disciplina della Distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale” (detta del BUON SAMARITANO)

“Disciplina della Distribuzione dei prodotti alimentari
a fini di solidarietà sociale”

Art. 1.

1. Le organizzazioni riconosciute come organizzazioni non lucrative di utilità sociale ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita agli indigenti di prodotti alimentari, sono equiparate, nei limiti del servizio prestato, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti.

L'obiettivo della Legge è quella di incoraggiare e facilitare il recupero di cibo e prodotti alimentari ancora perfettamente commestibili, attraverso l’equiparazione al consumatore finale.



fonti: articolo di Andrea Segrè (Il Fatto Quotidiano), articolo di Valeria Balboni (Repubblica) New Scientist (Internazionale)
www.unannocontrolospreco.org, https://www.bancoalimentare.it
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Anna Zacchetti

 
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