POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
gennaio 2013
COSTRUIRE IN MODO SOSTENIBILE.
fotoSta diventando sempre più diffusa l’attenzione generale verso le problematiche del risparmio energetico e del vivere in modo ambientalmente corretto ovvero in modo che minimizzi l’inquinamento ambientale e sia compatibile con la conservazione ed il miglioramento dell’ambiente che ci circonda.
Il benessere che di solito si è sin qui accompagnato al risiedere e vivere in una casa, si estende oggi alle ricadute sull’ambiente esterno ed i parametri che caratterizzano tale benessere si estendono anche ai manufatti utilizzati, per cui anche ai progettisti e costruttori spetta di considerare le ripercussioni nel mondo circostante che cerca di considerare insieme realizzazione presente e sviluppo futuro.
Un nuovo concetto di ” ben abitare” che oltre ad offrire maggiori garanzie per la sicurezza, la fruibilità, il confort e la salute di chi lo abita, costituisca un approccio rispettoso delle risorse e dei valori ambientali generali e che cerchi, altresì, di abbassare i costi per la sua manutenzione e per il suo funzionamento.
Un importante sito che si rivolge ai nuovi costruttori (www bioarch.tv) ha fissato alcuni caratteri che deve aver il costruire in modo sostenibile: pure nella loro discrezionalità lo proponiamo come esempio di una rinnovata e differente sensibilità nel costruire.
• Salvaguardia e rispetto degli ecosistemi naturali
• Tutela della identità storica e paesaggistica dell’ambiente
• Uso razionale delle risorse idriche
• Evitare spreco di energia favorendo l’uso di fonti rinnovabili
• Utilizzo di materiali ecocompatibili
• Qualità dell’aria negli spazi confinati e negli spazi aperti
• Qualità della architettura nel contesto dei luoghi
• Controllo dei rifiuti e sviluppo delle tecniche di riciclaggio
• Fruibilità urbana sostenibile
• Programmazione della gestione e della manutenzione.
Molte le fiere specialistiche dedicate alla efficienza energetica ed alla sostenibilità in edilizia, la più famosa è Klimahouse, nata in Alto Adige, fiera leader in Italia nel settore dell’efficienza e sostenibilità in edilizia, ospita espositori altamente specializzati, nasce dall’esigenza di dare risposte e soluzioni per costruire in maniera sostenibile, risparmiando energia e rispettando l’ambiente.
Nei mesi scorsi Klimahouse si è svolta in Umbria segno di una allargamento del mercato e della sensibilità a questi argomenti.
• Un team italo-francese ha pensato di costruire una struttura in grado di sfruttare il calore dei raggi del sole per produrre energia. Un impianto fotovoltaico sul tetto ricurvo provvede al rifornimento elettrico e termico, inoltre la struttura è priva di qualsiasi sistema di riscaldamento e raffreddamento ed è fatta di materiali eco-sostenibili e naturali al 100%. La casa così costruita viene a costare 150 mila euro in tutto per 70 metri quadrati, alta 6 metri.
• Ecologica e sostenibile, utilizza solo materiali quali pietra, legno e lana di pecora, inoltre i muri sono fatti di pannelli di legno lamellare a strati incrociati rivestiti all'esterno di pietra.
• A Bari è stato realizzato il primo prototipo di questa casa ecologica. Un altro, simile, è stato costruito a Parigi e parteciperà al concorso “Solar Decatlon Europe 2012”: una competizione internazionale che si tiene a Madrid ed a cui partecipano le università di tutto il mondo per promuovere la ricerca e lo sviluppo di case sempre più efficienti ed ecologiche.


• Un esempio di costruzione sostenibile che viene da lontano è rappresentato dalla Zisa.
Il palazzo della Zisa (dall’arabo al-ʿAzīza, ovvero "la splendida") sorgeva fuori le mura della città di Palermo all’interno del parco reale normanno, il Genoardo (dall’arabo Jannat al-arḍ ovvero "giardino o paradiso della terra"), che si estendeva con splendidi padiglioni, rigogliosi giardini e bacini d’acqua da Altofonte fino alle mura del palazzo reale. L'etimologia della Zisa ci viene spiegata da Michele Amari che, nella sua Storia dei musulmani di Sicilia così scriveva:
« Guglielmo … rivaleggiando col padre … si mosse a fabbricare tal palagio che fosse più splendido e sontuoso di que' lasciatigli da Ruggero. Il nuovo edifizio fu murato in brevissimo tempo con grande spesa e postogli il nome di al-ʿAzîza, che in bocche italiane diventò «la Zisa» e così diciamo fin oggi »
Il palazzo della Zisa, concepito come dimora estiva dei re, nasce da un progetto unitario, realizzato da un architetto di matrice culturale islamica ben consapevole di tutta una serie di espedienti per rendere più confortevole questa struttura durante i mesi più caldi dell’anno.
Si tratta, infatti, di un edificio rivolto a nord-est, cioè verso il mare per meglio godere delle brezze più temperate, specialmente notturne, che venivano captate dentro il palazzo attraverso le tre grandi aperture della facciata e la grande finestra belvedere del piano alto.
Questi venti, inoltre, venivano inumiditi dal passaggio sopra la grande peschiera antistante il palazzo, la presenza di acqua corrente all’interno della Sala della Fontana, mentre ampi teli umidi erano collocati sotto il soffitto delle diverse stanze: il tutto garantiva una piacevole sensazione di frescura.
L'ubicazione del bacino davanti alla fornice ( apertura) d'accesso, infatti, è tutt'altro che casuale: esso costituiva una fonte d’umidità al servizio del palazzo e le sue dimensioni erano perfettamente calibrate rispetto a quelle della Zisa.
Anche la dislocazione interna degli ambienti era stata condizionata da un sistema abbastanza complesso di circolazione dell’aria che attraverso camini di ventilazione, finestre esterne ed altre poste in opposizione garantivano un flusso continuo di aria.
Molti di questi principi sono oggi alla base della moderna bioarchitettura : orientamento, camini di ventilazione, canalizzazioni di aria calda o fredda ricavate nelle intercapedini, riciclo acqua piovana utilizzata anche per il raffrescamento, ecc.
Tutto queste soluzioni erano allora praticate senza (poter) utilizzare energia elettrica, condizionatori, ventilatori, il confort era garantito dall’uso sapiente delle potenzialità offerte da aria ed acqua è da qui che dobbiamo ripartire.

Fonti: wikipedia, bioarch.tv, www.Astontshinebari.com, Palermo web.
Sergio Saladini
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