
San Francisco - La maggior parte degli americani, quando ricicla vecchi computer, telefoni cellulari e televisori pensa stia aiutando la terra e l'ambiente ma è molto probabile che stia invece contribuendo ad un commercio globale del Cestino elettronico che mette a repentaglio i lavoratori e l'ambiente oltreoceano. Stime precise non ce ne sono tuttavia i gruppi ambientalisti stimano che tra il 50% e l' 80% delle 300000/400000 tonnellate di rifiuti elettronici raccolti per il riciclo negli Stati Uniti ogni anno finiscano oltreoceano. Lavoratori in paesi come la Cina, l'India e la Nigeria usano mani nude, brandiscono martelli o bruciatori a gas per estrarre metalli, vetro ed altri materiali riciclabili, esponendosi e esponendo l'ambiente circostante ad un cocktail di sostanze chimiche tossiche.
Rifiuti elettronici - E waste
Il portavoce del Basel Action Network, gruppo ambientalista di Seattle USA sentenzia così ciò che sta accadendo:
"Si tratta di riciclaggio, ma riciclato nel modo peggiore possiate immaginare!" .
"Stiamo preservando il nostro ambiente, ma contaminando il resto del mondo".
Il problema potrebbe essere peggiore del previsto: la maggior parte delle 2 milioni di tonnellate di vecchia elettronica scartata annualmente dagli americani va in discariche americane, secondo i dati forniti dalla US Environmental Protection Agency. Ma un numero crescente di stati sta vietando questo tipo di rifiuti verso le discariche. Il che fa pensare che il reale smaltimento sia effettuato al di fuori dei confini nazionali. Un esempio si è avuto alla fine del mese di settembre, quando il gruppo ambientalista, precedendo i funzionari di dogana di Hong Kong, ha intercettato due container. Aprendo i sigilli si sono trovati davanti migliaia di vecchi monitor e televisori americani scartati a migliaia di chilometri di distanza.
La Cina vieta l'importazione di rifiuti elettronici ed è così che i container sono stati rispediti agli Stati Uniti d'America. La società implicata in questo losco scambio è la Fortune Sky USA, società americana che è controllata da un'altra società, questa volta cinese. Il direttore generale, un certo Vincent Yu , si è difeso asserendo che la sua società ha pensato all'acquisto ed alla spedizione di computer usati, non di vecchi televisori e monitor. Quindi una truffa, e sta cercando di ottenere la restituzione dei soldi.
Fortune Sky USA esporta computer e componenti usati in Cina, Malaysia, Vietnam ed altri paesi asiatici.
"C'è un enorme mercato di computer e componenti usati laggiù, per computer che noi non sappiamo che fare" ,ha aggiunto Yu .
"Non credo assolutamente nell'intenzione di creare altro inquinamento. Se l'attrezzatura può essere ancora utilizzata, allora va bene per tutti" .
Yu ha rifiutato di dire dove abbia acquistato il materiale, ma la Basel Action Network è risalita a San Antonio ,Texas, dove la società raccoglie monitor, stampanti , computer e componenti obsoleti da scuole e imprese.
Fonte: Fotografo.altervista.org/riciclaggio_rifiuti_elettronici.htm
La città di Guiyu, nella provincia meridionale del Guangdong, è al centro di un disastro ambientale fuori ogni controllo. Gli apparecchi elettronici eliminati, molti dei quali d'importazione, arrivano qui e nelle città vicine per venire smembrati: i Paesi benestanti evitano in questo modo di pagare gli alti costi correlati allo smaltimento di questi rifiuti e la città trae di che vivere. Ma il recupero avviene senza alcuna regola o controllo per l'ambiente, la salute o la sicurezza.
In piccole officine a cielo aperto gli operai smembrano, a mano, i detriti della modernizzazione: apparecchi elettronici di tutte le principali ditte del mondo, da vecchi computer a fotocopiatrici a batterie per auto e forni a microonde.
La legge cinese proibisce l'importazione di scarti elettronici e Pechino è fra le città firmatarie del trattato Onu del 1989 - conosciuto come Convenzione di Basilea - che proibisce l'esportazione di qualsiasi rifiuto dai Paesi industrializzati a quelli in via di sviluppo, anche a scopo di riciclaggio. Importare questi rifiuti è illegale dal 1996, ma la Cina, affamata di qualunque forma di metalli, ignora questo stato di cose. I Paesi ricchi, come gli Stati Uniti (che non hanno sottoscritto la Convenzione), hanno un grande vantaggio nel liberarsi di rifiuti che vanno smaltiti con rigide procedure e costi elevati. Secondo gli ambientalisti del Guandong, nella sola Guiyu viene trattato oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti ogni anno.
Gli operai di Guiyu – che lavorano senza occhiali, maschere, guanti o altre protezioni - riducono ogni apparecchio nelle sue componenti essenziali: dai fili elettrici viene recuperato il rame, i circuiti stampati sono messi in un bagno acido per separare i metalli preziosi (tra i quali oro e palladio) e si recupera la plastica o la si brucia per separarla da pezzetti di metallo. Fumi, ceneri e sostanze sono lasciati liberi nell'aria e sul suolo. La Computer Trade Association stima che nella sola Cina nel 2002 sono stati "eliminati" 2,3 milioni di Pc, 2,7 milioni di display e 1,35 milioni di stampanti: il danno ambientale è immenso. I corsi d'acqua sono neri e pieni di rifiuti e qui il prezzo dell'acqua è 10 volte maggiore che nella vicina Chendian.
Kevin Brigden, scienziato di British Greenpeace International, racconta che nei corsi d'acqua ha constatato una quantità di acido sufficiente a sciogliere in poco tempo una moneta di rame.
La popolazione della zona si è arricchita: a una realtà di piccoli artigiani si è sostituita una vera classe media con ampie officine che utilizzano però i lavoratori migranti delle province rurali del Sichuan, Anhui, Henan. Per avere da mangiare questi migranti rischiano costantemente la salute in questo commercio tossico.
Huo Xia, professore alla facoltà di Medicina dell'università di Shantou, a un'ora e mezza di guida da Guiyu, ha esaminato 165 bambini tra 1 e 6 anni: nell'82% dei casi ha riscontrato un'alta concentrazioni di piombo nel sangue che, spiega, "può causare danni al cervello e al sistema nervoso centrale". L'accumulo risulta maggiore nei figli di chi ricicla circuiti stampati, rispetto a chi recupera plastica.
Un rapporto del novembre 2003 dell'ospedale universitario di Shantou ha riscontrato un'elevata percentuale di danni alle ossa, gastriti e ulcere intestinali, mal di testa e vertigini frequenti.
Fonti : AsiaNews/Scmp e da rai 5 “La terra vista dal cielo”.
In Cina vi sono milioni di bambini costretti a vivere tra i rifiuti. Sono state pubblicate di recente sul sito cinese 163.com delle immagini che ci mostrano un lato della Cina che spesso viene ignorato da molti cinesi e ancor più dagli occidentali che viaggiano o si trovano in Cina, ovvero il problema dei rifiuti, della necessità di riciclare e del fatto che la Cina non ha un sistema di recupero e separazione dei rifiuti adeguato come avviene negli altri paesi del mondo, ma lascia questo compito ai poveri che per sopravvivere accettano di dividere i materiali recuperabili dalla tradizionale spazzatura.
Queste foto sono state scattate in una discarica di Gaoyan nel Guizhou. Qui tutti i giorni più di 200 persone aiutate da trenta o quaranta bambini, arrivano per recuperare dai rifiuti organici e umidi i materiali riutilizzabili e indistruttibili. Queste immagini ritraggono dei bambini che a differenza dei loro coetanei non passano il loro tempo a giocare e studiare, ma crescono, lavorano, mangiano e giocano in mezzo ai rifiuti. Queste famiglie vengono da un remoto villaggio di montagna ed hanno accettato questo lavoro in città data la loro situazione di estrema miseria. Il problema dei rifiuti in Cina parte principalmente dal fatto che al cinese medio non è mai stato spiegata l'importanza del rispetto dell'ambiente o é stata spiegata in maniera del tutto marginale, perciò non si preoccupa della raccolta differenziata, poiché non vi sono servizi simili, ma anche perché necessariamente ritiene che sia compito dei poveri, degli spazzini o del personale di servizio di un esercizio. Ad esempio in un qualsiasi catena di fast food, difficilmente si può vedere un cliente, alla fine del pasto, portare il proprio vassoio verso il cesto dei rifiuti per svuotarlo: questo è un compito esclusivamente dello staff del fast food
Fonte: www cinaoggi.it