POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
ottobre 2012
A2. FAREMO CONCORRENZA AI GECHI?
fotoFaremo concorrenza ai gechi ?

L'entomofagia (dal greco éntomos, "insetto", e phăgein, "mangiare"), è un regime dietetico, obbligato o facoltativo, che vede gli insetti come alimento. Dal punto di vista antropologico è una pratica diffusa presso molte popolazioni del pianeta, basata su particolari gusti o mode o sulla necessità di integrare il fabbisogno nutritivo di proteine.
L'utilizzo di insetti nella dieta umana è stato particolarmente importante in epoca preistorica prima che gli uomini scoprissero la caccia e l’agricoltura come testimoniano, ad esempio, alcuni coproliti (escrementi fossili) rinvenuti in Messico e Stati Uniti e contenenti tracce di formiche, larve di coleotteri, ecc.
Nell'ambito dell'entomofagia si possono distinguere due categorie: gli insetti utilizzati come fonte primaria di sostanze nutritive e di insetti utilizzati come condimenti. Alcuni insetti sono poi mangiati come larve, mentre altri da adulti.
Venendo ai nostri tempi: fino a poco tempo fa chi, in Olanda, allevava insetti lo faceva al fine di produrre cibo per animali domestici quali gechi e lucertole ed alcuni tipi di uccelli, oggi invece, anche grazie al sostegno del governo Olandese che ha stanziato circa 1 milione di euro a favore della ricerca e per preparare una legislazione specifica atta a governare il funzionamento della fattorie dove si producono insetti per l’alimentazione umana: per gli allevatori si sta aprendo un nuovo scenario.
Lo sviluppo di questi nuovi prodotti è sostenuto anche dalle «Nazioni Unite per l'alimentazione e il cibo» che definiscono l'allevamento di insetti “ecosostenibile perché procura scarsi danni all'ambiente a differenza dell'allevamento di bestiame” e si calcola che a parità di soddisfazione del bisogno alimentare (proteico) , causa minori quantità di emissioni di gas serra.
E’ stato stimato, ad esempio che l'allevamento di locuste, grilli e vermi, oltre a richiedere un basso consumo di acqua, emetterebbe “10 volte meno metano rispetto al bestiame ed anche 300 volte meno di protossido di azoto e meno ammoniaca (inquinante prodotto da maiali e pollame)”.
La dieta a base di insetti era stata già oggetto di un seminario organizzato dall’agenzia ONU un paio di anni fa in Thailandia, ma oggi torna prepotentemente a farsi strada anche alla luce degli ultimi studi sugli allevamenti di bestiame che non solo occupano i due terzi dei terreni agricoli mondiali, ma come abbiamo visto più volte, generano almeno il 20% di tutti i gas serra del pianeta.

Si stima che le specie di insetti potenzialmente commestibili siano oltre 1400 e si deve sapere che il loro consumo è già ampiamente diffuso in molte parti del mondo (“ in Africa vengono mangiate almeno 527 specie diverse, come pure in 29 paesi asiatici ed in 23 paesi nelle Americhe”).

Molte le qualità possedute: essendo gli insetti, ricchi di proteine e sali minerali, se assunti in forma essiccata, la maggior parte delle specie contengono una quantità doppia di proteine. Alcuni insetti, soprattutto allo stato larvale, sono, inoltre ricchi anche di lipidi e contengono importanti vitamine.

Tra le specie di insetti più consumati troviamo i coleotteri, seguiti da formiche, api, vespe e poi cavallette, grilli e infine larve di falene,bruchi,pupe, ragni, tarantole e scorpioni.
Evidentemente per noi occidentali si tratterebbe di superare molti pregiudizi.
Tuttavia al di là dei pregiudizi un altro ostacolo limita il successo dei cibi a base d'insetti: il loro prezzo è ancora eccessivamente alto soprattutto per la grande quantità di lavoro manuale richiesto dal loro allevamento.
E.. per finire una ricetta:
Risotto alle Blatte
Ingredienti
350 g di riso, una noce di burro, una testa d’aglio ed una cipolla, mezzo bicchiere di latte di cocco, mezzo bicchiere di vini bianco, formaggio grana e soprattutto un etto di blatte del tipo rosso.
Modalità di cottura.
Fare rosolare nel burro aglio e cipolla. Aggiungete il riso ed il vino bianco fin che non evapora. Unire quindi al riso il latte di cocco e le blatte, mescolando. Venti minuti di cottura a fiamma bassa e prima di servire mantecare con burro e formaggio a piacimento.


Fonti : Wikipedia ed articoli vari, in particolare Simona Falasca su (Bergam)ca 2 agosto 2010; Francesco Tortora su Il Corriere del 15 marzo 2011; Denise Winterman BBC News Magazine; www moebius line.
Sergio Saladini
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