ottobre 2012
A1. DIFFERENZIALE E VINCOLO DI BILANCIO
Il progresso tecnologico costituisce la base dello sviluppo e del benessere dei paesi avanzati. E’ quella componente dei prodotti che garantisce alle imprese il mantenimento o l’incremento delle quote di mercato e un margine di profitto che dura nel tempo. La tecnologia si evolve così rapidamente che negli anni novanta del secolo scorso ha permesso, ad esempio, di triplicate ogni tre anni il numero di bit immagazzinati in un microprocessore, con evidenti ricadute espansive sull’economia, fino alla crisi dei titoli e dello sviluppo trainato dall’informatica. Successivamente, la bolla edilizia ha portato alla diffusione dei titoli derivati, tanto da mettere in difficoltà non solo gli investitori ma anche il sistema bancario di diversi paesi. Per arrivare alle difficoltà dell’attuale crisi economica che sta mettendo a dura prova in modo particolare i paesi con problemi di vincolo di bilancio, dove lo spread, il differenziale tra i tassi di rendimento dei titoli del debito pubblico di diversi paesi, è il costo ulteriore che i mercati fanno scontare ai governi che non hanno rispettato nel lungo periodo gli impegni per rientrare dal proprio debito.
Nel caso dell’Italia, dati forniti da Il Sole 24 Ore, evidenziano che il differenziale di tasso di rendimento che il governo italiano deve pagare per vendere i propri titoli rispetto a quello pagato dai titoli tedeschi non è l’unico spread che comprime la competitività del nostro sistema economico. Infatti, in Italia l’energia elettrica è tra le più care d’Europa. Un’impresa italiana paga 0,13 Euro per chilowattora quando in Europa fanno peggio soltanto Malta e Cipro. La situazione non cambia per il gas che costa fino a 5 Euro per megawattora più che negli altri paesi europei. Per non parlare della qualità delle infrastrutture italiane che secondo il World economic forum sono le penultime in Europa. Ci sono poi i costi per esportare, il peso della burocrazia, della corruzione e del fisco, la lentezza della giustizia e la dinamica negativa della produttività.
In realtà, lo sforzo che da più di un anno sta impegnando il nostro paese riguarda comunque gli equilibri di bilancio. Infatti, ad un certo punto i politici italiani sono stati messi con le spalle al muro dal mercato nel momento in cui è diventato evidente quanto sia irrealistico pensare di potere superare, oppure, non tenere in alcuna considerazione, il vincolo di bilancio. Prima o poi, i saldi primari di bilancio devono compensare, in valore attuale, il debito pubblico iniziale. Pertanto, o si mantengono in media nel corso degli anni i saldi iniziali in pareggio, oppure, i governi che realizzano un’accumulazione di disavanzi fino a creare un elevato debito, devono a un certo punto registrare degli avanzi, come dovrebbe avvenire per l’Italia il prossimo anno.
E’ quindi una bufala credere che si possa evitare di rimborsare con frequenza i debiti contratti. Come nel caso delle obbligazioni a piramide (M. Burda, C. Wiplosz “Macroeconomia”) che ricordano le catene di san’antonio non consentite dalla legge. Queste obbligazioni sono dei negozi, sviluppatesi nei paesi post comunisti, simili ai junk bond, le obbligazioni spazzatura chiamate anche obbligazioni ad alto rendimento poiché pagano un interesse molto superiore a quelle da investimento normale. Anche in questo caso c’è un broker che promette alti rendimenti agli investitori finanziari che depositano ingenti somme di denaro. Allo scadere del rimborso l’intermediario paga capitale ed interessi ai primi investitori con il denaro ottenuto da nuovi depositanti. Si crea così un circolo che si espande sempre più, dove sempre più persone vogliono scontare i guadagni loro promessi. E in effetti la piramide deve crescere continuamente affinché i titoli scaduti possano essere rimborsati, ma non può crescere all’infinito perché il numero di persone esistenti in un paese è limitato. In realtà, i broker di questo tipo aspettano fino a quando ritengono di avere accumulato una quantità importante di denaro investito per poi scomparire facendo perdere ai depositanti i risparmi investiti.
Ovviamente agli stati è impossibile fuggire. Nel caso di indebitamento sia interno che esterno, non appena i governi cercano di violare il loro vincolo di bilancio, le loro fonti di credito si esauriscono rapidamente. Cioè, i prestiti dei diversi paesi stranieri sarebbero, con ogni probabilità, sospesi e il paese in questione dovrebbe necessariamente intervenire per bilanciare il saldo delle partite correnti, a causa della già detta impossibilità di indebitarsi, con conseguenti aggiustamenti di bilancio pubblici e privati dolorosi. Sarebbe poi necessario riavviare una trattativa con i creditori per negoziare un nuovo programma di servizio del debito pubblico.
Elia Bova