POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
maggio 2012
Mi sembra di vivere in una commedia di Ionesco
fotoEcco la trama della commedia.

Nel 2009, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha approvato un progetto pilota della Provincia di Milano del valore di 90 Milioni di Euro, per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici dei Comuni dell’hinterland milanese, con l’assegnazione di un prestito di 65 Milioni di Euro per coprire il 75% dei costi di intervento, da concedere a Società di Servizi Energetici (ESCO), a seguito di gare di appalto da effettuarsi sotto il controllo della BEI stessa.

Per riqualificare gli edifici, la Provincia deve adottare Contratti per il Risparmio Energetico (EPC) con Garanzia di Risultato, con opere da appaltare sulla base di bandi e di capitolati d’oneri che rispettino le regole sugli appalti pubblici. Il meccanismo contrattuale consente di ripagare il prestito BEI con una quota prevalente dei risparmi che si ottengono con gli interventi di riqualificazione energetica e il rimanente rimane nella disponibilità dei Comuni. Alla conclusione dei contratti il 100% del “risparmio” sarà di competenza dei Comuni.

Viene lanciato un primo bando europeo per realizzare i lavori su un primo lotto di 98 scuole di 16 Comuni e altri 2 lotti di pari dimensione per altri 200 edifici di 30 Comuni sono in preparazione. L’iniziativa interessa anche al Comune di Milano che conta di aderire al progetto mettendo a disposizione una ventina di scuole da riqualificare.

Il risultato atteso è di ridurre di almeno il 20% i consumi e quindi la spesa dei Comuni, rilanciare le attività edilizie e industriali, creare 1.300 nuovi posti di lavoro e non ultimo ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti in atmosfera.

La BEI però, essendo una banca pubblica, non può erogare i finanziamenti direttamente alle ESCO; i fondi devono transitare da un intermediario finanziario, tipicamente una banca commerciale, che deve essere selezionata dalla Provincia tramite una gara. Quindi la banca assegnataria del prestito eroga i prestiti direttamente alle Esco, superando il vincolo imposto dal “patto di stabilità” agli Enti Locali.

Una decina di banche sono state quindi invitate a formulare delle offerte per l’intermediazione della provvista BEI e viene loro chiesto di indicare la maggiorazione del tasso di interesse (spread) richiesto per la gestione delle risorse BEI.

Contestualmente è stato chiesto alle banche di indicare i requisiti che le Esco devono possedere per accedere ai finanziamenti BEI. Questa richiesta serve a evidenziare, nei bandi di gara, i requisiti minimi che devono possedere le Esco per usufruire dei prestiti agevolati deliberati dalla BEI.

La gara è andata deserta. Le banche non sono disponibili a fornire alla Provincia i criteri che applicano per valutare il cosiddetto “merito creditizio” delle società. Esse si riservano, a loro insindacabile giudizio, di valutare il merito creditizio delle società dopo che la Provincia le avrà selezionate. Ergo, dichiarano le banche, prima la Provincia deve fare le sue gare, individuando le Esco vincitrici e poi le banche decidono se finanziarle o no.

Il problema non è di poco conto; per una Esco, sapere se potrà accedere o no ai fondi BEI, significa poter redigere un piano finanziario piuttosto che un altro e in una gara pubblica non si possono presentare due piani finanziari. D’altra parte non è pensabile che un Ente Pubblico selezioni una Esco sulla base di un piano finanziario asseverato che poi non viene riconosciuto dalle banche.

Il tutto prosegue nell’incertezza e il finale della commedia non è ancora stato scritto. Sicuramente un finale ci sarà, anche se contorto e incomprensibile e gli spettatori non capiranno mai chi era l’assassino.

Quello che evidentemente serve è che tra Enti pubblici e Banche si possano costituire partenariati pubblico/privato trasparenti in tutti e due i sensi; ma la strada per arrivare a questo non c’è ancora e non è detto che la si possa costruire.
Sergio Zabot

 
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