POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
marzo 2012
Vegani? Chi sono? Ambientalisti sicuramente!
Vegetariano o vegano? Una enorme differenza per gli animali. Può sembrare strano o provocatorio, ma la questione è importante. Gli allevamenti da cui provengono latticini e uova portano alla morte moltissimi animali. Ogni anno milioni di mucche,vitelli, galline ovaiole e pulcini maschi soffrono e muoiono per questo commercio. Ma ancora molte organizzazioni animaliste continuano a progettare e ad appoggiare eventi “vegetariani”. (fonte: Progetto Vivere Vegan)
La Vegan Society fornisce la seguente definizione di veganismo:
“ La parola ‘veganismo’ denota una filosofia e un modo di vita che si propone di escludere, nella misura in cui questo è praticamente possibile, tutte le forme di sfruttamento e di crudeltà verso gli animali perpetrate per produrre cibo, indumenti o per qualsiasi altro scopo; e per estensione, promuove lo sviluppo e l'uso di alternative non-animali, per il bene dell'uomo, degli animali e dell'ambiente. Da un punto di vista dietetico indica la pratica di evitare qualsiasi prodotto derivato, in tutto o in parte, dagli animali.”
Ciò comporta il rifiuto di tutti i tipi di carne, il pesce e i frutti di mare, le uova di qualunque animale, tutti i tipi di latte e derivati (inclusi caglio e siero), le gelatine animali e la colla di pesce, le pellicce, la pelle, la lana e la lanolina.
La Vegan Society include nell'elenco anche i prodotti derivati dallo sfruttamento di invertebrati come miele, seta e gommalacca, ma questa posizione non è universalmente condivisa dalla comunità vegana, in quanto non appare in generale evidente come tale produzione arrechi danno o dolore agli animali coinvolti.
Questo tipo di difficoltà ha portato diverse associazioni vegane al rifiuto di una definizione di veganismo basata restrittivamente su una lista di prodotti "cattivi" da evitare, prediligendo l'enfasi sull'impegno a porre fine alla crudeltà verso gli animali
La motivazione più diffusa per l'adozione della dieta vegana è di ordine etico, e consiste nel presupposto che sia immorale, per gli esseri umani, usare gli animali causando loro sofferenza o uccidendoli per il proprio beneficio. Questo principio morale è lo stesso che sta alla base del concetto dei diritti animali;
i fondamenti filosofici del veganismo dunque sono riconducibili a quelli del movimento per il riconoscimento dei diritti degli animali, che a loro volta si articolano in diverse scuole di pensiero.
Nel mirino, soprattutto, vi è ogni forma di allevamento animale intensivo.
L'allevamento intensivo è uno dei fattori che contribuiscono alle emissioni di gas serra. Fra i motivi addotti da molti vegani e organizzazioni vegane per la rinuncia al cibo di origine animale, c'è il fatto che questo tipo di dieta consumerebbe meno risorse e causerebbe meno danni ambientali.
Fra le conseguenze dannose dell'allevamento intensivo per l'ambiente si annoverano la produzione di gas serra, l'inquinamento delle acque, il depauperamento del terreno, e l'impoverimento della biodiversità.

L'impatto dell'allevamento intensivo sull'ambiente è stato confermato anche da organizzazioni indipendenti dal mondo vegano. L'Iniziativa sul “L’Allevamento, l'Ambiente e lo Sviluppo”, progetto finanziato congiuntamente dalla Banca Mondiale, l'Unione Europea, le Nazioni Unite e altri, ha prodotto nel 2006 uno studio secondo cui l'allevamento (soprattutto di bovini, polli e suini) è da annoverarsi fra le prime tre cause del degrado ambientale globale, ed è responsabile del 18% delle emissioni di gas serra nel mondo, ed è più rilevante del danno ambientale provocato dai veicoli a motore.
L'adozione di una dieta vegana viene talvolta anche indicata ( FAO) come un elemento essenziale della lotta alla fame nel mondo, poiché la produzione di carne utilizza in proporzione molto più terreno e risorse di quella necessaria per gli alimenti di origine vegetale.
Secondo la Vegan Society, la produzione di carne richiede 36 volte più acqua della produzione di frumento (una vacca da latte beve circa 200 litri d'acqua al giorno, un bovino da ingrasso circa 50, un suino 20), a parità di kilocalorie e una quantità significativamente maggiore di energia, in gran parte ottenuta da combustibili fossili inquinanti.
Inoltre secondo ricerche condotte dalla American Dietetic Association e da Dietitians of Canada, le diete povere di carne, in generale tendono a raggiungere livelli inferiori di grassi saturi e colesterolo e livelli superiori di carboidrati, fibre, magnesio, acido folico e antiossidanti, cosa che a sua volta produce un inferiore indice di massa corporea e ridotto rischio di ischemia, minore livello di colesterolo nel sangue, minore pressione sanguigna, e minore rischio di ipertensione, diabete, e cancro della prostata e del colon.
Il movimento vegano internazionale ha fatto della salvezza del nostro pianeta una delle principali ragioni di impegno; in particolare per quanto riguarda la battaglia contro la produzione del black carbon e le conseguenze in termini di cambiamento climatico.
In allegato potete trovare un interessante appello multilingue della “ Somma Maestra Ching Hai” (videoconferenza del 22 ottobre 2009 in Indonesia ), nel quale si motiva il comportamento “vegano” anche come efficace misura in difesa dell’ambiente. Ciò in particolare perché la minore richiesta di carne porterebbe alla riduzione di allevamenti industriali ed alla cessazione della azione di deforestazione finalizzata alla apertura di pascoli destinati ad accogliere gli allevamenti industriali.
Gioba Marzin

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni