POESIA, LETTERATURA, PENSIERI
ottobre 2011
Eurobarometro: "Propensione degli imprenditori europei verso l'ecoinnovazione"
L'obiettivo del sondaggio è stato quello di studiare il comportamento, gli atteggiamenti e le aspettative degli imprenditori verso lo sviluppo e l’adozione di eco-innovazione come risposta all’aumento dei prezzi e alla scarsità delle risorse.

L’obiettivo del sondaggio Eurobarometro “Propensione degli imprenditori europei verso l’eco-innovazione” è stato quello di studiare il comportamento, gli atteggiamenti e le aspettative degli imprenditori verso lo sviluppo e l’adozione di eco-innovazione come risposta all’aumento dei prezzi ed alla scarsità delle risorse.

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Cosa si intende per eco-innovazione ?
Il rapporto ha fatto riferimento alal seguente definizione: “l’eco-innovazione è l’introduzione di beni e/o servizi completamente nuovi o significativamente migliorati, processi, cambiamenti organizzativi o soluzioni di marketing che riducono l’uso delle risorse naturali (siano suolo, energia o acqua) e diminuiscono il rilascio di sostanze nocive nell’intero ciclo di vita”.
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In questo sondaggio dell’Eurobarometro sono stati intervistati per telefono, tra il 24 gennaio ed il 1° febbraio 2011, 5222 manager di PMI (piccole e medie imprese) appartenenti ai 27 paesi dell’Unione Europea. E’ stato scelto un campione casuale in ogni paese all’interno di alcuni settori produttivi, quali: agricoltura, foresta e pesca, settore manifatturiero, approvvigionamento idrico, gestione rete fognaria, gestione dei rifiuti, edilizia e settore della ristorazione e bevande.
I risultati delle interviste, che presentiamo in sintesi in questa ARPATnews, ma che possono essere approfonditi nel dettaglio leggendo il sondaggio dell’Eurobarometro allegato, sono presentati in termini di media UE, ma seguiti da un’analisi a livello di singolo paese. Differenze di comportamento degli imprenditori e diversità negli atteggiamenti sono stati analizzati anche in termini di caratteristiche delle imprese, tenendo conto di alcuni fattori, quali:
• dimensioni dell’azienda (piccoli da 10 a 49 dipendenti, medie da 50 a 249 dipendenti)
• fatturato annuo (fino a 2 milioni , da 2 a 10 milioni, da 10 a 50, più di 50.000.000 milioni di euro)
• variazione del fatturato negli ultimi due anni, aumentato, diminuito o rimasto invariato,
• settore di attività: agricoltura, industria, edilizia, approvvigionamento idrico e gestione rifiuti e settore alimentare e delle bevande.

Quali sono i principali risultati che emergono dal sondaggio dell’Eurobarometro?
Circa un quarto dei manager ha dichiarato che il 50% o più del totale dei costi della propria azienda è rappresentato dal costo dei materiali impiegati. Circa 3 su 10 intervistati ha dichiarato che questi costi costituiscono tra il 30% ed il 49% del valore della produzione lorda della propria azienda.

Tre quarti delle imprese hanno dichiarato di avere registrato un aumento dei costi delle materie prime negli ultimi cinque anni, il 26% degli intervistati ha dichiarato che i costi per i materiali è aumentato notevolmente ed il 49% ha affermato che vi è stato un moderato aumento dei costi. I maggiori costi sono da registrarsi soprattutto nel settore agricolo e dell’approvvigionamento idrico e gestione rifiuti.

Quasi 9 intervistati su 10 hanno detto che prevedevano aumenti di prezzo per i materiali nel corso dei prossimi 10 anni. Oltre tre quarti degli intervistati ha risposto che i materiali usati nella propria azienda erano di provenienza nazionale, mentre la metà ha affermato che provenivano dall’Unione Europea.

Al fine di ridurre il costo dei materiali, il 56% delle imprese ha acquistato tecnologia più efficiente negli ultimi 5 anni, mentre il 53% ha sviluppato tecnologie più efficienti in house, come le pratiche di riciclaggio. Quasi 9 aziende su 10 hanno introdotto almeno un cambiamento negli ultimi cinque
anni al fine di ridurre i costi dei materiali.

Attività eco-innovative introdotte nelle imprese europee.
Poco più di un terzo delle aziende ha dichiarato di avere investito meno del 10% in eco-innovazione negli ultimi 5 anni e un quarto afferma che tale percentuale è tra il 10% ed il 29%.

In 6 paesi, più della metà degli intervistati afferma che il 30% dei loro investimenti in innovazione sia stata del tipo eco: Svezia (21%), Grecia (22%), Austria (23%), Cipro e Lussemburgo (24%) e Polonia (30%). Le aziende che hanno investito in eco-innovazione sono soprattutto quelle dei settori dell’approvvigionamento idrico e dei rifiuti e il settore agricolo.

Circa 3 aziende su 10 nell’Unione Europea hanno introdotto un processo produttivo o un metodo eco-innovativo negli ultimi 2 anni, mentre un quarto ha introdotto un nuovo metodo organizzativo improntato all’eco-innovazione.

Tra le aziende che hanno introdotto almeno un tipo di eco-innovazione negli ultimi due anni, il maggiore numero (42%) ha dichiarato che l’eco-innovazione introdotta ha portato ad una riduzione di utilizzo di materiale tra il 5% ed il 19% per unità di prodotto, mentre circa un terzo ha stimato che la riduzione dell’uso di materiale sia stato inferiore al 5% per unità di prodotto.

Barriere all’introduzione di eco-innovazione
14 potenziali barriere sono state individuate e proposte agli intervistati, a cui è stato chiesto anche di valutare se costituisse un serio ostacolo o meno all’introduzione più veloce di eco-innovazione nell’azienda.

Un ostacolo all’incremento di eco-innovazione è stato visto nella difficoltà di accesso a finanziamenti, fondi ed incentivi, la maggior parte degli intervistati ritiene che sia una barriera molto o abbastanza grave per un sviluppo accelerato del settore o per l’adozione da parte delle imprese di eco-innovazione. 6 intervistati su 10 pensa che un accesso insufficiente a sovvenzioni ed incentivi fiscali costituisca una barriera importante.

Due terzi dei manager ha dichiarato che la domanda ancora incerta da parte del mercato rappresentava una barriera ad una diffusione più rapida di eco-innovazione nella propria azienda. Gli imprenditori di piccole imprese vedono maggiori ostacoli all’introduzione di eco-innovazioni rispetto a quelli di medie imprese, e descrivono, di solito, le barriere come ostacoli gravi o piuttosto gravi.

Le aziende del settore agricolo sono più propense a descrivere gli ostacoli come gravi o piuttosto gravi, mentre quelle che operano nella fornitura di acqua e gestione rifiuti nonché nel settore della ristorazione sono più propense all’introduzione di innovazione eco.

Azioni per accelerare l’introduzione di eco-innovazione
Agli imprenditori intervistati sono stati presentati 14 azioni potenzialmente in grado di facilitare
l’introduzione di eco innovazione, anche per questi è stato chiesto di valutare quanto sono importanti per l’ impresa.

10 delle 14 azioni sono stati valutati come importanti per l’introduzione di innovazione eco nell’impresa.

Il prezzo dell’energia sempre più elevato è stato considerato da un intervistato su due come un elemento determinante per l’introduzione di eco-innovazione, lo stesso può essere detto considerando l’aumento dei prezzi delle materie prime, anche se l'aspetto più importante rimane il costo dell’energia.

Per visualizzare il rapporto: https://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_315_en.pdf
Stefania Calleri - ARPA Toscana

 
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